I dolci dei morti: fave, ossa, fanfullicche, stinchetti, zaleti…

I dolci dei morti: fave, ossa, fanfullicche, stinchetti, zaleti…

L’estate è finita, ed ora dopo un breve autunno, arrivano i primi freddi. Siamo a novembre con la festa dei Santi e dei morti:  ogni territorio ha le sue usanze e proprio in questi giorni vengono fatti dei doci particolari. Ecco la news letter di Coldiretti che ci ricorda le specialità delle varie regioni.

 

Da: Coldiretti – Relazioni Esterne <relazioniesterne@coldiretti.it>
Oggetto: ++2 NOVEMBRE: DA FAVE A OSSA, DOLCI DEI MORTI ALLA RISCOSSA++
Data: 01 novembre 2014 09:41:56 CET

2 NOVEMBRE: DA FAVE A OSSA, DOLCI DEI MORTI ALLA RISCOSSA
Prezzi in pasticceria attorno ai 20 euro ma possono arrivare anche a 45 euro al chilo

Dalle favette al pane fino alle ossa dei morti ma anche fanfullicche, stinchetti e zaleti sono solo alcuni dei dolci preparati lungo tutta la Penisola in occasione del giorno dedicato alla commemorazione dei defunti che quest’anno registra un inaspettato ritorno del fai da te casalingo sotto la spinta della crisi ma anche della riscoperta del gusto di passare piu’ tempo in cucina nel tempo libero. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che ben 4 famiglie su 10 si preparano torte e biscotti casalinghi soprattutto in occasione di ricorrenze speciali. Lo dimostra il boom dei dolci dei morti preparati in famiglia da donare a parenti e amici, ma anche per allietare le nuove occasioni di festa legate a tradizioni importate di recente come quelle di Halloween, con il rito di bussare nelle case del quartiere per porre il classico quesito “dolcetto o scherzetto”.

Non siamo ancora di fronte alle popolari gare di dolci delle mamme americane ma non c’è dubbio che l’abilità ai fornelli è tornata ad essere un valore aggiunto nella società, anche sotto il pressing dei figli, come non avveniva da decenni. Una occasione per divertirsi risparmiando con i prezzi dei dolci dei morti che in pasticceria possono raggiungere anche i 45 euro al chilo.
In Lombardia il “pane dei morti” si può acquistare ad un prezzo variabile tra i 18,50 e i 30 euro/kg mentre gli “ossicini dei morti” sono quotati attorno ai 25 euro/kg e le fave dei morti tra i 18 e i 20 euro/kg mentre in Veneto la pasticceria legata alle festività dei santi costa dai 10 ai 12 euro al chilo. in Umbria si possono acquistare fave dei morti al prezzo di 20-22 euro/kg  come in Abruzzo mentre in Sicilia che è la patria di questa tradizione si vendono biscotti dei morti in un “misto siciliano” che costa 10 euro kg ma sono tradizionali del periodo anche i dolci di martorana (frutta realizzata con pasta di mandorle) che si può acquistare attorno ai 20 euro/kg ma che arriva anche a 45 euro/kg nei bar e nelle pasticcerie più esclusive.
I dolci dei morti vengono preparati per tradizione per il giorno di commemorazione dei defunti, istituito dalla Chiesa Cattolica nel 610 d.C. e rappresentano simbolicamente l’offerta dei vivi ai morti che, secondo la tradizione cristiana e precristiana, ritornano sulla Terra nelle proprie case durante la notte tra il 1 e il 2 novembre.

Anche se le differenze possono essere rilevanti  gli ingredienti di base sono costituiti da farina, uova, zucchero che possono essere arricchiti anche con frutta secca o candita, marmellata e talvolta anche cioccolato. I dolci dei morti variano infatti da regione a regione ma mantengono tutte inalterato lo spirito di semplicità dell’evento che si va a celebrare.
I dolci più comuni e diffusi nel territorio italiano sono le fave dei morti, le ossa dei morti e il pane dei morti, ma esistono anche altre preparazioni meno diffuse o comunque più prettamente legate alle usanze regionali.

In Sicilia, nel “cannistru”, la tipica composizione tradizionale che si realizza durante la festa dei morti  vengono messi dei panini dolci a forma di mani intrecciate chiamati, appunto, le mani, si preparano le dita di apostolo, dolci di marzapane a forma di dita, i pupi di zucchero, statuette di zucchero, farina, albume e acqua di chiodi di garofano che rappresentano gli antenati della famiglia, e la frutta di martorana, fatta in marzapane.

In Puglia si cucinano le fanfullicche, bastoncini di zucchero di forma attorcigliata e la colva (in dialetto la cicecuotte), dolce fatto con grano, uva sultanina, mandorle e zucchero. In Campania è tradizione preparare il torrone dei morti, a base di cacao, nocciole e frutta candita. In Umbria, invece, si consumano gli stinchetti dei morti, dolcetti fatti con albume, mandorle, zucchero e cacao. Le “fave da morto”, “fave dei morti” o “fave dolci”,  pasticcini alla mandorla, di forma ovoidale e schiacciata, cosparsi di zucchero a velo con l’aspetto di un amaretto, ma di consistenza maggiore le troviamo in Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche ed Umbria, mentre differenti, seppur sempre a base di mandorla, sono le “favette dei morti”, presenti un po’ in tutto il Nord-est, ma soprattutto in Veneto e in Friuli dove sono di tre colori (panna, marroni e rosa) e variano dal croccante al morbido (favette triestine).

Per la ricorrenza dei morti in Veneto si usano le fave e il mandorlato ma anche i biscotti secchi a base di farina di mais come i “zaleti”. Infine  le “ossa di morto” si trovano in Piemonte e in Lombardia sotto forma di biscotti di consistenza dura, con mandorle ed albume d’uovo, in Emilia-Romagna, (tipici di Parma) fatte di pastafrolla, ricoperta di glassa di zucchero o cioccolato, in Veneto dalla forma oblunga e in Toscana (tipiche del Senese) di consistenza friabile e di forma rotonda, impastati con le mandorle tritate.
Redazione Newsfood.com

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