Infermieri tra i nuovi poveri: a Milano il caos sulla libera professione li spinge verso la soglia della Caritas
26 Novembre 2025
Milano, 26 novembre 2026
La fotografia scattata dall’Osservatorio Caritas Ambrosiana è netta. Milano è una città dove anche chi ha uno stipendio può scivolare nella povertà. I working poor sono aumentati del 59% in cinque anni e quasi un assistito su quattro vive una condizione paradossale: lavora, ma non riesce a sostenere i costi della vita.
In questo scenario, gli infermieri entrano stabilmente tra le categorie più fragili. Gli stipendi sono fermi, i prezzi continuano a salire e gli affitti raggiungono livelli insostenibili. Una professione essenziale, ma sempre meno compatibile con la vita quotidiana in una metropoli come Milano.
Un caos normativo che toglie reddito a chi ne ha più bisogno
Per FIALS Milano la situazione è chiara. Ostacolare la libera professione significa togliere agli infermieri una delle pochissime possibilità di integrare un reddito ormai insufficiente. Nelle ultime settimane, però, si è creato un caos normativo che rende tutto incerto.
Da una parte il Parlamento ha approvato un emendamento che proroga il superamento del vincolo di esclusività fino al 31 dicembre 2027. Dall’altra parte il Ministero della Salute cita una proroga più breve, al 31 dicembre 2026, collegandola a monitoraggi che non sono stati completati. Il risultato è una sovrapposizione disordinata di date, interpretazioni e procedure.
FIALS Milano: “Così si scarica la confusione politica sulla pelle degli infermieri”
La denuncia del sindacato è durissima.
«Gli infermieri già fanno fatica ad arrivare a fine mese in una città come Milano, dove anche un lavoratore può ritrovarsi alla Caritas» dichiara Mauro Nobile, Segretario di FIALS Milano. «In questa situazione, la libera professione non è un di più: è una necessità. Ma tra proroghe sovrapposte, regolamenti mancanti e autorizzazioni che non arrivano, la politica sta scaricando tutta la sua confusione sulla pelle dei lavoratori. È inaccettabile».
Il problema si aggrava ogni giorno. Il Ministero ammette che mancano i dati. Molte Regioni non hanno inviato le informazioni richieste e molte aziende sanitarie non hanno applicato in modo uniforme la normativa. Senza numeri e senza regole chiare, la proroga resta un annuncio vuoto.
Autorizzazioni ferme, risposte tardive e un diritto che esiste solo sulla carta
Gli infermieri continuano a vivere una situazione che oscilla tra incertezza e frustrazione. Molti presentano domanda per svolgere attività libero professionale e non ricevono alcuna risposta. Altri ottengono un rifiuto motivato genericamente con la “necessità organizzativa”. Altri ancora restano sospesi per mesi, senza sapere se possono lavorare o se rischiano sanzioni.
«Così la libera professione resta un diritto teorico e non un’opportunità reale» prosegue Nobile. «E mentre gli infermieri vengono trattati come una manovalanza di emergenza, i costi della vita divorano gli stipendi».
Il confronto con la dirigenza medica evidenzia una disparità evidente. I medici dispongono da anni di un sistema stabile per l’intramoenia. Gli infermieri, invece, vivono in un regime di eccezione prorogato di anno in anno, senza certezze.
Una scelta politica che pesa sul futuro della professione
La posizione del sindacato è chiara. Per FIALS Milano, continuare a rinviare e modificare la normativa senza una riforma strutturale significa assumersi la responsabilità di spingere gli infermieri verso la povertà lavorativa.
«Se davvero si vuole evitare che gli infermieri entrino stabilmente nella categoria dei nuovi poveri, basta eliminare il vincolo di esclusività per il personale non dirigente, come già avviene per i medici» conclude Nobile. «Continuare a rinviare, correggere, prorogare, senza mai assumersi la responsabilità di una riforma stabile, significa accettare che chi cura i cittadini non riesca più a vivere nella città in cui lavora».
Per FIALS Milano non è solo un problema tecnico. È una scelta politica sul valore reale che il Paese attribuisce ai suoi professionisti della salute. Una scelta che oggi rischia di portare migliaia di infermieri sulla soglia della povertà.
Redazione Newsfood.com – Nutrimento&nutriMENTE




