In Gallura gli allevatori ribadiscono il loro No alla vaccinazione a tappeto contro la Lingua Blu

In Gallura gli allevatori ribadiscono il loro No alla vaccinazione a tappeto contro la Lingua Blu

Cagliari – Dagli allevatori della Gallura arriva un nuovo no alla vaccinazione a tappeto dei capi colpiti dal sierotipo 8 della lingua blu.   
Spalleggiati dalla Coldiretti regionale, un centinaio di allevatori si è riunito stamane a Calangianus per incontrare i vertici dell’associazione di categoria e ribadire il dissenso ai
protocolli sanitari varati dalla Regione, ottenendo l’impegno della stessa Coldiretti per chiedere al nuovo governatore la modifica del decreto.   

Sotto accusa l’obbligo di vaccinare tutto il bestiame con il conseguente blocco della movimentazione che, di fatto, visto il numero elevato di capi
risultati positivi al sierotipo 8, penalizza tutta la Gallura, nonostante l’alleggerimento delle restrizioni deciso all’inizio di febbraio dall’unità di crisi nazionale. Secondo quanto
previsto dalla normativa regionale, almeno 250 mila tra bovini, ovini e caprini sono destinati alla vaccinazione. “Ma noi – avverte Luca Saba, direttore di
Coldiretti Sardegna – siamo disposti a procedere solo in modo mirato, con i capi per i quali è prevista la movimentazione. Per il resto chiediamo di essere equiparati alle altre nazioni,
come la Germania, il Belgio, la Spagna e la Francia invase dal sierotipo 8 della blue tongue“.   

“Ad oggi – denuncia Saba – non esiste nessuna garanzia sulla procedura vaccinale, la crisi del settore è colpa di protocolli sbagliati. I nostri iscritti – conclude – non si occupano di
sanità animale, vogliono solo fare gli allevatori”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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