Intervista all’Ansa del presidente Vecchioni: ridisegnare la politica nazionale del settore

Intervista all’Ansa del presidente Vecchioni: ridisegnare la politica nazionale del settore

L’agricoltura italiana è uscita dal 2009 alquanto malconcia: I redditi hanno subito una flessione del 25,3% (in Europa peggio è andata solo l’Ungheria) a causa del crollo dei
prezzi delle materie prime e all’aumento dei costi di produzione. ”Usciamo da un anno pesante. L’agricoltura nazionale ha dimostrato di essere fortemente dipendente da dinamiche esterne come
il flusso delle commodity sui mercati emergenti” osserva il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni che con l’ANSA fa un bilancio dell’anno trascorso e guarda a quello appena
cominciato.

Il punto centrale, secondo Vecchioni, è ”disegnare una politica agricola nazionale capace di sostenere il ruolo strategico del settore primario all’interno dell’economia nazionale e
dell’agenda del Governo”. Ripristinare le risorse a sostegno dei contratti di filiera è ora necessario per aiutare lo spirito di lobby fra imprese agricole e industrie agroalimentari
fra cui, riconosce Vecchioni, in questa fase i buoni rapporti ”soffrono delle trattative sul prezzo dei prodotti agricoli”. Esemplare quella sul latte sfociata al Nord in blocchi agli
stabilimenti. ”Dobbiamo imparare a distinguere il momento contrattuale dal momento lobbistico e strategico nel quale le imprese produttrici e trasformiere devono disegnare insieme le strategie
dell’agri-business” dice Vecchioni invitando ad ”evitare di caricare di troppa tensione il momento contrattuale” e a ”cercare strategie invece di colpevoli”.

Fare sistema è una necessità non solo sul mercato interno, ma anche nel quadro europeo dove grandi paesi come Francia e Germania stanno dettando il passo della politica agricola
comunitaria. ”le imprese agricole di questi paesi – spiega Vecchioni – spendono meno in termini di oneri fiscali e quindi di costi di produzione col risultato di essere favoriti in
competitività”. E in quest’anno di crisi come mai prima, ma anche per il futuro, la differenza, osserva Vecchioni ”la fanno sempre di più le politiche agricole nazionali”.
Negli ultimi mesi la politica comune è infatti stata caratterizzata dalle politiche agricole di Francia e Germania che hanno investito molto nel settore primario ”di fatto lanciando
un’azione molto competitiva all’interno dell’Europa stessa”.

Con la Finanziaria a fine anno, l’agricoltura ha visto riconosciuto parte di quello che chiedeva. ”Segnali positivi ci sono stati”, riconosce Vecchioni, ”ma non possiamo considerare quelle
misure come politica agricola nazionale si tratta di scelte economiche e finanziarie” alle quali, secondo il presidente di Confagricoltura bisogna ora aggiungere per affrontare il 2010
”incentivi alla produzione” e la stabilizzazione delle agevolazioni contributive ”da estendere alle zone ordinarie delle regioni” finora limitate alle zone montane e svantaggiate”.

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