I magistrati messicani incontrano Libera
23 Giugno 2009
Trentadue magistrati messicani provenienti dai differenti distretti federali hanno incontrato ieri a Roma una delegazione di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie per uno scambio
di esperienze e sull’attivita’ dell’associazione guidata da Luigi Ciotti nel alla criminalità organizzata.
Il bagaglio culturale, sociale, politico ed economico che l’antimafia sociale è riuscita a realizzare e a costruire nei tanti anni di lotta alle mafie rappresenta un patrimonio di
altissimo valore per le realtà internazionali.
Nella mattinata di ieri i magistrati hanno incontrato la “Direzione Generale Antimafia”, mentre nel pomeriggio hanno potuto conoscere Libera e le sue attività in campo nazionale ed
internazionale.
All’incontro erano presenti Tonio Dell’Olio, responsabile del settore internazionale di Libera che ha indicato tra gli strumenti fondamentali per la confisca e il riutilizzo dei beni confiscati
alla criminalità organizzata, l’On. Laura Garavini, Componente Commissione Parlamentare Antimafia, che ha illustrato la situazione qui in Italia e diversi magistrati americani.
Dallo stretto rapporto tra società responsabile e istituzioni alla confisca dei patrimoni ai mafiosi, dalla formazione e diffusione di una cultura della legalità alla
necessità di mantenere vivo il ricordo delle vittime innocenti “la prospettiva di un contrasto serio, credibile, continuato ai cartelli dei narcotrafficanti e alla corruzione viene
rovesciata e ampliata con questi elementi” ha notato Francisco José Murillo Ruiseco, Director de Procesos Jurisdiccionales, Procuraduría General de Justicia del Estado de
Zacatecas.
La delegazione si sposterà poi in Sicilia dove visiterà la Fondazione Falcone, il Centro Siciliano di Documentazione Peppino Impastato, la Bottega dei sapori e dei saperi della
legalità di Palermo, le associazioni CESIE, Libera, Addio Pizzo e Libero Futuro con testimonianze di commercianti e imprenditori che si sono ribellati al pizzo. La delegazione
visiterà inoltre le strutture delle cooperative Libera Terra, Placido Rizzotto e Pio La Torre che operano sui terreni confiscati alle mafie.
La situazione messicana è estremamente grave e difficile.
Il narcotraffico internazionale, un business che coinvolge circa 250mila persone e raggiunge la cifra di 15 miliardi di dollari ai quali possono sommarsi i 9 miliardi di dollari prodotti dal
traffico di armi e controllati in gran parte dagli stessi cartelli della droga. alla violenza “istituzionale” si aggiungono i ripetuti sequestri di persone. Tra il settembre 2008 e il febbraio
2009 sono stati rapiti quasi diecimila centroamericani che cercavano di passare la frontiera tra Messico e Stati Uniti. Le vittime sono soprattutto giovani uomini e donne provenienti da
Honduras, El Salvador, Guatemala e Nicaragua.
Le varie polizie messicane (ce ne sono 1.600 tra federali, statali e locali) già dal 2006 erano infiltrate a tal punto da far parte dell’ingranaggio del crimine organizzato.
Così il presidente Felipe Calderon ha deciso di ricorrere all’esercito. Da allora, oltre 40.000 soldati si battono contro il traffico della droga, mediante proprie attività di
polizia prive di copertura legale e d’addestramento idoneo a trattare con i civili. Tre anni dopo la situazione è allarmante. Da un lato, le organizzazioni dei diritti umani denunciano
che gli abusi contro la popolazione sono triplicati; dall’altro, i militari esigono una legge che li blindi di fronte alle denunce. Solo nel 2008 si contano tra i 7.000 e i 9.000 omicidi.
Questa visita rientra in un progetto più ampio che ha visto una delegazione di Libera incontrare in Messico alcuni settori della società responsabile sudamericana e che
porterà alla nascita di una rete di Libera in sud americani.





