La casa paga il costo della crisi economica

La casa paga il costo della crisi economica

Assoedilizia, Milano, 28 marzo 2012
– Se l’ICI era definita la tassa più odiata dagli italiani, l’erede IMU diventerà senz’altro la più aborrita a partire da giugno prossimo quando bisognerà
pagarla.

Incostituzionale, espropriativa, peggiorativa dell’ICI, siluro al federalismo fiscale, messa in piedi in fretta solo per fare cassa. 

Queste le accuse emerse dal convegno “La casa paga il conto della crisi economica-IMU, addizionale e misure energetiche” organizzato da Assoedilizia. 

Sono intervenuti il notaio Angelo Busani esperto de il Sole 24 Ore, la prof.ssa Marilisa D’Amico dell’Universita’ Statale, gli avvocati Cesare Rosselli, Luca Stendardi, Bruna Gabardi Vanoli,
l’ing. Camillo Paveri Fontana pres. delle Dimore Storiche Lombarde, il dott. Antonio Piccolo e il geom. Franco Guazzone entrambi esperti de “Il Sole”. 

Moderatore il giornalista Saverio Fossati, redattore de “Il Sole 24 Ore”.

Il fuoco sul provvedimento della legge Salva Italia viene subito aperto dal presidente dell’Associazione dei proprietari immobiliari Achille Colombo Clerici: «In questo
momento di grave crisi economica che sta travolgendo il settore immobiliare e della locazione, con affitti e prezzi di vendita in caduta verticale, con sfitto e invenduto dilaganti, con vaste
insolvenze di inquilini abitativi, commerciali e professionali che non riescono piu’ a pagare i canoni di locazione, il Governo ha varato la piu’ severa e grave manovra fiscale sugli immobili,
dal dopoguerra ad oggi: anticipazione dell’Imu, che produrra’ un prelievo fiscale superiore al 15 % del canone di locazione (annullando ogni beneficio connesso alla cedolare secca e gravando in
modo intollerabile  tutti i casi di inapplicabilita’ di detta imposta sostitutiva) e riforma catastale che portera’ ad effetti espropriativi di vasta portata. “Una manovra – prosegue –
che a tutt’oggi vale qualcosa come 15 miliardi di nuove tasse sulla casa (11,5 di carico aggiuntivo derivante dall’IMU  ed oltre 3 miliardi di tagli ai trasferimenti statali). Dunque
 21 miliardi complessivi di carico IMU (imposta municipale propria) comprendenti i 9 gia’ prodotti dall’ICI e 3 miliardi di riduzione dei trasferimenti statali.

L’Imu, peraltro, e’ una patrimoniale vera e propria perche’, da un lato colpisce anche gli immobili all’estero, quindi senza alcuna attinenza all’erogazione di servizi comunali, e dall’altro si
applica anche se l’immobile e’ improduttivo o inidoneo a produrre reddito”. 

I successivi interventi hanno denunciato le novità peggiorative rispetto alla vecchia ICI: tra queste l’obbligo di identificare residenza anagrafica con dimora abituale, la riforma
catastale (per il calcolo non più per vani, ma per metri quadri), nuova normativa per le pertinenze (cantina, solaio, box). 

Ma tra le cose che non vanno giù il fatto che la metà degli esborsi andranno allo Stato non al Comune per far funzionare meglio i servizi. 

E su questo punto emergono dubbi di costituzionalità (“tradito lo spirito del federalismo fiscale” ha detto la costituzionalista D’Amico) che ha contestato inoltre la capacità
espropriativa dell’IMU e al limite la lesione del diritto di proprietà garantito dalla Corte Europea. 

Da rilevare ancora la preoccupazione sul futuro dei patrimoni storici privati (ville, castelli) riconosciuti dallo Stato che finora godevano di agevolazioni per aiutare i proprietari a mantenere
agibili le costose proprietà aperte al pubblico.

Richieste al Governo: temperare i moltiplicatori secchi per le rendite di recente attribuzione e reintrodurre la riduzione del 50 % della aliquota base per gli immobili locati.

Come su non  bastasse, la ciliegina sulla torta ai proprietari di casa viene offerta dalla Regione Lombardia. Dal 1 agosto 2012, infatti, scatta l’obbligo della termoregolazione
degli ambienti e di contabilizzazione autonoma del calore nei condomini di tutto il territorio regionale, anche per gli impianti esistenti. Un onere calcolato in 1.500 euro, mediamente, per
famiglia. 

Assoedilizia e Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia stanno proponendo ricorso al Capo dello Stato chiedendone l’annullamento previa sospensione con gli avvocati Cesare Rosselli,
Bruna Vanoli Gabardi e Luca Stendardi che hanno spiegato al convegno i termini della questione. La fonte di tutta la normativa è costituita da due Direttive europee, del 2002 e del
2010 sulla efficienza e sulle prestazioni energetiche nell’edilizia. Le direttive, recepite sia dalla legislazione statale sia da quella regionale, si riferiscono però alle nuove
costruzioni e alle grosse ristrutturazione, mentre la normativa regionale lombarda ricomprende nell’obbligo di adeguamento anche gli edifici esistenti.  

Redazione Newsfood.com+WebTv

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