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Il terremoto di Messina modificò il DNA degli abitanti

Il terremoto di Messina modificò il DNA degli abitanti

By Redazione

Il terremoto di Messina del 1908 è stato uno degli eventi più devastanti della storia italiana, recente e non. Il sisma che colpì la città il 28 dicembre fece
innumerevoli vittime, sepolte sotto le macerie, che investite dallo tsunami, conseguenza delle scosse.

Ma il disastro potrebbe aver modificato il DNA degli abitanti, mutato per resistere meglio al gas radon liberato dallo smottamento. E tale modifica rimarrebbe ancora oggi.

Questa l’ipotesi di una ricerca (in corso) di un team siciliano, diretto dal dottor Calogero Ciaccio, ematologo e fondatore della Banca del cordone ombelicale di Sciacca.

Gli studiosi hanno preso in esame dal 1999 al 2006 10.000 codici genetici di midollo osseo e sangue. Tale indagine ha evidenziato la presenza di un sistema di DNA detto HLA e della molecola
DR11.

Per spiegare la ricorrenza, il team di Ciaccio ha preso in considerazione diverse ipotesi (dalle dominazioni straniere alle epidemie), ma senza risultato.

Poi, si è iniziato a prendere in considerazione il terremoto, e la cosa ha iniziato a funzionare.

Innanzitutto, la concentrazione di DR11 si sovrappone al tracciato del sisma. La molecola era infatti particolarmente diffusa a Messina (54% della popolazione) per poi diminuire
all’allontanarsi dall’epicentro: 44% Caltanissetta e 38% Trapani.

Stesso andamento se si osservava il Continente. DR11 è diffusa nelle regioni dello Stretto e si diradava man mano che si risaliva la Penisola. Si passava così dal 56% di Reggio
Calabria al 38% di Cosenza.

In più vi è una corrispondenza diretta tra livelli di radioattività e presenza di DR11: più la radioattività è presente, più il DNA dei locali
contiene la mutazione in questione.

Infine, le stime mediche descrivono lo Stretto come poco colpito dal tumore al polmone rispetto al resto di Sicilia e Calabria. E questo nonostante la zona presenti un’alta percentuale di
radon, seconda causa d’insorgenza dopo il fumo.

Mettendo assieme i dati, l’equipe del dottor Ciacco ha formulato la sua teoria. Per gli studiosi, il terremoto del 1908, liberando grandi quantità di gas radon, ha indotto una modifica
del DNA. L’organismo dei messinesi è così mutato per resistere alle condizioni sfavorevoli e tale mutazione si è trasmessa ai loro discendenti.

Tale ipotesi ha suscitato non poco clamore nella comunità scientifica, in quanto contrasta, tra l’altro, all’idea della non ereditarietà dei caratteri acquisiti e con le leggi di
Mendel sulla trasmissione dei caratteri ereditari. In base ai dati, infatti, da coppie con un solo partner portatore del DNA “terremotato” sono nati il 75% dei figli con la stessa
caratteristica e non il 50%.

Comunque sia, i ricercatori siciliani sono ancora in attività. Loro prossimo obiettivo, compiere test genetici sulle vittime del sisma. A tale scopo, i carabinieri del Ris di Messina
hanno esumato 100 scheletri dalle chiese.

Matteo Clerici

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