Istituto del Vino Italiano di Qualità – Grandi Marchi compie 10 anni alla vigilia di Expo2015
22 Novembre 2014
Le 19 aziende rappresentative del vigneto Italia, che attraverso l’Istituto Grandi Marchi si sono assunti il compito di ambasciatori del buon vino italiano, si sono date appuntamento a Milano, nei locali del Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, per festeggiare i dieci anni di comunione d’intenti, e anche per ricordare le iniziative che sono state fatte in questo decennio.
Piero Antinori, presidente dell’Istituto dalla fondazione “abbiamo organizzato 262 eventi che ci hanno permesso di avvicinare ai nostri vini più di 50.000 persone tra buyer, ristoratori, enotecari, opinion leader, giornalisti. Abbiamo percorso 800.000 chilometri e abbiamo già le valige pronte per la missione in partenza per l’Asia, dove in una settimana faremo degustare i nostri vini a giapponesi, cinesi, sudcoreani, indonesiani, indiani e malesi.
Investiti circa 60 milioni di euro in attività di promozione, di cui 18 attraverso i fondi Ocm. A questi vanno poi aggiunti 5,15 milioni di euro investiti congiuntamente nelle azioni comuni dell’Istituto Grandi Marchi”.
Indubbiamente un bel lavoro e che, probabilmente, tornerà utile l’anno prossimo con Expo, visto che le 19 aziende che hanno fondato l’Istituto Grandi Marchi sono rappresentativi del territorio nazionale.
Dell’Igm, infatti, fanno parte i piemontesi Gaja, Michele Chiarlo e Pio Cesare, il lombardo Cà del Bosco, l’altoatesino Alois Lageder, il friulano Jermann, i veneti Carpenè Malvolti e Masi, i toscani Biondi Santi Tenuta Greppo, Ambrogio e Giovanni Folonari, Tenuta San Guido e Marchesi Antinori, l’umbro Lungarotti, il marchigiano Umani Ronchi, il campano Mastroberardino, il pugliese Rivera, i siciliani Donnafugata e Tasca d’Almerita e il sardo Argiolas. Una sintesi d’alto livello dell’enologia italiana che rappresenta il sette per cento dell’export vinicolo nazionale, oltre a fare da apripista alla tanto auspicata internazionalizzazione del vino italiano.
Per Antinori, che a marzo lascerà l’incarico di presidente, le 19 aziende associatosi nell’Igm per promuovere lo sviluppo e la diffusione della cultura del vino italiano a livello internazionale attraverso la costruzione della vera immagine del nostro prodotto, sono pronti per altre sfide; in particolare portare a due cifre le percentuali di esportazioni sui mercati emergenti per le nostre produzioni, che sono i paesi asiatici e la Russia e in particolare.
Cominciando con le loro etichette, 57 sono state presentate alla degustazione del decennale, capaci di soddisfare i palati più esigenti di qualsiasi angolo del pianeta.
Michele Pizzillo
Newsfood.com







