Il Parco Nazionale del Gran Paradiso compie 90 anni
28 Maggio 2012
Novant’anni fa il Parco Nazionale del Gran Paradiso riceveva, a tanti secoli dalla sua formazione, il battesimo. Le sue origini si perdono, come ben
sappiamo, nel libro della creazione..
Il simbolo del Parco è rappresentato dallo stambecco, anche se il camoscio, per numero di presenze, lo ha, specie in questi ultimi anni, notevolmente surclassato. Curiosa la sua storia.
Nato quale riserva di caccia reale, ebbe anche momenti celebri all’epoca di Vittorio Emanuele II° -il Re era un accanito cacciatore- per essere trasformato e ampliato, in Parco Nazionale
solo nel 1922. E infine ceduto, per le ristrettezze economiche di Vittorio Emanuele III°, in quanto non in grado di mantenerlo finanziariamente (anche i reali hanno i loro alti e bassi), al
Ministero dell’Agricoltura dell’epoca, con tanto di guardie venatorie alle dipendenze di quel ministero.
Diventato autonomo nel 1956 con la costituzione dell’Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso, è stato, alla fine, inserito tra i beni dell’umanità, ottenendo, nel 2006 dall’UE il
Diploma europeo delle Aree Protette.
Ha un’estensione di 161.000 ettari e tra personale amministrativo, guide e guardie forestali impiega solo poche decine di persone. A dimostrazione che anche con personale professionalmente
preparato e amante del proprio lavoro si possono raggiungere importanti traguardi, come la salvaguardia ambientale.
Con gli anni s’è formata un’alleanza, molto solida, tra coloro che operano all’interno del Parco e la popolazione residente (8000 persone) sia per la sua protezione che per combattere il
bracconaggio, fino a non molto tempo qua e là praticato.
Per gli abitanti il Parco oggi è una importante risorsa economica in quanto si è molto sviluppato il commercio -attraverso i visitatori- dei prodotti alimentari genuini locali,
cosi come quello dei lavori del suo artigianato.
Molto valido anche, sotto molti aspetti, il sostegno della Provincia di Torino che fin dal 20 maggio ha messo in cantiere col motto “La nostra storia è il nostro futuro” tutta una serie
d’ iniziative.
Punto basilare della politica che disciplina il Parco è lo sviluppo della conoscenza scientifica anche a livello internazionale del territorio. Il tutto nel quadro della conservazione e
della biodiversità, che ha permesso di creare anche angoli esclusivi quali “Il Giardino Paradiso” che raccoglie, come in un bouquet, tutti i fiori
d’alta montagna dai mille e sfavillanti colori.
Tra gli impegni degli amministratori c’è , cosa molto importante, quello di garantire -dato l’alto numero di visitatori che ogni anno vengono a godere di questo angolo di pace- lo
sviluppo sostenibile del Parco per lasciarlo integro alle generazioni a venire.
Nel Gran Paradiso, a questo proposito, è molto in voga la frase “Parco lontano ma vicino al cuore che lo cerca” alla quale bene si abbina il
programma (giunto alla 10.a edizione) A piedi tra le nuvole che prevede la salita -lunga 6 chilometri- al Colle del Nivolet solo facendo della
mobilità dolce, quindi a piedi, con bici o con la navetta in tutte le domeniche di luglio e agosto (ferragosto compreso).
Il Nivolet è un pianoro a 2500 metri, punto strategico per osservare nel loro habitat stambecchi, camosci, marmotte, ermellini, volpi, uccelli migratori e stanziali e…tanti fiori. Per
arrivare alla sua base, in auto si deve raggiungere Ceresole Reale. Le guide poi illustreranno gli itinerari da percorrere.
L’anniversario del 90° compleanno si concluderà il 3 dicembre con “I grandi festeggiamenti” mentre moltissime sono le iniziative programmate
per l’estate come, tanto per citarne alcune, il Convegno sull’Energia in programma a Ceresole Reale dal 21 al 23 giugno, il Floralpe dal 30 giugno all’ 1 luglio a Cogne, la “Promozione della letteratura e le celebrazioni della figura di Mario Rigoni
Stern” in Val Soana il 15 luglio.
E poi i soggiorni storici enogastrononici autunnali nel Parco per celebrare “Colori e sapori nei parchi” oltre ai “tour
trekking” alla ricerca dell’ “escursionista reale”.
Informazioni: Tel. 011 8606233
Bruno Breschi
Newsfood.com





