La Cia promuove la sicurezza alimentare con un progetto comunitario

 

Otto Paesi europei e undici enti coinvolti in un progetto per la sicurezza alimentare. Si tratta di una attività promossa dalla Cia che ha come obiettivo la corretta applicazione
degli standard europei sulla qualità dei cibi e la tutela dei consumatori e che ha previsto, tra le numerose tappe, due seminari che si sono tenuti in Romania (nelle città
di Bucarest e Brasov) l’11 ed il 12 dicembre.

Il progetto, chiamato “Un ponte attraverso l’Europa per una produzione alimentare di qualità”, è stato approvato e cofinanziato dalla Commissione Ue –
Direzione generale allargamento e prevede diversi appuntamenti di lavoro nei Paesi beneficiari del programma “Bsp, Business Support program”. Tutti hanno come tema
principale il controllo della sicurezza degli alimenti.

Turchia, Romania, Bulgaria e Croazia sono le nazioni che ospiteranno nei prossimi mesi, tra l’altro, una serie di convegni, interventi e seminari rivolti a tecnici, imprenditori e
consumatori con l’obiettivo il trasferire le esperienze italiane e finlandesi, Paesi partner del progetto di cui la Cia è capofila.

“Promuovendo la qualità alimentare si promuove anche l’agricoltura italiana -ha detto Giuseppe Alagia, responsabile dell’Ufficio Cia a Bruxelles- e questa
iniziativa diventa un esempio di coesione tra i Paesi. È molto importante che siano presenti nazioni come Croazia e Turchia che sono candidati nell’Unione europea
e questa politica di coesione serve per incentivare i Paesi ad adottare misure sulla sicurezza alimentare identiche alle nostre, affinché i prodotti circolino in Europa con le
stesse caratteristiche fondate sull’adozione di regole comuni e condivise”.

Alagia ha evidenziato inoltre le nuove esigenze dei consumatori che ricercano prodotti diversificati e sono sempre più esigenti ni fatto di qualità e salubrità dei
cibi. “Certificazione e qualità certificata legata al territorio – ha osservato Alagia – sono capaci inoltre di divulgare la cultura dei luoghi
perché capaci di esercitare un positivo effetto evocativo dell’origine dei prodotti stessi”.

“I risultati ottenuti nell’ambito degli interventi sono serviti per la costituzione di un gruppo europeo che lavorerà nella costruzione di linee comuni
nell’applicazione delle norme Ue sulla sicurezza -ha detto Carla Miana, rappresentante della Cia di Modena- che verranno diffuse e applicate nei Paesi coinvolti”. 

E’ intervenuto, tra gli altri, il primo segretario e capo dell’Ufficio economico commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Bucarest Carmelo Barbera.
“L’Italia -ha detto- è il primo investitore straniero in Romania e gli imprenditori agricoli nel Paese romeno dono oltre 25 mila per quasi 300 mila ettari di
superficie coltivata. Sono convinto tuttavia che l’Italia possa fare di più nel portare avanti questo sviluppo eccezionale” .

 

Leggi Anche
Scrivi un commento