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Inquinamento in Veneto

By Redazione

Verona, 10 Ottobre 2007 – Sono complessivamente 2585 i siti nei quali si sta concentrando l’attività di verifica della loro eventuale capacità di inquinamento; è
questo il dato che emerge al termine delle prime due fasi del progetto di monitoraggio del territorio attraverso telerilevamento, che la Regione del Veneto ha avviato nel 2003 e che ha
interessato finora i territori del bacino scolante in laguna di Venezia e della pianura sud, compresi in 268 comuni delle province di Venezia, Padova, Treviso, Vicenza, Verona e Rovigo. Il
progetto, il primo a livello europeo di questo tipo, comprende la collaborazione con il Magistrato alle Acque, la Guardia di Finanza, i Carabinieri del Noe, il Corpo Forestale dello Stato, la
Polizia di Stato, le Polizie Provinciali, le Procure della Repubblica delle Provincie interessate, le Amministrazioni Comunali e Provinciali e l’Arpav.

E’ prevista la realizzazione di una mappatura della pianura veneta, oltre 10 mila chilometri quadrati di territorio, operando una verifica completa delle discariche esistenti attraverso il
telerilevamento infrarosso sia da satellite, sia con voli radenti, così da potenziare il sistema conoscitivo e di controllo di potenziali sorgenti inquinanti, che abbiano un impatto sul
sistema ambientale e idrogeologico della Regione. Il progetto, una volta concluso, sarà propedeutico alla stesura del piano regionale delle bonifiche, all’interno del quale agli
interventi di risanamento verrà data una priorità di pericolosità. I risultati di queste prime due fasi del progetto sono stati presentati oggi a Verona, presso la sede del
genio civile, ai comuni interessati, ai quali è stato consegnato il materiale informativo specifico di ogni realtà territoriale, comprensivo di planimetria in cui è stata
evidenziata l’esatta locazione delle aree per le quali si chiede di procedere a verifiche.

«Si tratta – precisa l’assessore regionale all’ambiente Giancarlo Conta – di dati relativi a siti che potrebbero non nascondere alcuna minaccia e per i quali è comunque necessario
procedere ad ulteriori verifiche in loco che potrebbero comprendere anche indagini geofisiche, campionamenti e analisi chimiche. Fase questa – sottolinea Conta – per la quale è stata
chiesta la collaborazione dei comuni e per la quale devo constatare che solo poco più del 50 per cento di quelli interessati ha risposto alle nostre richieste». In base
all’esperienza fin qui maturata è stato possibile calcolare che quasi tutte le discariche abusive, il 90 per cento, si trovano nei pressi di discariche autorizzate, in aree agricole o
naturali, all’interno di zone industriali e a bassissima densità abitativa. «Vogliamo ottimizzare il controllo – ribadisce ancora l’assessore – e perfezionare sempre più la
lotta contro quanti, con metodi furbeschi, inquinano il territorio e l’ambiente. A questo proposito il Veneto – conclude Conta – è stata la prima regione italiana a dotarsi di un
archivio statistico informatizzato riguardante la produzione, raccolta, smaltimento e recupero dei rifiuti e la prima anche ad adottare un controllo continuo per contrastare sempre più
efficacemente l’abusivismo ambientale».

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