In casa la parola d’ordine è sostenibilità. E fa rima con design

In casa la parola d’ordine è sostenibilità. E fa rima con design

By Redazione

In tempi di surriscaldamento globale, mutamenti climatici e catastrofi naturali si impone con forza la necessità di modificare ogni aspetto del proprio stile di vita e cominciare a
muoversi nel mondo non pensando la terra come entità eterna ed indistruttibile, ma sentendosi parte determinante per la sua salvaguardia e sopravvivenza.

E’ così che, accanto agli edifici studiati e realizzati all’insegna del risparmio energetico, anche il design ha iniziato a modificare le proprie tendenze, creando strumenti belli e
sostenibili per migliorare il vivere quotidiano: è nato l’eco design.

A ben vedere, questa evoluzione “obbligata” del design sembra sposarsi appieno con l’idea originale da cui esso ha preso vita, per poi allontanarsene nel corso degli anni, puntando su oggetti
dalle forme sempre più inusuali, dal materiali lussuosi e, molto spesso, dai prezzi inaccessibili.

Adesso, forse per la crisi o forse per la presa di coscienza di un indispensabile cambiamento nello stile di vita, il design ha cominciato a ripensarsi e a rivedere le sue priorità,
dando vita a prodotti che puntano su materiali sostenibili e spesso riciclati, su logiche di produzione rispettose dell’ambiente, sul riuso di elementi ritenuti inutili, ma utilizzabili in
chiave diversa.

Ma, in pratica, da cosa si riconosce un oggetto di eco design?

In primo luogo dai materiali impiegati per realizzarlo. Si tratta, in particolare, di materie prime di cui il territorio ha grande disponibilità, non troppo lontane dal luogo di
lavorazione (per limitare i trasporti e, conseguentemente, le emissioni di CO2), spesso frutto di riciclo e destinato, dopo l’uso, ancora al riciclo.

Altrettanto spesso, però, i materiali possono essere riutilizzati, anziché riciclati. Anche in questo modo, infatti, il ciclo vitale della materia non si interrompe, poiché
il designer sa ridare dignità ad oggetti ritenuti inutili ed obsoleti, portandoli a nuova vita.

Ovviamente ecodesign fa rima con innovazione, sia perché il riciclo di materie prime quali vetro ed alluminio consente di creare oggetti fortemente innovativi, sia perché
l’ecodesigner impiega il suo genio per creare gli elettrodomestici che migliorano la nostra vita e che, se pensati correttamente, possono rispettare l’ambiente.

E’ poi impossibile ignorare l’aspetto estetico dell’ecodesign, che rappresenta un fattore imprescindibile che l’ecodesigner non deve e non può perdere di vista.

Infine i costi: com’è ovvio, un prodotto sostenibile di design ha necessariamente un costo superiore rispetto ad un oggetto “anonimo”, ma non bisogna dimenticare che l’oggetto più
costoso ha un valore aggiunto,che può anche rappresentare una piccola forma di investimento.

Nella foto: Sgas, Sgabello realizzato con cartone riciclato.

Caratteristiche: Sgabello in cartone ondulato stratificato rifinito con tessuto in nylon. Piedini in legno verniciato grigio alluminio

Dimensioni: 51 x 48 x 34 cm

Materiali:

22% cartone vergine

2% legno vergine

1% tessuto in nylon vergine

75% cartone riciclato post-consumo

Azienda: Scatolificio Mengoni Silvio srl – Kubedesign

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