In fattoria per contrastare il bullismo

In fattoria per contrastare il bullismo

In occasione della presentazione del “Bilancio Sociale” della Cia, è stato illustrato un progetto di collaborazione con la Siua-Scuola di interazione uomo-animale. In questo modo si
sviluppa l’agricoltura sociale e il suo ruolo anche per contribuire all’educazione e alla convivenza civile dei ragazzi. E ora il bullismo, un fenomeno sempre più allarmante, si contrasta
anche in campagna. L’agricoltura, con le sue culture, con i suoi valori che sono radicati saldamente nel tessuto sociale ed economico del nostro Paese, può, infatti, dare il suo positivo
apporto.

La fattoria apre le sue porte e diventa anche “pet therapy” (zooterapia) per i più giovani. Un progetto che nasce dalla collaborazione tra la Cia-Confederazione italiana agricoltori e la
Siua-Scuola di interazione uomo-animale che è stato illustrato oggi a Roma in occasione della presentazione del “Bilancio Sociale” della Cia. Il rapporto in campagna con gli animali
può, dunque, aprire la mente dei ragazzi, offrirgli delle occasioni di crescita individuale e sociale, aumentare le sue proprietà, la sua capacità di tolleranza. Acquisizioni
che sono di grande rilevanza e per questo motivo vanno adeguatamente sviluppate se si vuole raggiungere l’obiettivo del rispetto verso gli altri.

L’accordo di collaborazione, illustrato dal presidente della Cia Giuseppe Politi e dal direttore della Siua prof. Roberto Marchesini, dimostra la solidità del contributo sociale che
l’agricoltura può fornire e questo, soprattutto, quando è in ballo il futuro stesso dei nostri giovani. Aziende agricole, quindi, in piena linea per sviluppare il loro fattivo
impegno per una società migliore. Per una società del rispetto, per una società che si fonda saldamente sui principi della convivenza civile e della solidarietà. Per
una società giusta e non discriminante. La Cia – come ha rilevato lo stesso presidente Politi – ha voluto sottoscrivere il protocollo d’intesa con la Siua, perchè ritenuto il
partner più interessante per la diffusione di quell’agricoltura sociale che prevede l’interazione tra uomo ed animale.

Infatti, attraverso e grazie alla Confederazione, Siua può veicolare in maniera capillare la sua interessante esperienza sui temi dell’agricoltura sociale e, in particolare, della
prevenzione dell’inquietante fenomeno del bullismo, che, ogni anno, rende sempre più la cronaca dalle scuole una sequela agghiacciante di aggressioni e di violenze. Il progetto si basa
soprattutto sulla promozione dei corsi d’avanguardia di Siua, inerenti le proprie attività di zooantropologia applicata, destinati agli operatori della rete di “Fattorie sociali” e
“Fattorie didattiche” aderenti alla Cia. Il progetto si propone di portare in più di 5000 scuole sparse su tutto il territorio nazionale un intervento composto di cinque lezioni dedicate a
tutta la classe per spiegare l’importanza del comportamento sociale, più interventi specialistici su segnalazione dell’insegnante dedicati a ragazzi che presentano disturbi della
condotta.

L’accordo tra Siua e Cia prevede la distribuzione gratuita di materiale didattico alle scuole coinvolte (realizzato con il contributo di Novafoods, azienda da sempre attenta non solo alla
salvaguardia del benessere fisico dell’animale attraverso pet-foods made in Italy di altissima qualità ma anche a migliorare il rapporto uomo-animale), piani di formazione dedicati a
quelle aziende agricole che vogliono dare questi servizi nelle “Fattorie sociali” e nelle “Fattorie didattiche”. Il tutto con il coinvolgimento della rete di professionisti che Siua ha formato in
tutta Italia per la realizzazione dei progetti di “pet therapy”. “Contro il bullismo -ha sostenuto Politi- non servono provvedimenti punitivi e repressivi. Quello che oggi occorre è,
invece, una vera educazione al vivere civile. Educare il comportamento prosociale è, dunque, un fattore di rilievo che conferma la validità del nostro impegno verso l’agricoltura
sociale.

Un’agricoltura che non è solo fattore economico, ma che rappresenta anche un modello di vita al quale fare riferimento per correggere squilibri o tendenze alla dissociazione, alla
prevaricazione, alla violenza”. “Per tale ragione -ha rimarcato il presidente- la Cia ha aderito al progetto. Un’adesione non formale, ma rispondente ad una strategia che abbiamo da tempo avviato
e che ha il suo punto fermo in quel nuovo Patto tra agricoltura e società che vede i produttori agricoli, chi vive in campagna reali protagonisti del cambiamento. Comunque, tale progetto
ha una grande somiglianza con un’altra iniziativa, che oggi testimonia la lungimiranza che ha sempre contraddistinto Cia anche su questi temi: lontana nel tempo (settembre 1996), ma attualissima
è, infatti, l’esperienza de “La Fattoria in Ospedale”, promossa dalla Cia di Padova, con il Club Wigwam, che, con l’arrivo in corsia di animali provenienti dalle aziende degli associati
alla Confederazione, ha portato tanta gioia ai piccoli ricoverati nel locale reparto pediatrico”.

D’altra parte, uno dei più importanti problemi che affliggono i ragazzi di oggi – come rileva la Siua – riguarda proprio la capacità di integrazione sociale e l’assunzione di
comportamenti che favoriscono l’inserimento, la formazione del gruppo, la collaborazione. Sempre più spesso si evidenziano atteggiamenti problematici, improprietà relazionali,
esuberanze e mancanze di controllo nelle aree interattive e negoziali, derive che con facilità esitano in situazioni conflittuali e in persistenze di disagio e incongruenze nella
comprensione empatica dell’altro. Purtroppo, non di rado si verificano situazioni ancor più gravi con episodi di bullismo, vandalismo, violenza verbale, soprusi protratti e persino
violenza sessuale.

La Siua, fondata e diretta dal prof. Roberto Marchesini, dall’inizio degli anni ’90 si è dedicata a sviluppare progetti di “pet therapy” nelle scuole di tutta Italia dedicati ai ragazzi
con difficoltà di inserimento attribuibile a differenti problematiche: dall’iperattività al ritardo cognitivo, dal disagio dell’handicap motorio ai problemi dell’affettività.
La mole di lavoro raccolta in questi quindici anni ha consentito di sviluppare un progetto specifico dedicato allo sviluppo prosociale e all’intervento sul disturbo della condotta. Giovani che,
quindi, possono trovare un adeguato supporto e valide risposte proprio nell’agricoltura.

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