Influenza suina: attenzione alle speculazioni, ma i consumi tengono
29 Aprile 2009
Le notizie che si susseguono sull’influenza suina rischiano di provocare una psicosi collettiva che, oltre ad avere conseguenze sui consumi, può innescare pericolose speculazioni da
parte di chi vuole sfruttare l’allarme, peraltro infondato, per compiere veri atti di sciacallaggio commerciale. A pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto gli allevatori ai quali
già sono stati richieste diminuzioni sui prezzi del maiale sulla base di un fantomatico calo delle vendite. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la
quale è necessaria una chiara informazione per evitare paure tra i consumatori che, in passato (vedi le vicende della Bse e dell’aviaria), hanno causato danni ingenti su tutta la filiera
agroalimentare.
Pericoli in Italia -ripete la Cia- non ci sono. I nostri allevamenti sono sicuri e poi, come hanno affermato autorevoli organizzazioni scientifiche mondiali, il virus responsabile dell’epidemia
in Messico non si trasmette mangiando carne di maiale. Quindi, ogni paura è fuori luogo e gli allarmismi lanciati vengono da parte di chi vuole unicamente speculare su questa drammatica
vicenda.
La Cia invita, dunque, i consumatori ad acquistare tranquillamente carne suina fresca e tutti i prodotti di salumeria che sono assolutamente garantiti sia sotto il profilo della sicurezza
alimentare che della qualità. E la risposta da parte dei cittadini, almeno per il momento, è stata molto esplicita: le vendite non hanno registrato flessione e si sono mantenute
regolari.
Per tranquillizzare maggiormente i consumatori, la Cia rinnova l’invito al governo di estendere in tempi brevissimi anche al settore suino l’etichetta d’origine. Un’operazione questa che si
è rivelata un successo per la carne bovina e per quella avicola dopo le ben note vicende della Bse e dell’influenza aviaria. I consumatori hanno, infatti, il sacrosanto diritto di
conoscere la provenienza del prodotto che acquistano. Bisogna dare una completa tracciabilità dell’intera filiera.





