In Europa promuovere l'occupazione e la crescita

I programmi relativi alla politica di coesione per il 2007-2013 mirano a promuovere l’occupazione e la crescita in tutti gli Stati membri e nelle regioni dell’UE, grazie agli intensi negoziati
che hanno consentito di formulare soluzioni su misura ai problemi da affrontare, questo è il messaggio dei commissari Danuta Hübner (Politica regionale) e Vladimír ?pidla
(Affari sociali, occupazione e pari opportunità), che oggi hanno presentato i risultati dei negoziati.

I due commissari hanno illustrato una comunicazione sui risultati dei negoziati relativi alle strategie e ai programmi della politica di coesione per il periodo 2007-2013. La comunicazione
analizza i 450 programmi e conclude che gli Stati membri e le regioni hanno radicalmente modificato le loro priorità, destinando investimenti significativi a competitività,
occupazione e crescita, conformemente alla strategia di Lisbona.

Il commissario Hübner ha dichiarato: «La politica di coesione finanzierà progetti prestigiosi per portare avanti il programma per la crescita e l’occupazione nell’Unione
europea a complemento di altre politiche comunitarie. Tutti gli Stati membri hanno incluso nei loro programmi gli obiettivi della strategia di Lisbona e affronteranno nuovi problemi, quali
l’accelerazione della globalizzazione, l’emergere del cambiamento climatico, l’invecchiamento della popolazione europea o i fenomeni migratori.»

Il commissario ha constatato con soddisfazione che questo ciclo di negoziati ha portato all’elaborazione di programmi mirati grazie ai miglioramenti apportati alla conduzione dei colloqui.
Questa volta ai negoziati ha partecipato una gamma molto più ampia di soggetti: le parti sociali ed economiche nonché la società civile. La signora Hübner ha aggiunto
che il diffondersi della gestione diretta dei programmi da parte dei soggetti locali ne favorirà l’applicazione.

Riferendosi alla promozione dell’occupazione, Vladimír ?pidla, commissario UE responsabile di Occupazione, affari sociali e pari opportunità, ha dichiarato: «Il Fondo
sociale europeo, il nostro principale strumento per investire nell’occupazione e nel potenziale umano, continuerà la sua efficace attività nel corso dei prossimi anni,
trasformando il principio della coesione sociale in vantaggi tangibili per milioni di persone», per poi aggiungere: «La promozione dell’occupazione e della crescita è uno
degli ambiti che interessano maggiormente i cittadini europei e oggi il FES è più importante che mai per raggiungere questo obiettivo. Tutti devono avere la possibilità di
contribuire alla prosperità dell’Unione europea: donne e uomini, giovani e vecchi, persone di origini diverse e gruppi etnici, persone con disabilità e altri gruppi
svantaggiati.»

L’UE investirà un totale di 347,4 miliardi di euro mediante la politica di coesione per il periodo 2007-2013. Gli Stati membri hanno definito obiettivi chiari:

Ricerca e innovazione sono ora importanti priorità. Più di 86 miliardi di euro, o il 25% delle risorse della politica di coesione, sono messi a disposizione per avvicinarsi
all’obiettivo di Lisbona di aumentare la spesa per R&S al fine di raggiungere il 3% del PIL. Nel caso della Spagna, sebbene il sostegno finanziario per questo paese sia diminuito rispetto
al periodo 2000-2006, la spesa per R&S dovrebbe più che raddoppiare in termini assoluti, per raggiungere circa 8 miliardi di euro, ovvero il 23% del bilancio complessivo.

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) sono riconosciute come fattori importanti per la promozione dello sviluppo regionale. Gli investimenti della politica di coesione in
servizi e infrastrutture delle TIC dovrebbe più che raddoppiare rispetto al precedente periodo di programmazione (2000-2006) per raggiungere 15,3 miliardi di euro; per Polonia, Italia,
Grecia, Slovacchia e Spagna sono previsti gli stanziamenti più ingenti.

Il sostegno alle imprese, in particolare alle piccole e medie imprese, è pari a circa 27 miliardi di euro (l’8% delle risorse della politica di coesione). Ad esempio, la Finlandia
sosterrà l’avvio di nuove imprese con 343 milioni di euro, mentre la Polonia destinerà gli investimenti della politica di coesione a facilitare la creazione di imprese, riducendo
da 60 a 7 il numero di giorni necessario a tale fine.

Circa 26 miliardi di euro sono previsti per migliorare la qualità e l’offerta in materia di istruzione e formazione. Verranno sostenuti i progetti che mirano a facilitare l’apprendimento
permanente e a prevenire l’abbandono scolastico (in particolare in Portogallo, Grecia e Italia). 19 miliardi di euro saranno destinati ad eliminare gli ostacoli all’occupazione, in particolare
di donne, giovani, persone anziane, lavoratori poco qualificati, migranti e minoranze etniche; 10 miliardi di euro saranno utilizzati per aiutare le persone minacciate dalla povertà e
dall’esclusione sociale, che incontrano le maggiori difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro, mentre 2 miliardi di euro avranno l’obiettivo di migliorare le amministrazioni e i
servizi pubblici.

105 miliardi di euro saranno destinati a migliorare la qualità dell’ambiente. In numerosi paesi dell’UE-12 la politica finanzia forti investimenti di base per migliorare l’infrastruttura
ambientale ed aiutare i paesi a conformarsi al diritto dell’UE. La Lettonia progetta di far passare dal 9% al 62% la percentuale degli abitanti che beneficiano di servizi di gestione delle
acque reflue. La necessità di attenuare l’impatto del cambiamento climatico è diventata un elemento essenziale della politica europea. Per far fronte a questa nuova sfida saranno
investiti 48 miliardi di euro.

Questi sono gli impegni presi dagli Stati membri e dalle regioni, che ora procedono alla selezione dei migliori progetti sul campo. Obiettivi chiari consentiranno a tutte le parti coinvolte di
controllare l’attuazione nel corso del periodo di programmazione.

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