ITALIA CHE SI SGRETOLA IMMOBILI ABBANDONATI E DEGRADATI INCHIESTA DE LA VERITA’

ITALIA CHE SI SGRETOLA IMMOBILI ABBANDONATI E DEGRADATI INCHIESTA DE LA VERITA’

 

 

ITALIA CHE SI SGRETOLA IMMOBILI ABBANDONATI E DEGRADATI INCHIESTA DE LA VERITA’ del 18 luglio 2022

INCHIESTA: L’ITALIA CHE SI SGRETOLA – Due milioni di edifici a pezzi e 450 chiese abbandonate di LAURA DELLA PASQUA

 

INCHIESTA: L’ITALIA CHE SI SGRETOLA

Due milioni di edifici a pezzi e 450 chiese abbandonate di LAURA DELLA PASQUA

Due milioni di edifici che cadono a pezzi. 428 teatri chiusi, 450 chiese abbandonate: è impressionante lo stato di degrado del patrimonio italiano. Su 200mila immobili di pregio architettonico, oltre 6 mila quindi il 3 per cento sono in una situazione di grave degrado.

DEGRADO Immobili di pregio abbandonati.

LA NOSTRA STORIA DIMENTICATA: C’ERA UNA CASA TANTO CARINA

L’Italia dei palazzi che cadono a pezzi La Penisola si sgretola: si contano 2 milioni di edifici abbandonati. Dei 200.000 immobili di valore architettonico oltre 6.000 presentano uno stato di degrado; ci sono 428 teatri chiusi e 450 tra chiese in rovina e castelli diroccati

di LAURA DELLA PASQUA

 

Il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, striglia gli industriali sollecitandoli ad investire di più in cultura, ma il ministero che dirige non può certo ergersi ad arbitro e dispensare bocciature. Gran parte del patrimonio storico artistico è in stato di totale abbandono e soffre un degrado quasi irreversibile. A questo si aggiunge il patrimonio immobiliare lasciato deperire per incuria o perché non più funzionale.

È uno scenario fatiscente ed è difficile risalire la filiera delle responsabilità. La Carta del Rischio della Direzione generale Sicurezza del Patrimonio culturale presso il ministero dei Beni Culturali, ha schedato oltre 200.000 beni immobili di valore architettonico e archeologico e in base agli esami finora effettuati, è stato rilevato che il 13% è in una condizione accertata di vulnerabilità e di degrado.

Una ricerca del Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia, indica che ci sono oltre 2 milioni di edifici abbandonati e diroccati, prevalentemente ubicati nelle campagne, molti in posizioni panoramiche privilegiate, come casolari, baite, ville rustiche, antiche magioni, rocche, case cantoniere ma anche ex aree industriali.

La lista dei siti Unesco dichiarati Patrimonio mondiale dell’umanità, conta oltre 1.000 luoghi d’interesse distribuiti in tutti i continenti, e l’Italia è il Paese più rappresentato con 53 eccellenze (alle quali vanno aggiunte le 39 che hanno chiesto il riconoscimento senza riuscire, per ora, a ottenerlo).

Il patrimonio culturale appartiene a diversi soggetti giuridici, come lo Stato, le Regioni, i comuni, i privati, gli enti ecclesiastici, le fondazioni. Facile quindi fare lo scarica barile delle responsabilità.
Secondo i dati Eurostat, l’Italia è penultima in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura (peggio di noi fa solo la Grecia): 1,4% a fronte di una media Ue superiore al 2%. Quella che viene definita la «Penisola dei tesori» investe nella cura di queste ricchezze, meno di quanto fanno altri.

Numerosi siti archeologici, musei, chiese, palazzi e persino interi centri storici cadono a pezzi. Italia Nostra ha elaborato una Lista Rossa, una mappa molto accurata del patrimonio abbandonato, in stato di degrado, su segnalazioni di privati. La lista comprende attualmente 450 beni tra castelli diroccati, chiese chiuse, piazze, borghi perfino grotte ed è in continuo aggiornamento. La finalità è di segnalare questo patrimonio a rischio al ministero dei Beni Culturali e alle Soprintendenze.

Tra i gioielli che compaiono nella Lista Rossa, c’è l’Abbazia di Santa Maria di Calena a Peschici, in provincia di Foggia, un insediamento monastico che risale all’XI secolo passato al Demanio e poi a privati che ne hanno fatto un’azienda agricola, ora un rudere. Eppure continua ad essere un punto di riferimento per la comunità locale.

In totale abbandono e senza un piano di recupero, è l’acquedotto Pontificio di Loreto, unica opera idraulica con arcate ancora integre nelle Marche. In questa Regione, Italia Nostra segnala anche il Castello di Monte Varmine, in provincia di Ascoli che risale all’epoca longobarda, diroccato.

A Reggio Calabria c’è il Convento dei Cappuccini del XVI secolo che contiene altari intarsiati in avorio e madreperla. È crollato in più parti, compreso il tetto. Al momento non si conoscono piani ai recupero.

Segnalato sempre da Italia Nostra il Canale Navile di Bologna, opera del Vignola del XVI secolo che rappresentava una delle più importanti vie di comunicazioni dell’Italia Settentrionale per lo scambio delle merci. Le strutture lungo il canale sono molto danneggiate con tetti crollati e azioni di vandalismo.

Un altro volto dell’Italia che cade a pezzi tra incuria, disattenzione e abbandono, è quello dei teatri. La patria di Goldoni e di Pirandello non riesce a tutelare i gioielli architettonici tramandati da una storia illustre.
Il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, Francesco Giambrone, ha guidato la realizzazione di un censimento ad opera di TeatriAperti, sui teatri dimenticati. La ricerca risale al 2008, ma da allora nulla è cambiato.

Nel nostro Paese ci sono ben 428 teatri chiusi. Della maggior parte di essi, però, nessuno parla.
Se è vero che in Italia ci sono circa 2.000 teatri, il censimento rivela che per ogni tre aperti ve ne è uno chiuso. I150% dei sipari abbassati sono in edifici storici di un qualche pregio architettonico. Sono concentrati soprattutto in Sicilia e Lombardia (rispettivamente 59 e 57). 0ltre il 50% ha cessato la propria attività a partire dal 1980 e solo 12 (ossia poco meno del 3% circa) sono stati chiusi prima del 1940. Tra le cause di chiusura, l’inagibilità è quella più ricorrente: il 31,7% dei teatri è stato infatti bloccato perché dichiarato inagibile mentre solo 47 (pari all’il% circa del totale) si sono fermati per lavori di restauro che usualmente si protraggono anche per decenni. Alcune strutture, dopo la chiusura, sono state destinate ad altri usi. Report nell’inchiesta «Gli incompiuti» andata in onda ad aprile scorso, ha acceso i riflettori su alcune realtà di Venezia. Nel centro storico un gioiello architettonico di inizio Novecento, il Cinema Teatro Italia, oggi è un supermercato Despar. Quanto costa alla comunità il degrado del Paese, culturale e artistico? Una domanda a cui nessuno si preoccupa di dare una risposta. C RIPRODUZIONE RISERVATA

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FINESTRA

SOLO A MILANO SI CONTANO 10 MILIONI DI METRI QUADRI DISMESSI «Bisogna riqualificare le aree industriali inutilizzate». Il Cescat, il Centro studi di Assoedilizia, ha stimato circa 5.000 tra chiese e cappelle, suscettibili di trasformazione funzionale e di riuso a fini civili. Molti edifici di culto, dopo la sconsacrazione, sono stati adibiti a uso di abitazione o a usi diversi. Altre rimaste alla destinazione originaria, soffrono di una condizione di degrado per l’ingente costo della manutenzione. Il Cescat ha fatto una ricognizione del patrimonio edilizio in stato di degrado dal quale è emerso che ci sono oltre 2 milioni di immobili abbandonati. «La ricerca ha qualche anno ma la situazione è rimasta immutata. Ora è all’esame del Parlamento una legge sulla rigenerazione del tessuto urbano e si spera che qualcosa si muova» afferma il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici. E indica la realtà di Milano dove «sono presenti grandi aree industriali dismesse e abbandonate, che se riqualificate, possono dare impulso alle zone circostanti. Parliamo di circa 10 milioni di metri quadri, un dodicesimo della superficie del centro edificato. Anche Napoli dispone di grandi aree industriali dismesse che potrebbero essere recuperate e utilizzate». Un fenomeno molto diffuso recentemente è quello di edifici agricoli abbandonati a causa del peso dell’Imu. «I proprietari preferiscono lasciarli crollare, trasformarli in ruderi pur di non pagare le tasse. Assistiamo a interi borghi che si stanno degradando. C’è il fenomeno dei paesi che si sono spopolati per la grande migrazione da Sud a Nord. Per favorire il recupero, basterebbe alleggerire la pressione fiscale». L.D.P.

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PATRIMONIO DILAPIDATO ” 2 milioni di edifici abbandonati e diroccati in Italia. Su 200.000 immobili di valore architettonico e archeologico il 3%, 6.000 sono in condizione di degrado Siti della Penisola inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità: 53. Spesa pubblica destinata alla cultura Media europea 2% 01,1% In Italia 428 teatri chiusi Ogni 3 aperti ce ne è i chiuso In Sicilia 59 teatri chiusi, in Lombardia 57 L’associazione Italia Nostra ha contato 450 tra castelli diroccati, chiese chiuse, piazze e borghi desolati Sotto di noi solo la Grecia A Treviso creata la squadra antidegrado Il sindaco: «Così mappiamo gli edifici antichi rovinati dall’incuria» ¦ Edifici storici abbandonati nell’incuria, alcuni transennati molti altri lasciati cadere con un pericolo anche per gli immobili vicini. Intanto frotte di turisti invadono la città. Il sindaco è intervenuto e ha creato un nucleo antidegrado e qualche risultato si vede. Il caso di Treviso potrebbe diventare un modello di come intervenire per riqualificare un centro storico. Il sindaco Mario Conte ha dato mandato al nucleo antidegrado della polizia locale, di mappare gli edifici abbandonati del centro e invitare i proprietari a provvedere, usando le buone maniere, cioè con i solleciti, o le cattive, con le sanzioni. Da inizio anno sono state emesse una quindicina di diffide. «Tra bonus facciate e incentivi fiscali, le possibilità per fare interventi di recupero non mancano» sottolinea il sindaco. «Per censire i palazzi fatiscenti vengono impiegati anche i droni che individuano oltre agli immobili degradati, le forme di vandalismo» spiega. «La città sta registrando un record di presenze turistiche e le aree in degrado rischiano di compromettere l’immagine. Ma va anche considerato che tanti edifici pericolanti e degradati mettono a rischio i palazzi vicini». Come hanno reagito i cittadini? «L’obiettivo principale è di aprire un dialogo con i proprietari per capire se la cosa dell’incuria è per problemi di natura finanziaria o se c’è l’intenzione di intervenire e c’è un progetto di riqualificazione. In molti casi ci è stata comunicata la volontà di recuperare il bene. Noi comunque verifichiamo che l’impegno sia rispettato e nei tempi indicati». All’origine dell’incuria di un immobile può esserci anche la tarda età del proprietario o un passaggio ereditario a chi vive in un’altra città e non ha interesse alla manutenzione del bene. Il sindaco racconta il caso dell’anziana moglie di un ex allenatore di una nota squadra di calcio, proprietaria di un immobile di pregio ma in stato di totale abbandono e a rischio crollo. «L’abbiamo diffidata a intervenire entro trenta giorni con una bonifica per eliminare la colonia di topi che si era insediata nel palazzo. Ora stiamo cercando di convincerla a vendere». Se non c’è la dismissione e il proprietario finge di ignorare la diffida a riqualificare, emessa dell’autorità di polizia, sono previste anche le sanzioni penali. In cinque casi, riferisce il sindaco, c’è stata la denuncia all’autorità giudiziaria. «La maggior parte delle volte però basta un sollecito o una sanzione pecuniaria» dice soddisfatto il sindaco. L.D.P.

 

TRASCURATEZZA: In senso orario: il battiferro di Bologna; Villa di Cavour; Villa Zanelli; Palazzo D’Avalos

 

Fonte: Assoedilizia per Newsfood.com

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