Ingenti i danni all'agricoltura

Nella notte tra domenica e lunedì la grandine ha fatto «presenza» su quasi tutto il territorio della provincia di Alessandria. «Siamo
particolarmente preoccupati -sottolinea Carlo Ricagni, presidente provinciale della Cia – per i danni che già si possono considerare ingenti: tra qualche settimana potremo
quantificare al meglio, solo con il prosieguo dello sviluppo vegetativo delle colture, quale sarà il vero danno anche se per certe colture come le orticole, il pomodoro da
industria e il pisello questo danno sembra irreparabile con produzioni difficilmente recuperabili anche in parte».

«Un fatto – prosegue Ricagni – è però da sottolineare con forza: i danni da grandine alla vite vanno a sommarsi ai danni procurate dagli eccessi di pioggia
dei mesi scorsi con un conseguente incremento di costi aggiuntivi che i produttori dovranno sostenere per garantire la sanità del prodotto rimasto».

Particolarmente colpite – evidenzia la Cia – le zone di Casale Monferrato, Ovada e Tortona, in parte l’Alessandrino e solo marginalmente l’Acquese e il Novese.

Il Casalese risulta particolarmente colpita nei comuni di Sala Monferrato, Treville, Ozzano Monferrato, Cella Monte, Rosignano Monferrato, Cereseto, Ottiglio, Olivola e San Giorgio Monferrato.
I danni sono molto elevati, in particolare nei vigneti, con segnalazioni che raggiungono una perdita di prodotto tra il 50 e il 70 per cento, con punte che raggiungono anche il 100 per cento.
Inoltre, la grandine accompagnata dal vento ha causato ingenti danni alla struttura dei vigneti con pali spezzati ed interi filari coricati a terra.

Altrettanto corposa l’azione grandinigena nella zona di Ovada. Il centro zona, Rocca Grimalda, Molare, Lerma, Tagliolo Monferrato, Carpeneto ed in parte Cremolino sembrano essere, ad oggi, i
comuni più colpiti dove mediamente si stima un danno tra il 20 e il 30 % con la presenza di punte anche più elevate. Naturalmente il settore colpito è
quello viticolo particolarmente diffuso nella zona.

Il Tortonese risulta interessato dai danni nella pianura che la collega con Alessandria fino ai confini con Castelnuovo Scrivia: in questa realtà i danni principali interessano le
colture orticole, in particolare i meloni e i pomodori da industria; sul mais, invece, una stima più precisa la si potrà avere solo fra qualche tempo, anche se qualche
danno viene evidenziato. La collina della zona di Tortona risulta interessata nell’area dei comuni di Garbagna e Avolasca dove ad essere colpite sono state le produzioni frutticole.

La zona di Alessandria è stata interessata nella Fraschetta con danni analoghi, per vicinanza, alla pianura tortonese: pomodoro da industria, orticole e mais in particolare.

Marginalmente colpite la zone dell’Acquese e del Novese dove non si segnalano particolari danni.

«Ci siamo subito attivati -dichiara il direttore provinciale della Cia Giuseppe Botto- affinché venga riconosciuto lo stato di calamità naturale. Bisogna,
però, ricordare che tutte le colture colpite dal fenomeno dell’altro giorno rientrano tra quelle assicurabili e, pertanto, risulterà difficile un loro inserimento tra
quelle ammesse al contributo a fondo perduto. Le strutture danneggiate, invece, se, come auspichiamo, verrà riconosciuto lo stato di calamità naturale, potranno
beneficiare di eventuali aiuti».

«In un momento così delicato – conclude Botto – dove a rischio c’è il reddito di molte imprese, ci pare necessario segnalare come l’assicurazione, sia
contro la grandine sia quella multirischi, debba diventare sempre più una buona pratica nella gestione della propria azienda, visti i mutamenti climatici che ci portano ad eccessi
di ogni genere con conseguente riduzione delle nostre produzioni».

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