Il Presidente Napolitano: “Per avere un'Italia migliore abbiamo bisogno di una scuola migliore”

“La scuola non deve separarsi dalla società e deve far crescere le giovani generazioni nella passione dello studio e della conoscenza, nella capacità di costruirsi un
futuro di lavoro e di vita famigliare, e al tempo stesso deve farle crescere nel senso civico, nella coscienza dei diritti e dei doveri scolpiti nella nostra Costituzione,
nell’attaccamento alla Patria, alla nazione italiana e nella volontà di partecipazione democratica nel quadro delle istituzioni repubblicane”. Lo ha affermato il Presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, rivolgendosi agli studenti, agli insegnanti e alle famiglie in occasione della cerimonia di apertura dell’anno scolastico 2008-2009 nel Cortile d’Onore
del Palazzo del Quirinale.

“Per avere un’Italia migliore – ha aggiunto il Capo dello Stato- abbiamo bisogno di una scuola migliore; e a tal fine possiamo contare su risorse e competenze da mettere ancor meglio a
frutto. Le condizioni del nostro sistema scolastico richiedono scelte coraggiose di rinnovamento: non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell’esistente. Esprimo l’augurio che
questo sia il clima nel quale possa svilupparsi il confronto politico, nelle sedi istituzionali, sui problemi della scuola”.

“Mostrino tutti – ha proseguito il Presidente Napolitano – senso della misura e realismo nell’affrontare anche le questioni più spinose. Tra le quali vi è certamente
quella delle risorse finanziarie. L’Italia – per gli impegni assunti in sede europea, e nel suo stesso vitale interesse – deve ridurre a zero nei prossimi anni il suo deficit pubblico
per incidere sempre di più sul debito accumulato nel passato. Nessuna parte sociale e politica può sfuggire a questo imperativo; ed esso comporta anche – inutile negarlo –
un contenimento della spesa per la scuola. Questa va collocata tra le priorità per l’avvenire del paese, e merita dunque – per la sua alta funzione pubblica – una speciale
considerazione anche quando si affronta il problema complessivo della riduzione della spesa pubblica corrente. Per quel che riguarda la scuola l’obiettivo di una minore spesa non
può prevalere su tutti gli altri, e va formulato, punto per punto, con grande attenzione ai contenuti e ai tempi, in un clima di dialogo”.

Il Presidente Napolitano ha dedicato un pensiero agli insegnanti: “Gravano su di voi le maggiori responsabilità per far funzionare e rendere migliore la scuola italiana, per
aprirla a nuove esigenze, e anche a presenze nuove come quelle delle ragazze e dei ragazzi immigrati, provenienti da diverse culture e formazioni. E’ in primo luogo a voi che si deve
tutto quel che si realizza di positivo nella scuola, anche nelle condizioni più difficili e disagiate, specie nel Mezzogiorno”. Di qui l’invito a contribuire “al superamento di
tutte le difficoltà che in questa fase la scuola italiana è destinata a fronteggiare aprendosi al cambiamento”.

Infine, una parola alle famiglie: “Non può esserci dubbio sul fatto che le famiglie e la scuola sono impegnate nella stessa missione educativa”.

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