Inflazione, Confesercenti: C’è poco da stare allegri

 

“Inflazione in frenata libera: perdere energia – col calo dei prodotti petroliferi – ma come purtroppo la sta perdendo tutta l’economia, a partire dal Pil,
incamminata verso una deflazione dalle conseguenze allarmanti per le imprese e l’occupazione. Insomma è un periodo nel quale c’è poco da brindare, semmai un
dato è certo: il commercio non cresce più. 

A questo punto il timore maggiore è che l’Italia con il suo fardello di debito pubblico ed inefficienze esca dalla crisi più malconcia degli altri Paesi europei .

Non c’è tempo da perdere per arginare la crisi: le misure previste rischiano di essere ancora una volta insufficienti se non si ricrea un forte clima di fiducia nel
paese e se non si riparte dalle pmi che sostengono l’urto peggiore della recessione e sono la vera diga contro l’aumento della disoccupazione.

Occorrono allora più risorse per pmi, per l’innovazione e la ripresa del sud. Il governo le trovi realizzando risparmi e tagli agli sprechi ancora più
importanti di quelli indicati, per ora sulla carta, nella finanziaria 2009, decidendo ad esempio di l’abolire l’inutile peso costituito dalle province ”. 

 

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