Il lato bio del sud de France

Il lato bio del sud de France

Una giornata tutta BIO. E’ stata questa la proposta della Maison de la Règion Languedoc – Roussillon per il 5 novembre, svoltasi nell’ambito del Festival Sud de France. “La produzione
biologica è in continua ascesa a livello mondiale. Oggi il mercato dei prodotti bio ha un giro d’affari di 32 miliardi di Euro e il mercato francese dei vini bio ha un volume di affari
di 254 milioni di euro. Nell’area Languedoc – Roussillon il boom ha avuto inizio tre anni fa. Il tasso di riconversione dei vigneti da tradizionali a bio è stato tra il 2007 e il 2008
del 36% assestandosi poi sul 20% annuo.”Afferma Thierry Julien, Presidente AIVB LR, associazione che riunisce i produttori di vini biologici della regione, intervenuto il 5 novembre a
Milano.”Oggi la realtà del biologico nell’area Languedoc – Roussillon è costituita da 542 aziende, che producono 325.000 hl di vino su una superficie di più di 8.337
ettari. Questa rappresenta oggi il 3% del totale dei vigneti della regione ma l’obiettivo del Ministero dell’Agricoltura Francese è arrivare al 20% del totale della superficie vitata in
pochi anni.”

Il profilo dell’azienda bioè il seguente: si tratta in prevalenza di cantine private, con produttori piuttosto giovani, sebbene vi siano anche cooperative e negociant che intraprendono
con decisione questa strada. Un numero crescente di aziende sono di alta gamma e passano al bio per dare un ulteriore valore aggiunto al proprio brand. Interessante è anche il profilo
del consumatore. Ben il 29% è rappresentato da persone che si avvicinano per la prima volta al vino, scegliendo il biologico. In generale, il consumatore “bio” ha un livello culturale
medio alto, è attento all’ambiente e alla salute, sia propria che degli altri.

Nel segmento bio, la regione Languedoc – Roussillon presenta caratteristiche vincenti, anzitutto un buon rapporto qualità prezzo, che i produttori stanno mantenendo non senza sacrifici,
dal momento che il vino bio presenta costi di produzione del 30 – 40% maggiori rispetto ai vini tradizionali. Le rese a ettaro, ad esempio, si collocano sui 39 hl/ ha contro i 60 hl /ha medi
delle coltivazioni non bio.

Il secondo punto di forza è una gamma ampia di prodotti. Ogni denominazione (AOC, VDQS e Vini Tipici) e ogni tipologia, infatti, presenta anche la versione bio, dai bianchi agli
spumanti, dai rossi ai rosati fino ai passiti.

I mercati più importanti sono l’Europa del Nord, in particolare la Germania, storicamente il paese più sensibile al bio, seguita da Giappone e Asia. Quello nazionale francese,
fino a ieri, non rappresentava un mercato di primaria importanza ma oggi le cose stanno cambiando e l’apprezzamento per il biologico è in crescita anche sul territorio nazionale, in
particolare nel nord della Francia.

L’importanza della regione Languedoc – Roussillon nella produzione biologica a livello mondiale è confermata dal fatto che, proprio qui, si organizza ogni anno Millesime Bio, fiera
internazionale del biologico, organizzata da AIVBLR. Ogni anno vi partecipano circa 400 aziende provenienti da ogni parte del mondo.

Oltre a ciò, l’associazione si occupa di promozione e di assistenza tecnica ai produttori.

La giornata del 5 novembre ha rappresentato il primo appuntamento interamente dedicato al biologico Languedoc – Roussillon. Ma qual è stato il bilancio? “Ho sempre pensato che l’Italia
fosse un mercato difficile, perché diretto concorrente e grande produttore di biologico. La giornata però ha dimostrato un buon interesse da parte degli operatori del settore e
della stampa e questo è confortante. Ho riscontrato però poca cultura del biologico: alcune domande che mi sono state fatte, da noi si sentivano 10 anni fa. L’interesse
però c’è ed è stato riscontrato sia da parte dell’ Horeca che della GDO”. A confermare questa impressione anche i pareri delle sei aziende, con profili molto diversi fra
loro, che hanno partecipato alla giornata giungendo personalmente dalla Francia. Piccole aziende a conduzione familiare, così come grandi negociant hanno ritenuto interessante il
bilancio dell’evento. Ecco chi ha partecipato: CLVD, rappresentata da Gilles Louvet, Domaine Bassac, presente con il titolare Louis Delhon, Domaine des 1000 Roses con Marcel Gisclard, Domaine
des Carabiniers, rappresentato dal titolare Christian Leperchois, Gerard Bertrand con Laura Garrigue e Mas de Janiny con Thierry Julien che, oltre che presidente dell’AIVBLR, è anche
produttore appassionato.

All’evento alla Maison de la Région Languedoc Roussillon sono seguite le iniziative dedicate al pubblico nell’ambito del Festival Sud de France. Fra queste, la presentazione al Comptoir
de France dell’azienda Le pas de l’escalette, anch’essa biologica, che ha riscontrato un ottimo interesse da parte del pubblico.

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