Garavaglia: «Taglio ICI a spese dell'istruzione italiana»
30 Maggio 2008
«Se la capacità di un Paese si misura attraverso l’attenzione che viene data alla scuola, all’Università, alla ricerca e all’innovazione, allora la tanto pubblicizzata
detassazione dell’Ici, lungi dall’essere la soluzione di ogni problema, rischia, grazie a scriteriati tagli al bilancio, di arrecare gravi danni all’intero sistema Italia».
Lo dichiara la senatrice Mariapia Garavaglia, Ministro dell’Istruzione e della Ricerca del governo ombra, a proposito del decreto approvato dal governo sullo sgravio fiscale per Ici e
straordinari.
«I tagli apportati a scuola e università – spiega l’esponente del PD – sono stati fatti in modo indiscriminato, senza tenere conto che essi rappresenteranno, con ogni
probabilità, la campana a morto per enti ed istituzioni che, attraverso la loro opera, danno un contributo essenziale a mantenere alto il livello d’istruzione nel nostro Paese. Si va dai
48 milioni in tre anni tagliati al Fondo ordinario per il finanziamento delle università o ai 27 milioni per conservatori e accademie, per arrivare al taglio cosiddetto lineare per il
Ministero dell’Istruzione. Ma di quale linearità si parla, se si considera che, al netto di spese non vincolate, i tagli al Ministero investono in modo pesantissimo proprio quei progetti
per la ricerca e l’innovazione?».
«La verità – conclude Garavaglia – è che si sta raccontando una cosa non vera. Il governo sostiene di abbattere un costo per le famiglie, ma tace sul fatto che per sostenere
questa riduzione si pagheranno in futuro prezzi altissimi, di natura finanziaria se si deciderà di adeguare il nostro sistema al resto d’Europa, e quindi probabilmente con nuove tasse o,
molto peggio, lasciando decadere la nostra scuola e la nostra università, con un inevitabile ricaduta negativa sulla capacità innovativa e competitiva dell’Italia rispetto agli
altri Paesi».




