«In Marcia per il clima»

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi riafferma il ruolo importante del settore e condivide la «Carta di impegni» con la quale, 55 associazioni, sollecitano il governo ad
adottare interventi finalizzati ad uno sviluppo futuro realmente efficace e sostenibile.

Riduzione del 15 per cento dell’uso dell’acqua, del 20 per cento dell’impiego di fitofarmaci, del 15 per cento delle lavorazioni superficiali dei terreni; aumento del
25 per cento delle produzioni di biomasse, del 10 per cento del biologico e del 3 per cento dei rimboschimenti; recupero di antiche varietà per l’«aridocoltura»
e sperimentazione; messa in produzione di 30/40 colture idroresistenti. Questo il contributo che l’agricoltura può dare nella difficile sfida dei cambiamenti climatici e
che il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi ha rilanciato, oggi, in occasione della conferenza stampa «In Marcia per il clima: le associazioni
contro il riscaldamento globale».

«Abbiamo davanti una sfida importante e decisiva; per questo motivo – ha rilevato Politi- anche il mondo agricolo è mobilitato per raggiungere un obiettivo fondamentale. Da
qui la nostra piena adesione alla «Carta di impegni» delle 55 associazioni che aderiscono all’iniziativa. Con essa chiediamo che il governo si attivi con interventi
finalizzati ad uno sviluppo futuro realmente efficace e sostenibile».

«E in questa logica, l’agricoltura italiana, specialmente se condotta correttamente dal punto di vista ambientale, può ridurre – ha affermato il presidente della la
Cia – le sue emissioni in atmosfera e contribuire ad assorbire la CO2 prodotta da altri settori. Ciò può avvenire attraverso una diffusione delle produzioni biologiche
che, riducendo l’uso dei fertilizzanti e pesticidi chimici, abbattono le emissioni dal 10 al 50 per cento, una diminuzione delle lavorazioni superficiali del terreno, un adeguato
sviluppo di biomasse per finalità energetiche in sostituzione delle fonti fossili».

«Non a caso, come Cia – ha sottolineato Politi – indichiamo l’esigenza di sviluppare il rimboschimento e un diverso approccio nell’allevamento del bestiame. Ma anche
modifiche nelle pratiche agricole attuali: ottimizzazione dell’uso del suolo, lavorazioni ridotte, l’uso di colture a radice profonda, differenti tipi di set-aside, la
conversione da arativo a prato, la copertura invernale dei terreni, la manutenzione dei terrazzamenti, le rotazioni migliorative».

«Insomma, l’agricoltura, sebbene partecipi in misura ridotta alla emissione dei gas serra, rappresenta – ha rimarcato il presidente della Cia – una chiave di volta per
contrastare il degrado ambientale e, soprattutto, per combattere l’inquinamento del clima. Quindi, un’agricoltura in prima linea per vincere la sfida dei cambiamenti
climatici. Un deciso impegno contro il riscaldamento globale del Pianeta e per tagliare i «gas serra» attraverso una serie di azioni da mettere in atto da oggi al
2010».

 

In Marcia per il Clima

Il 7 giugno scenderà in piazza il popolo delle energie pulite e della sostenibilità ambientale e sociale. Ospite a Civitas, il Salone della solidarietà e dell’economia
sociale e civile, in corso a Padova, Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente, ha presentato oggi – insieme al presidente dell’Associzione ONG italiane Sergio
Marelli e il coordinatore di Civitas Antonio Sambo – la Marcia per il Clima. Una grande alleanza, fatta di tante sigle e tante anime diverse, che manifesteranno a Milano il 7 giugno per
proporre soluzioni concrete per fermare l’effetto serra.

«Ci mettiamo in Marcia – ha detto Gubbiotti – perché il clima sulla terra sta cambiando, ma tardano decisioni condivise ed efficaci della politica per contrastare questa emergenza
planetaria. Spetta dunque a noi sollecitarle e soprattutto operare una conversione di civiltà che fermi la febbre del pianeta. Possiamo farlo ripensando il modo di produrre energia, di
consumarla per muoverci, abitare, lavorare senza dilapidare le risorse comuni quali l’acqua, l’aria, la vita sulla terra».

La rivoluzione che la Marcia per il Clima vuole innescare ha obiettivi precisi: chiede subito meno emissioni di CO2, più efficienza energetica, più energie rinnovabili. Hanno dato
la loro adesione cittadini, associazioni, organizzazioni di categoria che credono in un’alternativa energetica alle fonti fossili, respingono con forza ogni ipotesi nuclearista, credono in una
gestione diversa e sostenibile del territorio e dell’agricoltura, propongono soluzioni concrete per la gestione dei rifiuti, promuovono la mobilità su ferro, non credono nelle grandi
opere faraoniche panacea di tutti i mali, ma nelle infrastrutture utili e in un’opera capillare di ristrutturazione delle nostre aree urbane e del territorio.

La Marcia per il Clima è promossa da Legambiente, Acli, Acli – Anni Verdi, Adoc, AIAB, Ambiente e Lavoro, Amici della terra, Arci, Arcicaccia – CSAA, Arci ragazzi, Arci Servizio Civile,
Assong, Auser, Banca Etica, CAI, Casa del Consumatore, Cgil, CIA, Cisl, Civita, Coldiretti, Contratto Mondiale dell’Energia, CTS, Fair trade, Federconsumatori, Federnatura, Federparchi, Fiab,
Focsiv, Forum Ambientalista, Forum Terzo Settore, LAV, Lega consumatori, Lega Pesca, Libera, Lipu, Lunaria, MCE, MDC, Movimento Consumatori, Pronatura, Slow Food, Tavola della Pace, Terre di
Mezzo, Terra Futura, Uil, Uisp, Unione degli Studenti, Vas, WWF.

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