Immigrazione, Zacchera (AN): «13 gennaio occasione di proposte concrete»

In occasione del 13 gennaio, giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati 2008 , l’onorevole Marco Zacchera (responsabile esteri di AN) lancia una proposta concreta: prevedere un dibattito
parlamentare sul tema dell’ immigrazione in Italia, sugli interventi umanitari italiani nel mondo e sullo stato dell’emigrazione italiana all’estero.

« Per capire le dinamiche emigratorie e dare risposte concrete»- afferma Zacchera-«necessitano leggi adeguate in grado di rispondere al complesso fenomeno migratorio
rappresentato da immigrati, rifugiati, da quelli che hanno chiesto asilo politico ed anche dai clandestini ma soprattutto occorre un serio censimento per quantificare, senza demagogia le
risorse disponibili. Senza questi dati di riferimento ogni intervento legislativo può essere sproporzionato. «

Il problema delle migrazioni, secondo Zacchera, deve essere affrontato « uscendo dalla logica del ‘buonismo’ e dell’emergenza mettendo in campo politiche attive anche verso i nostri
connazionali all’estero che vivono in situazioni di disagio.»

«Solo lavorando seriamente con numeri alla mano»- prosegue l’esponente di AN – «si possono capire le situazioni, gli sprechi negli interventi ma anche le distorsioni in atto
nei nostri consolati (ve ne sono alcuni in Sudamerica dove le pratiche di cittadinanza hanno un tempo di attesa di decine di anni) e gli impegni che già oggi l’Italia sostiene
all’estero».
«L’obbiettivo deve essere quello di razionalizzare le spese viste anche le recenti denunce di scandalosi sprechi nei corsi di formazione che, anziché aiutare i nostri giovani
diventano uno strumento per finanziare spesso il sottobosco politico italiano nel mondo»
Spero -conclude Zacchera- che soprattutto nei riguardi dei nostri giovani connazionali all’estero il Ministero degli affari esteri accolga l’appello lanciato dal Papa nel messaggio per la
giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2008 dedicata proprio ai giovani migranti che «esorta a non sottovalutare la fatica che i giovani incontrano per inserirsi nei percorsi
educativi ed a tener conto della loro condizione di immigrati prevedendo adeguati programmi, nell’ambito scolastico e lavorativo, in modo da garantire la loro preparazione fornendo le basi
necessarie per un corretto inserimento nel nuovo mondo sociale, cultura e professionale.»

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