Il Cdm approva il decreto sulle quote latte

Il Cdm approva il decreto sulle quote latte

 

Il sistema delle quote ha lo scopo di contenere la produzione europea di latte, che generava notevoli eccedenze, e risale al 1984.A negoziarlo fu, per il primo Governo Craxi,
l’allora Ministro italiano dell’Agricoltura Filippo Maria Pandolfi. Il Ministro scelse come anno di riferimento della produzione il 1983 e accettò una quota annua di
nove milioni di tonnellate. Lo fece basandosi su dati statistici forniti dall’Istat. Dati sbagliati per difetto, ma che il Ministero dell’Agricoltura e le autorità di Bruxelles
presero per buoni. Gli allevatori italiani e le loro rappresentanze sindacali, la Coldiretti e la Confagricoltura, capirono subito che era stato commesso un errore grossolano. Ma le
loro proteste vennero presto sedate da un po’di retorica e dalle rassicurazioni del Ministro, il quale garantì che le multe non sarebbero mai state applicate all’Italia, un
Paese il cui fabbisogno supera di gran lunga la produzione, produciamo circa la metà di quello che consumiamo. Questo vizio d’origine ha di fatto scatenato un effetto
domino negli anni successivi, quando al problema di una insufficiente quota nazionale si aggiunse quello di quote individuali non rispondenti alla singola realtà produttiva. Da
allora l’agricoltura italiana si è trovata un una situazione di perenne inferiorità in tutti i tavoli europei sull’agricoltura, fino all’ultimo
sull’Health Check della PAC in cui finalmente il problema è stato risolto.
Le quote latte nell’ultimo negoziato sull’Health Check della PAC
Il 20 di novembre si è chiuso il negoziato sull’Health Check della PAC nel corso del quale il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia è
riuscito a chiudere dopo 25 anni la questione delle quote latte italiane.

Di seguito i termini dell’accordo:

– Aumento 1% all’anno per 5 anni.
– Esclusivamente per l’Italia, è prevista la possibilità di utilizzare l’incremento di quota complessivo già a partire dalla prossima campagna. Tale
aumento, pari a 537.000tonnellate, consentirà alle nostre aziende di assorbire le eccedenze produttive evitando il pagamento del prelievo per le prossime campagne.
– Viene modificato il meccanismo di calcolo del tenore di materia grassa, attenuando la penalizzazione prevista per gli incrementi di grasso. Tale misura si traduce per l’Italia
in un aumento di produzione di circa 80.000 tonnellate.
– Gli aumenti ammontano quindi complessivamente a circa 620.000 tonnellate per un valore di mercato su base annua pari a circa 240 milioni di euro.
– Inclusione delle misure di accompagnamento per il settore del latte tra le “Nuove Sfide”che vengono finanziate attraverso la modulazione aggiuntiva.
– L’importo del prelievo viene aumentato del 50% limitatamente alle campagne 2009/2010 e 2010/2011, per gli esuberi oltre il 6% delle quote nazionali riferite al periodo
2008/2009.

I numeri del latte

Nel settore lattiero-caseario l’Italia ha un basso livello di auto approvvigionamento: produciamo circa la metàdel latte che utilizziamo.
Nell’ultima campagna conclusa (la 2007/2008) abbiamo avuto:
– 40.895aziende che hanno consegnato latte nell’ultima campagna
– 10.227.217tonnellate di quota nazionale
– 10.804.457tonnellate di latte consegnato

La “stalla Italia”è formata da circa 1,5 milioni di capi da latte, con un produttivitàmedia per anno solare di circa 7.000 kg.

Esubero produttivo
577.240 tonnellate, corrispondente a circa 160 milioni di euro versati alla U.E., in linea con l’esborso medio degli ultimi anni.

Aziende in attività
4.678 aziende -la cui produzione rappresenta circa un quarto di quella nazionale -devono versare un importo complessivo di prelievo pari a 1.384
milioni di euro, a fronte di un totale da riscuotere di 1.925milioni.

Il prelievo finora riscosso
300 milioni di euro, 105attraverso la rateizzazione prevista dalla legge 119/2003, cui hanno aderito 15.000 produttori.

L’importo totale versato alla UE fino alla campagna 2007/2008
2.492 -milioni di euro

Multe che lo Stato deve ancora riscuotere
1.925 -milioni di euro

 

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