Immigrazione e criminalità: il decreto al Senato

 

Prosegue stamattina in Aula, con le dichiarazioni di voto e la votazione finale, l’esame del ddl 1072 di conversione del decreto-legge n. 151, in materia di prevenzione e accertamento
di reati, di contrasto alla criminalità organizzata e all’immigrazione clandestina, licenziato martedì 28 ottobre dalle Commissioni riunite Affari costituzionali e
Giustizia.

Come riferito mercoledì 29 ottobre dal sen. Mazzatorta, il decreto legge si è reso necessario per ovviare ad un vuoto normativo venutosi a creare a seguito dell’entrata in
vigore della nuova disciplina sulla conservazione dei dati del traffico telematico e telefonico da parte dei fornitori di servizi telefonici, chiamati a conservare solo alcuni dati e a
cancellare gli altri. Il relatore ha spiegato che la finalità del provvedimento si raggiungerebbe «attraverso il temporaneo ripristino, fino al 31 dicembre 2008, della
speciale disciplina sulla conservazione dei dati del traffico telematico di cui all’articolo 6 del decreto-legge n. 144 del 2005, che consente l’accesso a dati di traffico più
ampi di quelli individuati nel decreto legislativo n. 109 del 2008, nonché attraverso l’autorizzazione ai fornitori di servizi telefonici di mantenere gli stessi dati del
traffico telematico non ancora cancellati. Contestualmente, è previsto il differimento al 31 dicembre 2008 delle disposizioni relative all’obbligo per i fornitori di assegnare
all’utente un indirizzo IP univoco, ivi comprese quelle sanzionatorie, nonché di conservare i dati delle chiamate senza risposta in relazione all’impossibilità di
carattere tecnico per gli operatori di effettuare l’adeguamento tecnologico e organizzativo necessario. Qualora poi venisse accolto l’emendamento 1.200, delle Commissioni riunite, il
termine del 31 dicembre 2008 verrebbe ulteriormente spostato al 31 marzo 2009».

Nel decreto vengono inoltre stanziati fondi rilevanti per la costruzione, l’ampliamento ed il miglioramento della capacità ricettiva dei centri di identificazione e di
espulsione.

Il sen. Saltamartini, relatore per la Commissione Affari costituzionali, si è poi soffermato sulla possibilità di impiegare ulteriori 500 militari delle Forze armate in
servizio di controllo del territorio, di pubblica sicurezza e di ordine pubblico in aree particolarmente colpite da eventi criminosi posti in essere da organizzazioni criminali
collettive, aggiungendo che «la disposizione attribuisce ai militari delle Forze armate poteri di identificazione e perquisizione sul posto nei riguardi di persone rispetto alle
quali sorga il sospetto che possano portare o detenere armi o strumenti di effrazione. I servizi a cui parteciperanno i militari delle Forze armate dovranno svolgersi congiuntamente e
in concorso con le forze di polizia e il loro impiego sarà previsto attraverso piani coordinati di controllo del territorio che dovranno essere deliberati dal Ministro
dell’interno».

 

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