La FAI dissente dalle dichiarazioni del Ministro Tremonti
22 Maggio 2008
«Come rappresentanti degli apicoltori italiani, siamo sorpresi e mortificati dalle dichiarazioni che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti avrebbe pronunciato, stando ai lanci delle
principali agenzie, nel corso della conferenza stampa conclusiva del primo Consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi, definire l’apicoltura come esempio di sperpero finanziario è un
errore di valutazione, sia sul piano politico che su quello strettamente tecnico-economico».
Così Raffaele Cirone, presidente della FAI – Federazione Apicoltori Italiani, che spiega le ragioni del disappunto suscitato dalle parole del Ministro cui la FAI ha inviato stamani,
congiuntamente al ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, una memoria tecnica che invoca chiarimenti sui termini della questione sollevata ieri in Consiglio dei Ministri.
I 2 milioni di euro destinati all’apicoltura, che il ministro Tremonti ha inteso classificare come ingiustificata elargizione destinata a favorire qualcuno e non le api, rappresentano in
realtà il rifinanziamento previsto dalla legge n. 313 del 24 dicembre 2004 approvata sotto il precedente Governo Berlusconi. Tale norma, infatti, fissa una dotazione finanziaria per
interventi a favore dell’apicoltura, la cui valenza è riconosciuta «di interesse nazionale». Risorse, peraltro, insufficienti e per metà destinate alle Regioni.
La politica, dunque, non c’entra nulla con la serietà dell’apicoltura e con la solidità del bilancio nazionale che gode invece di un apporto superiore a 1 miliardo di euro/anno,
che è il valore che le api determinano a beneficio dell’agricoltura, dell’ambiente e quindi dell’intera collettività. Ci auguriamo che il ministro Tremonti, ponga immediato
rimedio a questa svista.





