Isae, a gennaio aumenta la fiducia dei consumatori

 

Secondo l’inchiesta ISAE realizzata tra il giorno 7 e il giorno 21 del mese la fiducia dei consumatori italiani segna a gennaio un recupero dopo quattro mesi di flessione,
tornando sui valori di inizio autunno e attestandosi a 102,6 da 99,6.
Il maggior ottimismo riguarda soprattutto le opinioni sul quadro economico generale, che dopo quattro mesi di flessione salgono da 68,5 a 74,9 recuperando completamente la perdita di
fiducia degli ultimi due mesi; le valutazioni in questo campo rimangono comunque su valori storicamente depressi ed inferiori a quelli medi di lungo periodo. L’indicatore relativo
alla propria situazione personale migliora anch’esso e passa da 114,7 a 116,9 miglior risultato dal luglio del 2007: emergono indicazioni più favorevoli sul mercato dei
beni durevoli e sulla propria situazione familiare. Le opinioni relative al quadro corrente salgono invece da 107,3 a 110,8 ritornando in prossimità dei valori del dicembre 2007;
quelle relative alla situazione futura passano da 88,5 a 91,1 grazie ad un maggiore ottimismo circa la situazione del paese e quella personale.
Continua inoltre ad accentuarsi il rallentamento delle percezioni d’inflazione: si ridimensionano sia i giudizi sugli aumenti registrati negli ultimi 12 mesi che le attese di
incrementi a breve termine.
Nel dettaglio territoriale, la fiducia risulta in marcato miglioramento nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno, in recupero nel Centro e in moderata flessione nel Nord Est.

Quadro economico generale
I consumatori esprimono valutazioni diffusamente favorevoli. La situazione economica generale dell’Italia registra a giudizio degli interpellati un forte recupero che inoltre
è atteso rafforzarsi nei prossimi dodici mesi.
I relativi saldi recuperano infatti da -123 a -115 nel primo caso, miglior risultato dal dicembre del 2007, e da -47 a -33 nel secondo con un progresso di quattordici punti. In moderata
distensione è inoltre prevista l’evoluzione a breve del mercato del lavoro: il saldo relativo alle attese di incremento della disoccupazione, pur rimanendo in
prossimità dei massimi storici, si ridimensiona da 100 a 93. In questa fase, è possibile che il miglioramento delle valutazioni sulla situazione economica del paese e
della famiglia risenta positivamente dell’andamento corrente e atteso dei prezzi: i giudizi sugli aumenti registrati negli ultimi 12 mesi scendono infatti a gennaio da 88 a 66 in
termini di saldo, sui minimi dall’agosto 2007; le previsioni per i successivi 12 mesi si attestano invece a -26 (da -18), minimo da dicembre 2005. Il calo rispetto ai massimi
raggiunti nella prima metà dello scorso anno è in effetti notevole: giudizi e previsioni sui prezzi erano infatti pari rispettivamente a 141 lo scorso giugno e a 26 nel
mese di marzo.

Situazione personale
Le valutazioni più favorevoli dell’indicatore relativo alla situazione personale degli intervistati sono sintesi di andamenti contrastanti nelle variabili componenti:
opinioni nettamente più favorevoli caratterizzano infatti i giudizi sulla convenienza all’acquisto di beni durevoli (il saldo recupera da -111 a -86, miglior risultato
degli ultimi dodici mesi) e le valutazioni sulla situazione presente e futura della famiglia, con un incremento nei relativi saldi di sette punti, rispettivamente da -52 a -45 e da -20
a -13. Tornano però a peggiorare i giudizi relativi al bilancio familiare (da 6 a 2); un maggior pessimismo caratterizza le variabili sul risparmio. Diminuiscono infatti le
opportunità presenti di effettuarlo (il saldo passa da 156 a 138) mentre le intenzioni circa le possibilità materiali di risparmiare nel prossimo futuro si riducono da -65
a -71.
Riguardo al mercato dei beni durevoli, a partire da questo mese le intenzioni di acquisto per il futuro vengono rilevate in maniera differente per esigenze di armonizzazione con il
questionario adottato in sede europea; i dati non sono pertanto confrontabili con quelli della rilevazione precedente. Sulla base delle risposte degli intervistati, il 45% dei
consumatori effettuerà nei prossimi 12 mesi acquisti in quantità simile al passato, mentre il 40% ridurrà la propria spesa (per il 27% in maniera marcata); soltanto
il 6% intende infine effettuare spese maggiori o molto maggiori rispetto al passato.
Circa i principali beni durevoli, secondo le consuete domande trimestrali sulle spese per l’automobile e la casa, infine, recuperano le intenzioni di acquisto dell’auto (da
-172 a -169) e quelle relative all’abitazione sia riguardo all’acquisto (da -192 a -188 in termini di saldo) sia per le spese di manutenzione straordinaria (da -169 a
-161).
La fiducia dei consumatori su base territoriale Il recupero della fiducia dei consumatori registrato a livello nazionale è la sintesi di andamenti eterogenei sul territorio:
l’indice risulta in miglioramento nel Nord Ovest, nel Sud e, in misura minore, anche nel Centro mentre è in lieve flessione nel Nord Est. Il miglioramento risulta diffuso a
quasi tutte le componenti settoriali e territoriali ed è particolarmente marcato nei giudizi e previsioni sulla situazione economica del paese; nel Nord Est emergono, come unica
nota negativa, preoccupazioni circa l’evoluzione a breve termine dell’economia.
Nord Ovest l’indice registra un aumento da 99,2 a 103,2 ritornando sui livelli dello scorso ottobre.
L’aumento è dovuto soprattutto al miglioramento dei giudizi e delle previsioni sulla situazione economica generale e alle opinioni favorevoli sul quadro futuro.
Positive ma meno intense risultano anche le valutazioni sul quadro corrente e sul quadro personale.
Nord Est: in controtendenza rispetto alle altre ripartizioni, la fiducia scende da 102,1 a 101,5. Il deterioramento è dovuto esclusivamente a maggiori incertezze sulla situazione
futura mentre tutte le altre variabili risultano, anche se talvolta debolmente, più positive rispetto allo scorso mese.
Centro: la fiducia aumenta nuovamente a gennaio: l’indice passa da 99,4 a 101,5, migliore risultato dallo scorso settembre. Il miglioramento è principalmente dovuto alle
valutazioni correnti e sul quadro economico generale.
Mezzogiorno: in questa ripartizione, la fiducia registra il progresso più marcato: l’indice sale da 100,4 a 105,2 massimo dal novembre del 2007. In questo caso il
miglioramento è soprattutto dovuto al deciso progresso delle opinioni sul quadro economico generale e di quelle sul quadro corrente.

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