La Commissione deferisce l'Italia alla Corte di giustizia per mancato recupero di aiuti di Stato illegali

La Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia per mancato rispetto di una sua decisione del 14 dicembre 2004 (cfr IP/04/1494) che ha dichiarato incompatibili col
mercato unico gli incentivi fiscali a favore di imprese partecipanti ad esposizioni all’estero, e che ha invitato a recuperare tali importi dai beneficiari. Più di tre anni dopo la
decisione, le autorità italiane non hanno ancora proceduto all’esecuzione effettiva dell’ordine di recupero.

Il Commissario responsabile per la concorrenza, Neelie Kroes, ha dichiarato: «Le imprese che hanno ricevuto aiuti di Stato illegali godono di un vantaggio sleale rispetto ai concorrenti
cui questi aiuti non sono stati concessi. Per ripristinare la parità di condizioni fra i concorrenti gli aiuti devono essere totalmente rimborsati.»

Questo approccio è conforme al piano d’azione nel settore degli aiuti di Stato presentato dalla Commissione nel giugno 2005 (cfr. IP/05/680 e MEMO/05/195), che propugna, fra l’altro, uno
stretto monitoraggio e follow-up delle decisioni della Commissione per garantire un controllo efficace e credibile degli aiuti di Stato.

Il 14 dicembre 2004 la Commissione ha dichiarato incompatibile con le norme europee in materia di aiuti di Stato un regime di aiuti adottato dall’Italia sotto forma di incentivi fiscali diretti
a favore di imprese partecipanti ad esposizioni all’estero, e ha invitato l’Italia a recuperare tali aiuti illegali e incompatibili dai beneficiari. Le autorità italiane hanno trasmesso
ingiunzioni di recupero ai beneficiari individuati e gli aiuti sono stati parzialmente rimborsati. Tutte le ingiunzioni di pagamento pendenti sono state però impugnate e in parecchi casi
i giudici nazionali hanno deciso di sospenderne l’esecuzione.

In questo contesto, la Commissione ha concluso che le misure adottate dalle autorità italiane non sono state abbastanza efficaci per garantire l’osservanza della decisione negativa
emessa nella fattispecie.

La sospensione dell’esecuzione degli ordini di pagamento da parte dei giudici nazionali è una caratteristica comune a parecchi procedimenti di recupero in Italia, e ritarda sensibilmente
tutti questi processi. La Commissione ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia già in tre casi per mancata osservanza di una decisione di recupero (cfr. IP/06/77,
IP/06/1040 e IP/07/648).

Maggiori informazioni su questi casi saranno disponibili richiamandosi ai numeri CR 57/2003, CR 12/2004 , CR 8/2004 e CR 81/1997 nel Registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG
Concorrenza. Il bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato riporta le ultime decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su Internet e nella Gazzetta
ufficiale.

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