Gira e rigira, la vendemmia di via Montenapoleone con i vini di Oliviero Toscani

Gira e rigira, la vendemmia di via Montenapoleone con i vini di Oliviero Toscani

La vendemmia di via Montenapoleone, a Milano, che si concluderà domenica 15, offre l’opportunità di degustare grandi vini e, oltretutto, in contesti eccezionali come sono le grandi boutique concentrate nel quadrilatero milanese della moda. Può capitare, anche di scoprire qualcosa di diverso dai vini, ma a questo mondo strettamente legato, se si è un po’ più curiosi del solito o si ha la voglia di degustare i vini che produce un grande fotografo come Oliviero Toscani.

Oliviero Toscani

Questo signore invece di scegliere la boutique di qualche famosa griffe della moda, ha preferito “allocarsi” nel negozio – sempre in via Montenapoleone, al 22 – di una vetreria toscana, le Vetrerie di Empoli. E, qui, è la sorpresa. Cioè, la scoperta di un particolare calice che toglie dall’imbarazzo anche il degustatore più “goffo” per la sua scarsa esperienza nel far roteare il bicchiere. Basta usare il calice originale che ha inventato il presidente dell’azienda toscana, Franco Parentini, che ha chiamato semplicemente “gira e rigira”.

Di che si tratta? “Gira e rigira” è un calice da degustazione che rivoluziona il modo di analizzare e valutare il vino. Quel movimento particolare che si fa quando il vino viene versato nel bicchiere, muovendo delicatamente la mano per analizzarlo, viene aggiornato e superato da questa idea del proprietario delle Vetrerie di Empoli, che ha finalmente realizzato un calice unico. Un piccolo perno “mimetizzato” con il cristallo, oppure volutamente visibile in metallo dorato, all’apice dello stelo e alla base del calice permette, con una lieve carezza del pollice al globo, di farlo ruotare delicatamente, imprimendo un movimento morbido al vino. La rotazione consente di affinare la valutazione degli aspetti visivi (limpidezza, colore e consistenza), delle note olfattive (complessità e gradevolezza) e delle sensazioni gustative (note gliceriche, acidi, Sali e tannini) del vino. La luce riflessa nel bicchiere viene accelerata dal movimento rotativo, consentendo una migliore valutazione di limpidezza, vivacità e lucentezza. Mentre il movimento perfetto agevola l’analisi di tonalità, sfumature, intensità e lucentezza del colore. Poi il movimento rotativo consente di uniformare e omogeneizzare il velo di liquido sulla parete del bicchiere e garantisce anche una formazione più omogenea dell’imbuto odoroso.

Gira e rigira

“E’ un’idea semplice – dice Parentini – e riguarda la consuetudine che abbiamo noi italiani con il vino e con i gesti connessi al berlo, che non sono di tutti: dal sentirne l’odore al farlo ruotare nel bicchiere. “Gira e rigira” consente, conversando a tavola, di far decantare il vino con un movimento elegante, naturale, senza più alcun imbarazzo o sensazione di inadeguatezza”. Dopo i primi test fra gli addetti ai lavori prima a Parigi, a “Maison et Objets” e poi a Milano, al “Salone del Mobile”, “Gira e rigira” adesso fa l’esordio ufficiale alla Vendemmia di Via Montenapoleone con i vini prodotti da Toscani nelle “vesti di cavia”.

Il grande fotografo, infatti, per chi vuole provare l’ebrezza del calice perfetto nella boutique delle Vetrerie di Empoli, ha messo a disposizione due rossi, OT e Quadratorosso, che produce nella sua azienda di Casale Marittimo, in provincia di Pisa, e che si possono degustare durante la Vendemmia di Via Montenapoleone.

Il perché di questa scelta lo dice lo stesso Toscani: “è un oggetto di design bello, ma quel che più conta è utile. Il design necessario è oggi un concetto rivoluzionario, in un mondo di forme astruse per utensili che si giustificano per le firme di chi li disegna ma che servono a poco. Qui si coniuga un’idea geniale con una eccellente abilità artigianale e il connubio è di grande efficacia”. Basta questa affermazione del maestro Toscani per assicurare la genialità dell’idea.
A Parentini è venuta quando ha visto l’imbarazzo del degustatore inesperto davanti ai sommelier o comunque esperti di vini. Interrogandosi: come posso togliere d’impaccio queste persone a degustare il vino?

Così, ogni volta che si trovava sulla scrivania qualche pezzo di vetro da esaminare per un nuovo prodotto, a Parentini scattava una sorta di sindrome che possiamo definire da “calice perfetto” per aiutare i non esperti. E, probabilmente, per celebrare gli 80 anni – l’anno prossimo – di attività della sua azienda che nasce con la mission di dedicarsi alla produzione del caratteristico vetro verde, per evolvere poi negli anni verso prodotti sempre più sofisticati, come il “calice perfetto” “gira e rigira”.

Maria Michele Pizzillo
Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento