Io ce l’ho più lungo del tuo, il comprensorio sciistico

Io ce l’ho più lungo del tuo, il comprensorio sciistico

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Da: “_ Dovatu _”  
Oggetto: IO CE L’HO PIU’ LUNGO DEL TUO
Data: 20 agosto 2013 18:58:41 CEST
 
 
Dal mare alla montagna, dal tonno rosso di Favignana (taroccato) alle piste da sci “estensibili”.
Diventa sempre più difficile vivere onestamente del proprio lavoro, rispettando le regole e pretendendo che anche gli altri facciano la stessa cosa. Sempre più difficile fare il
poliziotto: riesce a mettere le manette a qualche ladruncolo dilettante ma i “professionisti” delle truffe, del crimine del “chi se ne frega della legge”sono sempre fuori.

Sempre più difficile educare i bambini: se un genitore (vecchio stampo) o una maestra d’asilo si azzardano a “sgridare” o addirittura dare uno scappellotto ad un novello Giamburrasca
rischia la galera; idem se “abbandoni per qualche ora il cane in casa (ormai i diritti degli animali “domestici” sono parificati a quelli degli umani).

E’ sempre più difficile essere ricchi: più soldi guadagni (parliamo di quelli guadagnati onestamente)  e più il Fisco ti tartassa… e sempre più sono coloro
che scelgono di andare a lavorare e vivere in un altro Paese. Coloro che non sono intestatari di nulla (sia quelli che veramente non hanno disponibilità che quelli “nulla tenenti” ma che
stranamente riescono a condurre una vita da super ricchi, ovviamene non hanno alcun problema: non pagano tasse, bollette,  biglietti di autobus e treno, non pagano l’autostrada…

Esistono ancora i giornalisti che vanno alla ricerca della notizia e poi, prima di pubblicarla, ne verificano la fonte e la veridicità?
Sono ben pochi; non c’è più tempo e poi oggi l’importante è arrivare sulla notizia prima degli altri (se è falsa poco importa), basta una smentita (anche se nel
frattempo hai rovinato una persona).

Cosa importante per la maggior parte dei mezzi di comunicazione (escludendo quelli politici o schierati apertamente) è non parlare male mai di nessuno, specialmente di persone
importanti o potenti: il minimo che ti può capitare è la perdita del posto di lavoro, il blocco delle campagne pubblicitarie, ecc

Ci sono poi giornalisti come Tommaso Botto che non si rassegnano a vivere in un mondo come quello di oggi, senza combattere la sua battaglia quotidiana.

Fa le sue inchieste, si informa, si documenta e poi rende pubblico ciò che, secondo lui e secondo quanto ha potuto appurare, la gente deve sapere.

Il problema è proprio quello di dove pubblicare e come farsi pagare il proprio lavoro professionale.

Tommaso Botto non è a nostro libro paga, ma pubblichiamo volentieri questa sua inchiesta sulle piste da sci.
Il titolo e la foto sono un po’ forti ma li pubblichiamo ugualmente sperando di non offendere nessuno.

PS: Per fare in modo che i vari comprensori non bluffino sulla vera lunghezza delle loro piste da sci,  ci penserà sicuramente l’Ufficio delle Entrate mettendo una tassa
proporzionata all’estensione.

Una nota anche sulla foto a corredo: non è nemmeno più il fallo l’oggetto del desiderio più ambito, oggi al primo posto in assoluto c’è il Dio Denaro.
Sperando in un mondo migliore dove la Signora Giustizia sia veramente amica dell’Uguaglianza,
ecco il testo di Tommaso Botto,

Giuseppe Danielli
Direttore e fondatore Newsfood.com

ago 20, 2013
IO CE L’HO PIU’ LUNGO DEL TUO (IL COMPRENSORIO)

SKI: il bluff delle nevi che allunga le piste da sci nuoce alla genuinità della montagna e dello sport più bello del Mondo
Viviamo veramente in una brutta epoca: anche l’ambiente alpino, simbolo di genuinità, fatica e lealtà, viene episodicamente contaminato da arrivismo, opportunismo e bugie.

O almeno è quel che traspare da una curiosa (e faticosa) ricerca condotta da Christoph Schrahe, un guru tedesco dello ski-business che nasce geografo ma è affermato scrittore
di viaggi, esperto di navigation software, consulente dell’industria turistica, giornalista, etc., insomma, un addetto ai lavori di calibro mondiale.
Lo studioso tedesco ha misurato le piste di 80 comprensori sciistici d’Europa, comparando i dati così raccolti con i km ufficiali dichiarati al pubblico dalle stazioni invernali. Curioso
‘passatempo’ che ci accomuna indubbiamente!
Le conclusioni sono per certi versi raccapriccianti, per altre lasciano sospeso qualsiasi giudizio perché, sostanzialmente, la
Federazione Internazionale di Sci, nei suoi mastodontici regolamenti non prevede una questione fondamentale: secondo quali criteri va misurata una pista da sci.
In America, ad esempio, non
si contano i chilometri ma gli ettari di superficie nevosa (calcolo un po’ complicato, che comprende però anche le superifici di freeride, oltre a quelle delle piste battute).
Pare superfluo dire che, episodicamente, le lunghezze reali risultano inferiori alle lunghezze dichiarate: due anni fa avevamo segnalato che, ad esempio, la società che gestisce le
piste da sci del Friuli Venezia Giulia (Agenzia Promotur) utilizza un coefficiente a zig-zag che gonfia di un 40% i km delle piste. Un documento con la dizione ‘comunicazione al pubblico’
non lascia adito a dubbi ed i dati numerici impilati in due colonne distinte (‘reali’ e ‘al pubblico’) confermano questa discutibile strategia di marketing.
Una strategia
però dimostratasi debole e goffa, in quanto la società, la Regione Autonoma e Friulia (finanziaria regionale ex proprietaria della ex Spa) comunicavano al mondo, contemporaneamente,
tre differenti misurazioni e, addirittura, una maldestra modifica al ribasso quando, in verità, con la costruzione di nuove piste vi era stato un effettivo incremento dei km complessivi
(mangiato la foglia?) .
Poi, la politica ha messo a tacere la cosa, bocciando con un inciucio bipartisan la mozione presentata al Consigio Regionale di effettuare una verifica…
Vediamo però, dallo studio di Schrahe, che il doping commerciale non è un’esclusiva friulana.
Di seguito lo specchietto riassuntivo:
Al di là del bluff, che in Austria ed in Svizzera ha stuzzicato le denunce delle associazioni dei consumatori, avviando indagini ufficiali di pubblici ministeri e procuratori della
repubblica per concorrenza sleale e truffa, appare evidente che ogni comprensorio sciistico misuri le piste come gli pare.
Schrahe ha, tra i tanti, intervistato Reinhard Klier, ad di Stubaier Gletscher: questi ha ammesso di utilizzare un coefficiente moltiplicatore che simula il percorso di uno sciatore e di avere
misurato due volte le piste più larghe di 100 metri.
Noi, all’epoca, intervistammo l’allora presidente di Promotur, Stefano Mazzolini: nel divertentissimo colloquio, egli ammise che era stato utilizzato un coefficiente a Zig-zag.
Dai dati raccolti da Schrahe notiamo che più che un ‘Zig-zag’, chi dopa i km di piste utilizza una sorta di coefficiente ‘ad S’.
Ma lo stesso Schrahe (che ha sciato in 400 località sciistiche di 34 Paesi di 6 continenti!) ha rilevato che tanti comprensori dichiarano comunque le lunghe effettive, intese come
lunghezze della linea di caduta. Esse sono, ad esempio, St Anton, Lech e Zürs, Kitzbühel, Saalbach-Hinterglem, Espace Diamant, Sierra Nevada e Parnaso in Grecia.
Queste località, in buona sostanza, non raccontano balle.
Ma, approfondendo l’indagine, notiamo che queste balle (anche quelle di Promotur) sono ‘giustificate’ da una vacatio legis: la Federazione Internazionale non dice come misurare le
piste.
Oltre alla mancanza di un criterio specifico (che per noi equivale alla minor strada per scendere dalla cima a valle), un quesito che non ci fa dormire la notte è: “Una pista con
tre-quattro varianti, come va misurata? Sommando le varianti o come tre-quattro piste diverse?”
Vediamo quindi che i dubbi restano…
Occhio però: la genunità alpina non dovrebbere ammettere sofistificazioni: per cui, se compro e pago due etti di prosciutto di San Daniele, voglio due etti di prosciutto di San
Daniele, non 140 grammi.
Sarebbe bene che la Federazione prescrivesse di seguire il criterio della linea di caduta… Giusto per non trascendere in eccessi, spesso antipatici, a volte
ridicoli, altre vergognosi…
Questo a livello di quantità: e il marketing di un comprensorio sciistico (“io ce l’ho più lungo del tuo”) riesce a ‘spostare’ centinaia di milioni di euro.
Ma Einstein disse: “Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato”.
I caroselli sono una libidine: centinaia di
chilometri sci ai piedi sono lo sci contemporaneo.
Esistono però skilift solitari, ubicati in teatri naturali impareggiabili, che valgono quanto 400 km tutti attaccati…
Lo sci è divertimento puro, anche sulla collina dietro casa.

Tommaso Botto
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Redazione Newsfood.com

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