Il ministro Maroni incontra i sindaci del Patto di Parma

«E’ intenzione del Governo dare una risposta di sistema e non emergenziale», così il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha rassicurato i sindaci circa la volontà
dell’esecutivo di trovare in breve tempo soluzioni efficaci per affrontare in modo congiunto il problema della sicurezza nelle città.

L’occasione di dialogo tra poteri centrali e locali è stato l’incontro operativo che si è tenuto a Parma tra il ministro dell’Interno e i 20 sindaci delle città
metropolitane che hanno sottoscritto lo scorso aprile la «Carta di Parma». Un appuntamento durante il quale sono state sostanzialmente accolte le richieste dei primi cittadini che
chiedevano al Governo di godere di maggiori poteri; non solo, il ministro Maroni ha anticipato anche lo stanziamento di maggiori risorse per consentire ai Comuni di contrastare con misure
efficaci il degrado urbano e la microcriminalità nelle città medio-grandi.

Questi, in sintesi, i punti della Carta di Parma: potenziamento delle competenze a livello locale e della dotazione di uomini e mezzi alla Polizia municipale, più stretta sinergia tra
sindaco e prefetto. Prostituzione, accattonaggio e abusivismo commerciale sono solo alcuni degli argomenti su cui i sindaci chiedono al Governo le «stellette», pur precisando di non
voler fare gli sceriffi. Il ministro Maroni, che invierà entro una settimana ai sindaci le proprie riflessioni sul documento, ha già fatto sapere che intende recepire tali
proposte nei provvedimenti legislativi del pacchetto sicurezza attualmente in discussione al Senato.

Fra le proposte concrete avanzate dai 21 Sindaci nella Carta di Parma è previsto anche il fermo di polizia nei confronti di chi attua comportamenti contro la sicurezza urbana; sarebbero
quindi le Forze di Polizia municipale a fermare chi si rende colpevole di reati quali l’atto vandalico, l’aggressione e il vandalismo.
Prevista inoltre la confisca degli immobili a chi affitta ad immigrati clandestini, come già avvenuto a Bergamo. Sulla questione, il ministro Maroni ha precisato che «le case
possono essere messe a disposizione dei sindaci».

«Rappresentano misure efficaci anche il sequestro e la distruzione di merce contraffatta» ha dichiarato infine il titolare dell’Interno che ha annunciato «aggiungerei la
proposta avanzata oggi dai sindaci di dare loro potere di ritirare le concessioni commerciali al fine di contrastare l’abusivismo».

Al termine dell’incontro, in conferenza stampa, il ministro Maroni ha fatto anche alcune precisazioni in merito al tema della prostituzione, questione solo parzialmente affrontata nella
conferenza con i sindaci. Il titolare dell’Interno chiederà alle Commissioni di eliminare l’emendamento sulla prostituzione che è stato presentato nel decreto sicurezza in
discussione, per spostare il tutto in un disegno di legge che definisca «una proposta complessiva che non sia solo repressiva», da approvare entro luglio. «Punire come reato
l’adescamento», ha infatti sottolineato il ministro Maroni, » ha pro e contro. Significa rendere reato questo comportamento e arrivare a rinchiudere nelle carceri decine di migliaia
di persone«; in altri paesi invece, ha fatto notare, «il problema e’ stato risolto diversamente, con regolamentazione e controllo».

Il Ministro Maroni si è espresso in conferenza stampa anche sul reato di immigrazione clandestina. «E’ necessario», ha affermato: «senza di esso non avremmo la
possibilità di espellere davvero chi deve essere espulso. La normativa europea, infatti, prevede solo il foglio di via: in pratica, in questo modo, non viene espulso nessuno. Invece,
grazie al reato, possiamo mettere in pratica l’espulsione immediata. Certo – ha aggiunto – la questione deve essere affrontata in modo tale da non intasare i processi». Il ministro Maroni
ha poi spiegato di avere molta fiducia nel disegno di legge che andrà a realizzare una «banca dati» nazionale del Dna definita » uno strumento più moderno nella
lotta contro la criminalità, che andrà a sostituire il sistema ormai meno funzionale delle impronte digitali».

Per quanto riguarda infine le risorse per la sicurezza, il ministro Maroni ha indicato l’esigenza di collocarle al di fuori dal patto di stabilità e ha poi aggiunto «Ne discuteremo
più avanti con la legge Finanziaria, probabilmente anticipata a luglio».

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