Immigrazione: la giunta campana approva il progetto «Fuori tratta»
22 Marzo 2008
Napoli – La Giunta regionale della Campania, su proposta dell’Assessore alle Politiche Sociali, alle Pari Opportunità e all’Immigrazione, ha approvato il progetto
«Fuori Tratta», a sostegno delle vittime di tratta o di grave sfruttamento in ambito sessuale e lavorativo sul territorio della Regione Campania.
Lo stanziamento previsto è di 650 mila di euro.
Il progetto nasce per intervenire, con un’azione congiunta tra le istituzioni e gli organismi del terzo settore coinvolti, sul contesto in cui si sviluppano flussi migratori a scopo di tratta,
tenendo conto che la lotta alla prostituzione ed alla tratta delle persone è una priorità molto forte per tutti i paesi U.E. e per la stessa Commissione Europea.
Le azioni previste hanno come primo obiettivo l’uscita dalla situazione di sfruttamento con percorsi di protezione sociale, a cui seguiranno attività finalizzate all’inclusione sociale e
lavorativa delle vittime, attraverso percorsi integrati di recupero della persona, sostegno psicologico e legale, azioni di formazione e orientamento.
La proposta è stata messa a punto dall’Assessorato di intesa con l’ANCI Campania, il Comune di Napoli, la Cooperativa Sociale Dedalus, la Provincia di Caserta, la Comunità Rut –
Suore Orsoline SCM, la Provincia di Salerno, il Comune di Salerno, l’ Ambito Territoriale Salerno 2 e l’ Arci Nuova Associazione.
Per definire un quadro di iniziative dedicate al mondo dell’immigrazione, la Giunta ha inoltre approvato il Piano Regionale per interventi e servizi per gli immigrati, per una spesa di
700 mila euro.
Il piano, in linea con la normativa nazionale e regionale, è finalizzato ad accompagnare l’inserimento sociale e lavorativo dei cittadini immigrati, attraverso l’individuazione di
percorsi d’intervento, anche innovativi e sperimentali, valorizzando gli strumenti della cooperazione e della progettazione concertata tra pubblico, privato sociale, comunità
straniere.
L’obiettivo principale è quello di sostenere lo sviluppo di un associazionismo sociale che sappia collegarsi ed interagire con le istituzioni locali, al fine di conseguire un’azione
territorialmente equilibrata e integrata.





