I tre giorni del Cigno

 

Proteggere gli ecosistemi, promuovere e sostenere lo sviluppo sostenibile, valorizzare le radici culturali del territorio. E’ il fulcro delle attività dei numerosi presidi
di Legambiente sparsi lungo la Penisola: centri di educazione ambientale, centri permanenti di volontariato, di documentazione, di formazione in oasi e riserve. A queste realtà,
diverse tra loro ma tutte caratterizzate dallo stretto contatto con gli ambienti naturali, sono dedicati i Tre Giorni del Cigno, il 24, 25 e 26 ottobre. Tre giornate con iniziative
speciali per far conoscere e amare il territorio e la natura che ci circonda.

Nell’intento di far emergere le peculiarità intrinseche di ogni presidio, le attività proposte durante il lungo fine settimana del Cigno sono numerose e varie:
partecipare alla liberazione di tartarughe marine e all’inanellamento scientifico degli uccelli, scoprire il mondo delle api e quello dei funghi, degli orti e dei boschi ma anche
la storia dei nostri borghi e i segreti dei centri urbani. Molti dei centri di Legambiente dispongono anche di strutture residenziali che offrono possibilità di soggiorno a
singoli o gruppi organizzati.

«Il tema quest’anno per i Tre giorni del Cigno, A tu per tu con la natura – spiega Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – vuol essere un invito a partecipare
alle operazioni di tutela del territorio, ricerca e sorveglianza naturalistica, in quelli che, spesso, sono veri e propri avamposti di cultura e vitalità in modo particolare in
territori marginali e svantaggiati. Portando i cittadini a esplorare e conoscere, non solo le nostre strutture ma soprattutto le nostre battaglie e le nostre campagne, vogliamo fare in
modo che questi nostri presidi diventino punto di riferimento sul territorio, volano di sviluppo culturale ed economico, capaci di creare nuove idee e nuovi modelli di qualità
territoriale».

Tra gli appuntamenti, in Piemonte, il centro di educazione ambientale di Alpignano (To) organizza visite del Parco e del Bosco del Ghiaro e apre le porte del suo orto e delle serre.
Scoperte diverse in Lombardia, dove la mostra interattiva «Cosa c’è dentro? Cosa c’è dietro?» allestita dal centro di educazione ambientale
«energetica» nel comune di Santa Maria della Versa (Pv) svela quante risorse, dalle materia prime al lavoro, siano implicate nei nostri consumi quotidiani. È
sorprendente scoprire come viene prodotta una lattina di bibita, quanta acqua è necessaria per portare un hamburger sulla nostra tavola e dove sono state fabbricate le scarpe che
indossiamo.

In Abruzzo, nel comune di Morino (Aq), la Riserva naturale Zompo lo Schioppo, dedica il fine settimana alle api e ai prodotti dell’alveare mentre il centro di educazione
ambientale Casanatura Fontecampana ad Atessa (CH) propone una gita sul Monte Pallano alla scoperta dei funghi insieme a un esperto micologo. In Toscana, a Filattiera il centro di
educazione ambientale Lunigiana organizza escursioni e laboratori didattici lungo il fiume Magra, per illustrare la struttura di un corso d’acqua ma anche i diversi tipi di
inquinanti a cui è soggetto, il funzionamento di un mulino ad acqua e di un fitodepuratore.

In Puglia, il circolo FestambienteSud di Monte Sant’Angelo ha in programma visite guidate al centro recupero tartarughe marine di Manfredonia, con la liberazione, domenica, di
alcuni esemplari sulla spiaggia libera di Manfredonia. In Campania, invece, tre centri di educazione ambientale della provincia di Napoli si sono messi in rete e propongono passeggiate
a Spaccanapoli, tra storia, cultura e arte, nel cuore della città dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, nel Parco Eco Archeologico di
Pontecagnano e all’interno della Riserva naturale marina di Punta Campanella.

L’elenco completo degli appuntamenti e informazioni dettagliate sono consultabili sul sito www.legambiente.eu.

 

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