Intervista al Dott Baracco, socio di Winefit

Intervista al Dott Baracco, socio di Winefit

Dott. Baracco, come nasce Winefit?

Insieme ai miei due soci Michel Palo e Rahhali Sanhaji, entrambi appassionati di vino come me, ci siamo chiesti come poter dare la possibilità di assaggiare più bicchieri di
etichette diverse nella stessa serata, essere in grado di gestire e di offrire un consumo al bicchiere per i propri clienti senza il rischio di alterare le migliori eccellenze enologiche.
Insomma, cercavamo un sistema rivoluzionario per far coincidere le esigenze del consumatore e del professionista enogastronomico. Così è nato in soli 255x386x565 millimetri
Winefit, il dispenser dall’innovativa tecnologia che si basa su due elementi principali: uno speciale tappo brevettato con il quale viene richiusa la bottiglia e la bombola usa e getta di argon
il gas inerte per eccellenza che consente di conservare inalterate le qualità organolettiche del vino per più di un mese.

 

Come funziona di preciso?

Alloggiando nel dispenser la bottiglia chiusa con lo speciale tappo e premendo il tasto per l’erogazione, Winefit immette Argon nella bottiglie e conseguentemente versa nel calice una
quantità predeterminata di vino, il gas inerte essendo più pesante dell’ossigeno crea una barriera di protezione sul vino garantendone la qualità fino a trentacinque
giorni.

 

La prima rivoluzione nel mondo della somministrazione enologica a bicchiere l’avete fatta nel 2011 quindi. In questi giorni presentate la seconda puntata di questa storia, ce ne vuole
parlare?

Winefit Cubo, l’ultimo arrivato in famiglia, si presenta al mercato come l’evoluzione di Winefit One, il più piccolo e preciso winedispenser, oltre che il più economico a
parità di numero di bottiglie conservate. Winefit Cubo, risulta anch’esso un prodotto unico nel suo genere perché unisce compattezza, eleganza e versatilità in un unico
sistema.

In realtà dalla nascita di Winefit nel 2011 l’azienda non si è mai fermata, ha continuato a ricercare quotidianamente di realizzare un prodotto sempre più in linea con il
target a cui si rivolge: il mondo della ristorazione in primis, ma anche l’uso privato di tanti appassionati che usano Winefit nelle proprie case.

 

Cosa cambia rispetto ai primi dispenser Winefit?

Le novità introdotte in questo innovativo erogatore sono molte, come la flessibilità di posizionamento in qualsiasi ambiente, grazie al rivestimento in acciaio inox e la
possibilità di abbinarlo a Winefit CuboCool, un’unità climatizzata per poter conservare i vini sempre alla giusta temperatura e a portata di mano. Inoltre il dispenser dà
la possibilità di mescere con una ripartizione esatta la quantità di vino contenuta nella bottiglia.

 

Ci può spiegare meglio in che modo vengono garantite queste caratteristiche?

La vera novità di Winefit Cubo è rappresentata dalla High Precision Technology, che consente di avere una quantità sempre perfetta di vino per ogni calice, potendo anche
personalizzare la dose erogata. Inoltre Winefit Cubo, grazie al suo sistema all-in-one, contiene la bombola di argon e non necessita di alcuna installazione e manutenzione: la sua compattezza
di dimensioni (430x470x505 mm) lo rende uno strumento adatto anche a spazi ridotti e non richiede nessun tipo di impianto esterno di supporto.

 

In conclusione, se dovesse sintetizzare i punti di forza di Winefit e WInefit Cubo, cosa evidenzierebbe?

Winefit è il winedispenser più compatto, grazie ad un sistema tutto integrato; il più preciso, grazie alla nuova tecnologia High Precision e quello che garantisce la durata
del vino più a lungo, grazie all’utilizzo dell’Argon, il gas 100% inerte. Inoltre è il dispenser più versatile, grazie all’utilizzo dei tappi speciali brevettati Winefit e
con il prezzo più competitivo, a parità di numero di bottiglie conservate ha il prezzo migliore sul mercato, i sistemi Winefit non hanno bisogno di manutenzione. Inoltre è
l’unico sistema in grado di fare la decantazione del singolo calice di vino, grazie all’esclusivo decanter Winefit e che dà la possibilità di fare la mescita mobile del vino,
grazie alla batteria di supporto.

Redazione Newsfood.com+WebTv

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