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Il mercato unico europeo? Decisamente positivo! Far ripartire l’economia si può!

Il mercato unico europeo? Decisamente positivo! Far ripartire l’economia si può!

By Redazione

Convegno  – Istituto Europa Asia, presidente Achille Colombo Clerici
—–Original Message—–
Date: Fri, 15 Feb 2013 08:43:27
Subject: Universita’ Cattolica – Convegno “Mercato Unico Europeo” – Istituto Europa Asia presidente Achille Colombo Clerici

Istituto Europa Asia

Passato, presente e prospettive analizzate in un convegno alla Università Cattolica di Milano

IL MERCATO UNICO EUROPEO? DECISAMENTE POSITIVO
MA OGGI SI IMPONGONO POLITICHE DI RILANCIO

Achille Colombo Clerici (Assoedilizia e Istituto Europa Asia): Lo Stato deve rimborsare i debiti alle imprese.

Benito Sicchiero
Vent’anni di mercato unico europeo. Il bilancio? Decisamente positivo, come risulta dall’incontro tra tecnici, operatori economici, studenti organizzato dall’Università Cattolica di
Milano. Ma la strada da fare è ancora tanta, specialmente nel campo della politica sociale che deve  rispondere alla crisi – calo del manifatturiero dal 20 al 15,6%, tre milioni di
posti di lavoro persi, disoccupazione giovanile ai massimi – dopo vincoli e tagli.

Come?
Con interventi plurimi: l’adozione dei project bond/eurobond (a suo tempo fortemente voluti da Romano Prodi e da Alberto Quadrio Curzio) per finanziare infrastrutture europee pari  a 2-3000
miliardi; un ammorbidimento della politica del rigore (convincendo la Germania) che, da sola, non fa che aggravare la crisi;  
incentivi e agevolazione per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile, rimuovendo le burocrazie frenanti.

E, in particolare per quanto  riguarda l’Italia, pagando le imprese creditrici dello Stato, 100  miliardi sufficienti a riavviare il volano della ripresa.

Su questo punto il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia si  dichiara nettamente favorevole.

Se non si adottano provvedimenti per lo sviluppo, dicono gli esperti, l’Europa per la quale si prevede crescita zero verrà surclassata dagli Usa (pil più 2,5%), dalla solita Cina
(più 9%) e da altri Paesi  emergenti, nonostante i fondamentali del Vecchio Continente siano migliori delle altre vecchie e nuove economie. Per ripartire, quindi, si tratta solo di
scelta politica.

Quando nel 1992 fu istituito il mercato unico europeo, vi partecipavano 345 milioni di persone provenienti da 12 paesi dell’UE.  

Oggi il mercato unico conta oltre 500 milioni di persone provenienti dai 27 Stati membri dell’UE. Per i cittadini ciò significa più scelta.  

Per le aziende, più clienti potenziali.

Il Pil dell’UE-27 si è attestato nel 2008 al 2,13%, ovvero a 233 miliardi di euro, una cifra superiore rispetto a quella che si sarebbe  registrata in assenza del mercato unico. Tale
cifra corrisponde a un aumento del reddito di circa 500 euro per ciascun cittadino dell’UE.  

Tra il 1992 e il 2008 il mercato unico ha contribuito alla creazione di 2,77 milioni di nuovi posti di lavoro. Questi benefici potrebbero raddoppiare se si riuscisse ad abbattere le rimanenti
barriere commerciali e se si promuovesse il mercato unico digitale.

Gli scambi commerciali hanno registrato un aumento vertiginoso, tra i paesi dell’UE sono passati dagli 800 miliardi di euro del 1992 ai 2.800 miliardi del 201l. Anche le esportazioni dell’UE
verso i paesi terzi hanno registrato una forte crescita, passando dai 500 miliardi di euro del 1992 a 1.500 miliardi nel 2011; ovvero dall’8% del PIL dell’UE nel 1992 al 12% nel 2011.

Il mercato unico ha permesso all’UE di diventare più attraente per gli investitori stranieri. Il flusso di investimenti esteri diretti (IED) tra i paesi dell’UE ha raggiunto un nuovo
picco, passando dai 64 miliardi di euro del 1992 ai 260 miliardi di euro del 2010.

Al tavolo dei relatori, cui ha portato il saluto Guido Merzoni, preside della Facoltà di Scienze politiche e sociali che ha organizzato l’incontro assieme alla Rappresentanza regionale a
Milano della Commissione europea, Carlo Corazza, portavoce del Vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani che ha dato forfait all’ultimo momento per un anticipo dei lavori della
Commissione ma che ha fatto comunque arrivare un messaggio ai partecipanti; Alberto  
Quadrio Curzio, Professore emerito di Economia politica; Ugo Draetta, Docente di Diritto internazionale; Valeria Miceli, Docente di Economia politica e dei mercati finanziari; Andrea Santini,
Docente di Diritto  internazionale e Diritto dell’unione Europea, tutti della Cattolica.

Benito Sicchiero
per Newsfood.com

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