I commercialisti attaccano il Milleproroghe: “Paradossale”

«Un colpo di spugna ai danni dei contribuenti e l’ennesimo attacco allo Statuto che dovrebbe tutelarne i diritti”. Con queste parole il presidente del Consiglio Nazionale dei
Dottori commercialisti ed Esperti contabili, Claudio Siciliotti, ha attaccato il ddl Milleproroghe, calendarizzato in questi giorni alla Camera per la conversione in legge.
Siciliotti, in particolare, ha espresso un giudizio fortemente negativo sulla norma che annulla le cartelle esattoriali in cui non è indicato il responsabile del procedimento e che,
entrando in vigore con la pubblicazione del ddl in GU, non prevede alcun effetto retroattivo.
Secondo il presidente, dunque, questo dimostra come “l’Erario cambi le norme a suo piacimento, ignorando platealmente lo Statuto dei diritti del contribuenti” e come questa situazione sia
“paradossale”: “Da un lato si riconosce la nullità delle cartelle prive del nome del responsabile del procedimento, dall’altro quella stessa nullità viene sostanzialmente sanata
per il pregresso”, ha affermato.
Siciliotti ha anche sottolineato come siano questi fatti a generare il “clima di sfiducia verso le Istituzioni del Paese”: “Uno Stato che richiama il cittadino ad essere inflessibile
nell’adempimento dell’obbligazione tributaria deve dimostrare di essere inflessibile anzitutto con se stesso nell’applicazione delle norme – ha osservato – Altrimenti il messaggio che si
trasmette non è quello di uno Stato di diritto in cui le regole devono essere rispettate anche quando non piacciono, bensì di uno Stato in cui c’è il diritto di applicare
solo le regole che fanno comodo”.
Siciliotti si è detto consapevole che, se il Milleproroghe avesse carattere retroattivo, le cartelle esattoriali senza validità sarebbero molte e questo potrebbe creare “seri
problemi di gettito”: “Non è però ammissibile – ha concluso – che il legislatore, ignorando la Corte costituzionale, punti ad aggirare il problema cambiando la norma in corso
d’opera a tutela esclusiva dell’Erario, puntando deliberatamente a svantaggiare i cittadini-contribuenti”.

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