Habemus Papam: Leone XIV è il nuovo Papa. Chi è Robert Francis Prevost a tavola?
10 Maggio 2025
Il Papa della carne e della convivialità: Leone XIV, tra bistecche, risate e sapori peruviani
Roma, Città del Vaticano, 8 maggio 2025: fumata bianca per il 267º Papa della Chiesa Cattolica, con il nome di Leone XIV
Habemus Papam: Leone XIV è il nuovo Papa. Chi è Robert Francis Prevost a tavola?
Newsfood.com, 10 maggio 2025
NOTA DEL DIRETTORE
Papa Francesco ci ha lasciato, ha lasciato un’orma indelebile nei ricordi di tutti noi e un insegnamento di vita per questo mondo in fase di grande cambiamento. Non solo per la chiesa Cattolica ma per tutte le etnie. Cambiano, a velocità esponenziale, valori e obiettivi delle nuove generazioni e cresce, purtroppo, il potere del Dio Denaro.
Questo Papa non dovrà essere solo un buon pastore di anime ma, anche e soprattutto, un timoniere esperto, un manager capace… e sembra che ne abbia tutte le capacità, considerato che è poliglotta, cosmopolita e plurilaureato.
Non sembra che abbia uno spirito parco e francescano ma pare che ami la convivialità, il chiasso e il cibo abbondante…
Auguri e lunga vita a Leone XIV!
Giuseppe Danielli
Testo di Marcello Menni
in esclusiva per Newsfood.com
Il Papa della carne e della convivialità: Leone XIV, tra bistecche, risate e sapori peruviani
Leone XIV sembra avere un rapporto con la tavola molto diverso da quello dei suoi predecessori recenti. Se Papa Francesco preferiva la sobrietà, con pasti spesso consumati in solitudine e accompagnati da mate e dolci tipici argentini, Leone XIV è di tutt’altra pasta. Americano di nascita e peruviano di spirito, ama la carne e la compagnia, con un gusto marcato per i sapori intensi e i piatti etnici. È un pontefice che sembra trovare nella tavola non solo un momento per nutrire il corpo, ma anche per creare legami, costruire rapporti e, perché no, divertirsi.
A Firenze, dove è di casa presso i frati agostiniani di Santo Spirito, non rinuncia mai a una buona bistecca, che gli viene preparata con affetto dai suoi amici frati. Questa passione per la carne sembra riflettere non solo le radici statunitensi del Pontefice – paese noto per le grigliate e i barbecue – ma anche un certo gusto per la convivialità, il chiasso e il cibo abbondante. La sua formazione missionaria in Perù gli ha poi lasciato un gusto per la cucina ricca di sapori e di spezie, che ben si abbina al suo carattere espansivo e diretto. Tra i suoi piatti preferiti, oltre alle carni alla griglia, c’è il lomo saltado, un classico della cucina criolla a base di carne, riso, pomodori e cipolle saltati in padella con un tocco di salsa di soia e peperoncino, un simbolo perfetto dell’incontro tra culture diverse.
Ma Leone XIV non è solo un amante della carne. Come molti nordamericani, sembra avere una vera e propria passione per i pasti abbondanti e per le tavolate rumorose. Non sorprende quindi che, appena eletto, abbia subito invitato tutti i cardinali a una cena, rompendo con lo stile frugale del suo predecessore. È un Papa che ama parlare e scherzare a tavola, un tratto che lo avvicina a Giovanni Paolo II, noto per le grandi tavolate in cui non mancavano mai battute e risate. Celebre è l’episodio del viaggio negli Stati Uniti, quando Giovanni Paolo II impressionò gli organizzatori chiedendo di cenare con l’intero staff anziché in privato, rompendo il protocollo e trasformando la cena in un momento di festa e condivisione.
Poliglotta e cosmopolita, Leone XIV sembra a suo agio tanto con una bistecca fiorentina quanto con un piatto di carne speziata andina, incarnando l’immagine di un pontefice capace di parlare a tutti, anche a tavola. E mentre Francesco trovava conforto nel silenzio e nella preghiera solitaria, Leone XIV sembra preferire il rumore di una tavolata affollata, dove le lingue si mescolano e le risate si sovrappongono. Questa capacità di mescolare culture e sapori potrebbe riflettere anche il suo modo di intendere il pontificato, più aperto e inclusivo, dove le differenze non sono un ostacolo ma una ricchezza da celebrare.
Tra i suoi predecessori, Benedetto XVI, figlio di una cuoca bavarese, era affezionato ai sapori semplici e tradizionali della sua terra, come i brezel, il gulasch e l’aranciata che amava sorseggiare in terrazza. Papa Pio XII amava il vino rosso e concesse un’importante benedizione ai viticoltori di Barolo. Leone XIII, ispiratore del nome di Leone XIV, era famoso per la sua passione per il caffè, tanto che la sua immagine venne usata per pubblicizzare una marca italiana. Papa Paolo VI, più riservato, preferiva pasti semplici e leggeri, spesso consumati in privato con pochi collaboratori. Nel XVII secolo, Papa Innocenzo X era invece un grande amante del tartufo bianco e del cibo sontuoso, riflettendo l’opulenza della Roma barocca e il gusto per i piaceri della vita che caratterizzava l’epoca.
E parlando di pappe pericolose, come non ricordare Papa Clemente VII, che nel 1534 morì dopo aver consumato funghi velenosi, probabilmente Amanita phalloides, noti per essere letali anche in piccole quantità. E si dice che Papa Paolo II sia morto per una congestione dopo aver esagerato con il cocomero – ma tranquilli, con tutto quel che mangia Leone XIV, sembra proprio che non corra lo stesso rischio.
Marcello Menni
Nutrimento & nutriMENTE
Direttore Giuseppe Danielli (Linkedin)
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