Google ed il logo Ufo: mistero svelato
7 Settembre 2009
Il dubbio è finito. Il mistero legato all’ immagine presentata dal portale il 5 settembre (una navicella extraterrestre che sottrae la “o” di Google) è stato svelato.
Si trattava di un omaggio a “Zero Wing”, videogioco degli Anni Ottanta nato come arcade e poi disponibile anche su Sega Mega Drive e PG Engine, che sabato celebrava i suoi 20 anni di vita.
L’indizio fondamentale si è rivelato quello lasciato dalla stessa Google, tramite il proprio account Twitter: “1.12.12 25.15.21.18 15 1.18.5 2.5.12.15.14.7 20,15 21,19”. Tale sequenza di
numeri è stata presto decodificata dal “Telegraph” come si legge sul sito del quotidiano britannico: “Se si sostituiscono ai numeri le corrispondenti lettere dell’alfabeto inglese si
ottiene la frase “All your O are belong to us” (Tutte le vostre O ci appartengono)”.
A questo punto, i patiti di videogame hanno subito colto il riferimento a “Zero Wing”.
Il programma era infatti diventato famoso per una frase, tradotta in un inglese molto approssimativo. Nella sequenza iniziale il portavoce-cyborg dei cattivi di turno affermava: “All your base are belong to us”; lo sgrammatico motto era diventato presto una sorta di tormentone quasi onnipresente, citato in canzoni, programmi Tv e film.
Che il mistero avesse qualcosa di alieno era stato subito chiaro.
I navigatori di Internet avevano così pensato ad una serie di possibili soluzioni al gusto Ufo: dal festival di Exeter, alla commemorazione del presunto primo contatto uomo-alieni, fino
ad una burla dell’altro mondo (sul modello dello pseudo attacco marziano descritto da Orson Welles).
Ma non esistono spiegazioni universalmente accettate ed anche la soluzione del “Caso Google” non convince tutti i frequentatori del Web.
Alcuni sono tutt’ora convinti che dietro la strana immagine ci sia qualcosa di più che l’omaggio ad un vecchio videogioco nipponico, magari la sponsorizzazione dell’imminente “District
9” film di fantascienza, prossimamente nelle sale.
Forse, solo il tempo (o l’arrivo di Visitatori super sapienti) potrà spazzare gli ultimi dubbi.
Matteo Clerici




