Il Pino Mugo: “la forza vitale dei monti”

Il Pino Mugo: “la forza vitale dei monti”

Val Sarentina – Nasce a quota 2.000, sui monti del Trentino Alto Adige ma anche in Austria e Russia, e diventa il nuovo protagonista della cucina di tendenza e della cosmesi. E’ il pino
mugo, pianta spontanea degli alpeggi sudtirolesi. A proporre questa “forza vitale dei monti”, in un progetto LeaderPlus cofinanziato dall’Unione Europea, sono quattro giovani imprenditori
altoatesini che in un mix di competenze gastronomiche, dell’arte della distillazione, e di marketing, propongono, da quest’anno in Val Sarentino, menu a tutto pasto e bagni all’essenza di
pino mugo. 
 
Eco-friendly e seduttivi nel design e nella carica aromatica a tavola, gli aghi del Pinus Sarentensis – sottolinea lo chef Gregor Wenter che è volto Tv alla ‘Prova del cuoco
– sminuzzati e poi vaporizzati o grigliati accompagnano bene il salmone e la selvaggina, e sono l’ingrediente principe di tortelli, pesto, gnocchi di rafano e persino gelato e soufflé,
mentre amari e grappe si fanno con le pigne a giusto grado di maturazione. “Ci vogliono 120 Kg di aghi per fare un litro di olio di pino mugo della Val Sarentina, che solo qui cresce più
velocemente e conserva meglio delle specie estere gli oli essenziali” spiega il cuoco 29enne.   

Le ricerche scientifiche su questo prodotto naturale sono iniziate nell’anno 2000 dai dermatologi tedeschi Wortmann e Krahn, e fino al 2013 non è prevedibile un tornaconto
economico. “Ma questo è l’anno della svolta del progetto – sottolinea Wenter – portato avanti in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato che ci indica dove fare la raccolta a
luglio, facendo un favore anche ai malgari perché così puliamo le aree montane. Abbiamo avviato la distribuzione dei prodotti: oli, creme e gel che rilanciano la medicina
tradizionale dei contadini altoatesini e degli appassionati del trekking; un rimedio casalingo per combattere faringiti, reumatismi e strappi delle articolazioni muscolari”.   

Gli effetti purificanti e vitalizzanti del pino mugo erano già noti ai Celti e sono citati nei miti sulle Streghe valligiane. Con il pino mugo ha trovato poi rilancio la
locale distilleria Eschfeller, che si fregia della certificazione Pfec, garanzia dei prodotti forestali da gestione sostenibile e ecologica; nello stabilimento i visitatori possono fare
saune e ‘sabbiature’ sotto rametti resinosi e pigne, scarti della lavorazione. “Ma presto il pino mugo – è questa l’eco-scomessa dei quattro giovani altoatesini – diventerà una star
nei centri salute e benessere come antidoto ai danni del tempo e dello stress. Grazie alla delicatezza dell’olio emolliente naturale puntiamo a sostituire – dicono – i prodotti oggi utilizzati
per i neonati che sono derivati da idrocarburi”.

Alessandra Moneti – Ansa.it per NEWSFOOD.com

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