Il sistema impresa toscano è vitale nonostante il rallentamento economico

Firenze – Due risultati opposti nell’andamento natalità-mortalità 2007 delle imprese toscane, se si considerano le «cancellazioni d’ufficio» che nel
corso dell’anno hanno influenzato fortemente il dato sulle cessazioni.

Frutto di interventi amministrativi e non solo congiunturali, il 2007 si chiude, così, con una lieve diminuzione del numero di imprese registrate presso le Camere di Commercio toscane
(saldo -493 unità; tasso di crescita -0,1%); tale risultato diviene invece positivo per un 1,0% ( 4.367 imprese) al netto delle 4.860 cancellazioni d’ufficio operate nell’anno e che
hanno interessato trasversalmente il territorio regionale.
Lo rileva l’indagine di Unioncamere Toscana sulla natalità e mortalità delle imprese registrate presso le Camere di Commercio della Toscana anno 2007, nel corso del quale si
è registrato il più elevato numero di nuove aperture degli ultimi anni (32.037), un dato compensato però da un altrettanto elevato numero di cessazioni.

«I dati della demografia imprenditoriale che evidenziano un 2007 negativo, vanno letti considerando soprattutto l’effetto «amministrativo» – ha detto il Presidente di
Unioncamere Toscana, Pierfrancesco Pacini – Da un lato la crescita della natalità imprenditoriale ci dice che la spinta a creare nuove imprese è sempre forte e dunque il sistema
regionale delle imprese è vitale; dall’altro l’aumento della mortalità, è dovuto in larga parte ad operazioni di «pulizia» archivi ma indica anche che il
rallentamento economico in atto sta provocando una durissima selezione nel tessuto imprenditoriale. Lo testimonia ancora una volta l’incremento delle società di capitale, la forma
giuridica che più di tutte mantiene un trend dinamico positivo e che sembra, grazie ad una maggiore strutturazione, essere più in grado di affrontare i processi di selezione dei
mercati.»
A livello territoriale le province dell’area interna perdono -0,2%, mentre per le costiere si registra una crescita nulla.
Nel confronto con le altre regioni benchmark la Toscana evidenzia una performance al di sopra della Lombardia (-0,6%); in linea con Veneto (-0,2%) e Marche (-0,1%); inferiore a Piemonte ed
Emilia Romagna ( 0,2%).
Persiste lo spostamento verso forme giuridiche più strutturate. In particolare, le società di capitale registrano un saldo di 1.006 unità (tasso di crescita 1,2%), mentre
le società di persone perdono 1.756 unità (-1,8%). Stabili gli andamenti delle imprese individuali, con un lieve incremento delle cooperative.

Le imprese artigiane mostrano un turnover imprenditoriale (natalità 10,3%, mortalità 9,6%) superiore al complesso delle toscane, con una crescita del tessuto imprenditoriale di
820 unità ( 0,7%).
A livello settoriale, continua ad aumentare il numero di imprese registrate nel settore edile ( 2.324 unità, 3,6%), che per la prima volta superano in numero le imprese del comparto
manifatturiero. Per quest’ultimo si registra una nuova flessione, con una perdita netta di 1.181 unità negli ultimi 4 trimestri (-1,8%), complice il persistente andamento negativo del
sistema moda (-644 imprese, per un tasso di variazione annuo del -2,7%) dove alla caduta del tessile-maglieria (-595 unità, -7,3%) e, a quella più tenue, del cuoio-calzature
(-149, -1,8%) si contrappone la positiva performance del confezioni-abbigliamento ( 100, 1,4%).

Escono indenni solo le imprese alimentari ( 59 unità, 1,0%), mentre i restanti settori fanno registrare diminuzioni superiori ai due punti percentuali, in particolare minerali non
metalliferi, oreficeria, carta ed editoria, chimica-gomma-plastica e legno e mobili.
Resta ancora di poco in positivo la meccanica allargata nel suo complesso ( 27, 0,2%), con consistente crescita di mezzi di trasporto ( 100, 6,8%), imprese della produzione e lavorazione di
metallo e prodotti in metallo, mentre perdono l’elettronica e meccanica di precisione e la meccanica strumentale.
In lieve diminuzione il settore terziario (-218 imprese registrate, -0,1%), dovuta soprattutto all’andamento del commercio (-1.366, -1,3%) e dei trasporti (-394, -2,9%).
A portare un contributo positivo alla crescita del tessuto imprenditoriale sono invece le attività immobiliari e di noleggio ( 806 unità, 3,0%), sanità e servizi sociali
( 45, 3,7%) e, a seguire ma con valori intorno all’uno percento, istruzione, informatica, ricerca e sviluppo, alberghi e ristoranti, intermediazione monetaria ed altri servizi pubblici,
sociali e personali.
Continua la riduzione del numero di imprese agricole registrate, che scendono a fine 2007 a quota 46.765 unità, con un decremento di 849 imprese (-1,8%).

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