Ingiustizie sul Lavoro

D: Chiedo un Vs. aiuto in merito ad un caso di ingiustizia sul lavoro cercando di raccontare in breve il caso.
Mia sorella, dipendente di Poste italiane, dopo aver prestato 17 anni di servizio c/o un ufficio postale è stata sostituita da un’altra persona e spostata c/o un’altro ufficio senza che
Poste Italiane abbia rispettato nessuna graduatoria o criterio di legge e ciò è stato confermato anche da una sentenza di un giudice che però nonostante tutto ha dato
ragione a poste italiane addirittura convalidando la scelta in tale modo: poste italiane non deve tener conto di: carichi di famiglia, anzianità d’ufficio, titolo di studio, mancanza di
patente per lo spostamento visto in tal caso il lavoratore deve utilizzare tutti i mezzi di trasporto esistenti anche se non presenti negli orari d’ufficio. Non è tenuta a fornire
nessuna graduatoria
E’ possbile tutto questo? A chi mi posso rivolgere per far fare giustizia?

R: Quello cui Lei accenna è possibile a determinate condizioni, non avendo poi noi parametri che La riguardano tipo età, anzianità, ecc. proviamo comunque a darLe una
risposta:
la sentenza del giudice cui Lei accenna conferma che il datore di lavoro può effettuare delle scelte per motivi tecnici ed organizzativi come quella di spostare un dipendente anche in
base a quanto dispone il CCNL. Al riguardo: l’art 40 del recente CCNL 11 luglio 2007 ha ribadito alcune regole per il personale non dirigente del Gruppo Poste Italiane (Poste Italiane S.p.A)
per i trasferimenti, che Le riportiamo:

A) Livelli F, E, D, C, B

I. Lo spostamento definitivo e senza limiti di durata del lavoratore ad altro luogo di lavoro, ovvero ad altra sede di lavoro distante più di 25 km dalla sede di lavoro di provenienza
nell’ambito dei Comuni di Milano, Roma e Napoli, configura ipotesi di trasferimento, che può essere disposto unicamente per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.
Nel disporre il trasferimento la Società terrà conto delle condizioni personali e familiari del lavoratore interessato.

II. Il trasferimento deve essere comunicato per iscritto, indicando le motivazioni per le quali è disposto, con un preavviso rispettivamente non inferiore a 45 giorni, ovvero a 60 giorni
nei confronti del lavoratore senza o con famiglia a carico. La Società, in caso di particolari esigenze di servizio, può disporre il trasferimento con un preavviso inferiore
rispetto ai predetti termini, erogando per il restante periodo le indennità previste in caso di trasferta.

III. In caso di trasferimento ad altro luogo di lavoro che comporti uno spostamento inferiore a 30 Km, il preavviso di cui al comma II del presente articolo viene rispettivamente ridotto a 10
giorni, ovvero a 15 giorni nei confronti del lavoratore senza o con famiglia a carico; in tal caso non trova applicazione quanto previsto ai commi VI e VII del presente articolo.
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non dirigente di Poste Italiane S.p.A

IV. Il lavoratore, di età superiore a 55 anni se uomo o 50 anni se donna può essere trasferito solo in casi di carattere eccezionale, adeguatamente motivati da parte
aziendale.

V. Nel caso di lavoratori portatori di handicap in situazione di gravità o di genitori o familiari che assistano un disabile ai sensi della Legge 104/92, ovvero di lavoratori affetti
dalle patologie di particolare gravità di cui all’art. 43, comma 1, il trasferimento, indipendentemente dalla distanza, non può avvenire se non con il consenso della persona
interessata.

VI. Qualora il lavoratore richieda alla Società di riesaminare le ragioni oggettive di cui al comma I, potrà anche designare un componente della RSU o un rappresentante sindacale
di una organizzazione sindacale firmataria del presente CCNL, per farsi assistere nell’incontro con il responsabile della funzione aziendale che ha disposto il trasferimento, assistito a
propria volta dal competente responsabile della funzione delle Risorse Umane.

VII. L’incontro, di cui al comma che precede, dovrà tenersi entro 5 giorni dalla data di comunicazione del provvedimento.

VIII. In caso di trasferimento il lavoratore ha diritto:

– al rimborso delle spese di viaggio e di trasloco nonché all’indennità di trasferta per il tempo trascorso in viaggio nelle misure indicate nell’art. 42 del presente CCNL;

– ad una indennità di prima sistemazione, secondo le misure di seguito riportate:

Distanza

> 30 e ≤ a 50 Km
> 50 e ≤ a 100 Km
≥ 100 e ≤ a 150 Km

Indennità

4 mensilità
8 mensilità
12 mensilità

IX. I rimborsi e le indennità di cui al precedente comma sono dovuti nel caso in cui il trasferimento comporti l’effettivo cambio di residenza o di domicilio del dipendente e dei
componenti del proprio nucleo familiare conviventi a carico. Al lavoratore che trasferisca esclusivamente la propria residenza e/o domicilio e non quella dei componenti il nucleo, verrà
riconosciuto un importo pari all’85% delle indennità di cui al comma precedente. L’effettività del cambio di residenza o domicilio deve essere comprovata attraverso la
presentazione di idonea documentazione quella di assegnazione si farà riferimento al percorso più breve effettuabile con i normali mezzi di trasporto.

XI. Le indennità indicate nella tabella di cui al comma VIII sono computate sulla retribuzione di cui all’art. 62 e non sono utili ai fini della retribuzione indiretta e differita, ivi
compreso il TFR.

XII. Per le operazioni inerenti all’eventuale trasloco, il lavoratore ha diritto di richiedere un permesso retribuito fino ad un massimo di 3 giorni.

XIII. Il trasferimento può essere altresì disposto, compatibilmente con le esigenze organizzative aziendali, a domanda del lavoratore interessato. In tal caso non competono al
lavoratore medesimo i trattamenti di cui ai commi che precedono.

XIV. Nell’accoglimento delle domande di trasferimento, di cui al comma che precede, in presenza di più richieste per la stessa sede di lavoro, si terrà conto, nell’ordine:

– dell’anzianità di servizio;

– dei carichi familiari;

– delle necessità di studio del dipendente e/o dei suoi familiari.

Si terrà conto altresì delle domande di trasferimento presentate dal lavoratore con coniuge appartenente alle forze armate o di polizia ed operante nella località per la
quale è effettuata la richiesta di trasferimento.

B) Livello A

I. Nei casi di trasferimento per esigenze di servizio ad altro luogo di lavoro, al personale inquadrato nel livello A, in considerazione della specificità del ruolo ricoperto, saranno
riconosciuti, nei limiti della normalità:

– il rimborso delle spese sostenute per il trasloco e per il viaggio per sè e per i componenti del proprio nucleo familiare conviventi a carico;

– il rimborso dell’indennizzo dovuto in ipotesi di anticipata risoluzione del contratto di locazione, regolarmente registrato;

– la concessione dei giorni di permesso retribuito strettamente necessario all’effettuazione del trasloco, nonché di brevi permessi atti ad agevolare il primo inserimento nella nuova
sede di lavoro.

Sarà inoltre riconosciuta l’indennità di prima sistemazione nelle seguenti misure:

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non dirigente di Poste Italiane S.p.A

Distanza

> 30 e ≤ a 100 Km
> 100 e ≤ a 200 Km
≥ 200 Km e ≤ a 300 Km

Indennità

4 mensilità
8 mensilità
12 mensilità

II. I rimborsi e le indennità di cui sopra sono dovuti nel caso in cui il trasferimento comporti l’effettivo cambio di residenza o di domicilio del dipendente e dei componenti del
proprio nucleo familiare conviventi a carico. Al lavoratore che trasferisca esclusivamente la propria residenza e/o domicilio e non quella dei componenti il nucleo, verrà riconosciuto un
importo pari all’85% delle indennità di cui al comma precedente. L’effettività del cambio di residenza o domicilio deve essere comprovata attraverso la presentazione di idonea
documentazione.

III. Per determinare la distanza dalla sede di lavoro di provenienza a quella di assegnazione si farà riferimento al percorso più breve effettuabile con i normali mezzi di
trasporto.

IV. Le indennità indicate nella tabella che precede sono computate sulla retribuzione di cui all’art. 62 e non sono utili ai fini della retribuzione indiretta e differita, ivi compreso
il TFR.

V. Il Quadro, di età superiore a 60 anni se uomo o 55 anni se donna, può essere trasferito solo in casi di carattere eccezionale, adeguatamente motivati da parte aziendale.

VI. Nel caso di lavoratori portatori di handicap in situazione di gravità o di genitori o familiari che assistano un disabile ai sensi della Legge 104/92, ovvero di lavoratori affetti
dalle patologie di particolare gravità di cui all’art. 43, il trasferimento, indipendentemente dalla distanza, non può avvenire se non con il consenso della persona
interessata.

VII. La Società, in relazione ad eventuali trasferimenti verso isole minori, che riguardino il personale di cui ai punti A) e B), promuoverà apposita ricerca interna di personale
su tutto il territorio nazionale per il reperimento delle relative risorse seguendo, nell’ordine, i sotto elencati criteri preferenziali:

– residenti in atto nell’isola o nell’arcipelago, con disponibilità di propria abitazione;

– già residenti (non più in atto), con attuale possibilità di propria abitazione nell’isola o nell’arcipelago;

– non residenti, con possibilità abitativa presso familiari di primo grado residenti nell’isola o nell’arcipelago;

– non residenti, con possibilità abitativa presso parenti di secondo grado ed oltre residenti nell’isola o nell’arcipelago.

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non dirigente di Poste Italiane S.p.A

DICHIARAZIONE A VERBALE.

L’Azienda dichiara che, per i trasferimenti in un luogo di lavoro distante oltre 200 km da quello di provenienza, ove per cause imputabili al lavoratore cessino, prima della scadenza di 12 mesi
dalla data di effettivo trasferimento, le condizioni di cui al comma IX, lettera A) e comma II, lettera b), che hanno dato luogo all’erogazione delle indennità di prima sistemazione
prevista al comma VIII, si procederà al recupero di un importo pari alle mensilità mancanti al compimento dei predetti 12 mesi.

TUTTO CIO’ PREMESSO c’e anche da dire che:

il pensiero della R.S.U. o del sindacato è di fondamentale importanza (non abbiamo elementi per capire se a tali organismi Lei abbia fatto riferimento;
sicuramente il giudice avrà valutato tutto questo(?).
In ogni caso se Lei ritiene, dalla lettura di quanto sopra indicato, che comunque siano stati lesi i suoi diritti e il giudice non ne abbia tenuto conto chieda al suo avvocato di presentare
ricorso in appello.

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