Italia tropicale: nei mari liguri arriva il barracuda

Italia tropicale: nei mari liguri arriva il barracuda

By Redazione

Il clima cambia ed anche il pesce riflette tale mutamento. “Il Mediterraneo si sta tropicalizzando alcune specie tipiche della costa sud, africana, si sono spostate più a nord, nel
Mar Ligure ad esempio”
spiega Maurizio Wurtz, professore di biologia marina all´Università di Genova.

E tra le new entry, ecco il barracuda.

Tale animale, una volta tipico delle zone tropicali o al più del Canale di Sicilia, è stato localizzato nelle acque della Riserva Marina di Portofino, in Liguria.

Ad effettuare la scoperta, Vittorio Innocente, subacqueo famoso per le sue meravigliose fotografie e per le sue imprese in immersione, spesso finite sul libro dei Guinness.

In esplorazione sul fondale dell’ area protetta, Innocente si è imbattuto in alcuni esemplari del pesce che è riuscito a fotografare.

Le segnalazioni d’ Innocente sono l’ ultima conferma delle modificate condizioni delle nostre acque: a far compagnia (o forse a soppiantare) la nostrana cernia, sono arrivati anche donzella
pavonina’ e il ‘sarago faraone’, provenienti dalle acque delle coste africane attraverso il canale di Suez.

Oltre ai fissi, il Mar Ligure presenta anche nuovi ospiti “stagionali”: il pesce Luna, una volta avvistato sporadicamente nel mese di agosto, ormai fa la sua comparsa già dal mese di
aprile.

A fare i conti con le novità pinnate anche gli addetti ai lavori, come Mario Mortola, della cooperativa pescatori di Camogli: “Negli ultimi quindici anni, la fauna marina è
cambiata. Gli effetti? I pesci si pescano in periodi diversi, da quelli tradizionali”.

Ecco quindi che il già citato pesce Luna intasa le tonnare già ad aprile: “E´ un pesce di passaggio, solitamente attraversava le nostre acque ad agosto: quest´anno
è migrato prima”,
ricorda Mortola.

A volte, gli incontri sono meno gradevoli: tra i frutti della pesca, non è raro incontrare trigoni, pesci velenosi che hanno sfruttato il riscaldamento per aumentare di dimensioni,
abbandonando l’ abituale stazza relativamente modesta di 500 grammi per diventare: “Dei veri bestioni di 150 chili, li abbiamo sempre liberati”.

Fu proprio uno di questi trigoni giganti (chiamati anche pastinache o razze) ad essere sospettato per la morte di Michele Arnulfo, ragazzo genovese deceduto a Cala di Volpe, in Sardegna, in
circostanze mai del tutto chiarite.

Riguardo l’ ipotesi che i mari nostrani stiano diventando rifugio di killer over size e invasori  assetati di sangue, però, nessuna certezza e molta, molta cautela.

Fatta salva la necessaria prudenza, insomma, serpenti di mare, draghi, marini e piovre mangiatrici d’ uomini non abitano ancora sulle nostre coste.

Matteo Clerici

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