Goletta Liguria a Portovenere (SP)

Goletta Liguria a Portovenere (SP)

Immortalate dal mare le splendide Cinque Terre, patrimonio dell’Umanità Unesco, Goletta Liguria attraversa il Mar Ligure gettando l’ancora alla Marina di
Portovenere. Benvenute a bordo la responsabile della Marina di Portovenere Marina Misenti, la responsabile Mediterraneo dell’Acquario di Genova Laura Castellano e la responsabile Servizi
Educativi dell’Acquario di Genova Roberta Parodi.

Marina Porto Venere, 90% clienti è straniero

Intervista alla responsabile della Marinadi Porto Venere

“Il 90% dei nostri clienti è straniero, negli ultimi anni d’estate abbiamo una clientela più straniera che italiana, in particolare russi, arabi e americani”. Lo afferma la
responsabile della Marina Misenti a bordo di Goletta Liguria.

“C’è una grande crisi nella fascia di imbarcazioni tra i 12 e i 18 metri – testimonia – meno nei natanti sotto gli otto metri e c’è un boom incredibile dei superyacht, assistiamo
a questa tendenza di mercato”.

“La nostra stagione si divide in due parti – spiega – quella invernale con la netta prevalenza di barche a vela, quella estiva con la prevalenza di superyacht; in inverno organizziamo numerose
regate, il primo di ottobre 2011 sarà organizzata la regata velica di oltre 45 barche tra i 10 e i 15 metri tra Chiavari-Porto Venere e ritorno, la Coppa Dallorso”.

La Marina di Portovenere può ospitare da 23 a 34 imbarcazioni fino a 56 metri. Lo scalo è gestito da una società ad azionariato diffuso, il 51% del Comune, il 49% di 104
soci privati. La nuova banchina della marina è stata inaugurata nel 2008.

La società gestisce anche la marina delle Grazie con 15 posti riservati a barche d’epoca.

Effetto serra, primi pesci flauto in Mediterraneo

Intervista alla responsabile Mediterraneo dell’Acquario di Genova

”Per la prima volta in Liguria nel 2011 si sono pescati tantissimi pesci flauto a causa del riscaldamento climatico”. Lo denuncia la responsabile Mediterraneo dell’Acquario di Genova Laura
Castellano nella marina di Portovenere a bordo di Goletta Liguria.

”I pesci flauto sono una specie fino a poche anni fa sconosciuta al Mediterraneo”, sottolinea Castellano, pesci tipici dell’Oceano indiano, del Pacifico e lungo le coste dell’America centrale
e meridionale.

”Nel Mediterraneo a causa dei cambiamenti climatici vediamo sempre di più grandi branchi di barracuda, animali più legati ad acque calde – continua – il sud del Meditteraneo
è ormai colonizzato da pesci palla e pesci coniglio”.

”I cambiamenti climatici ci sono sempre stati, ma la differenza a cui assistiamo oggi è la velocità del cambiamento perchè l’impatto dell’uomo ha accelerato la
trasformazione”, testimonia la responsabile Mediterraneo dell’Acquario di Genova.

”Dall’apertura del canale di Suez nel 1869 più di 100 nuove specie di pesci sono entrate nel Mar Mediterraneo – aggiunge – un tempo erano relegate nel sud del mare nostrum, ora con i
mutamenti climatici cominciano a spostarsi anche verso nord”.

Mediterraneo, 28% specie è endemica

Intervista alla responsabile Servizi Educativi dell’Acquario di Genova

”Il 28% delle specie del Mediterraneo è endemica, cioè esclusiva di questo mare in continua trasformazione”. Lo spiega la responsabile Servizi Educativi dell’Acquario di Genova
Roberta Parodi nella marina di Portovenere a bordo di Goletta Liguria.

”Il Mediterraneo milioni di anni fa aveva un aspetto completamente diverso da oggi – evidenzia – intorno a 60 milioni di anni fa non era un bacino semichiuso, ma un bacino aperto sia verso
l’Atlantico sia verso il Pacifico”.

”La temperatura dell’acqua era molto più elevata mentre la salinità era più bassa – ricorda l’esperta – ciò favorì la colonizzazione di specie dalla
caratteristiche tropicali, i fossili marini sulle Dolomiti lo dimostrano”.

”Intorno a 60 milioni di anni fa il versante orientale del Mediterraneo si chiuse e divenne un unico grande golfo rivolto verso l’oceano Atlantico – continua – successivamente anche il
versante occidentale si chiuse”.

”Per alcuni milioni di anni divenne un bacino ipersalato – afferma – intorno a 5 milioni di anni fa lo stretto di Gibilterra si riaprì facendo entrare delle specie animali più
atlantiche come le troviamo attualmente”.

”Nonostante le modeste dimensioni il mar Mediterraneo ospita una grande varietà di specie – aggiunge Parodi – la biodiversità è dovuta alla storia geologica, alla
posizione geografica e alla alta disponibilità di habitat”.

Goletta Liguria è l’iniziativa promossa dalla Regione Liguria per far conoscere i progetti europei legati al mare e alla costa ligure sostenuto da: Autofiori, Costa Edutainment, Salt e
Qui Group

Segui Goletta Liguria su: www.golettaliguria.it

Per info: info@golettaliguria.it

Redazione Newsfood.com+WebTv

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