Gaetana Jacono ha presentato a Milano il “Cerasuolo di Vittoria docg classico 2013”

Gaetana Jacono ha presentato a Milano il “Cerasuolo di Vittoria docg classico 2013”

La delicatezza di come Gaetana Jacono ha presentato a Milano il “Cerasuolo di Vittoria docg classico 2013” (60% di Nero d’Avola e 40% di Frappato) di Valle dell’Acate, abbinato ai paccheri al profumo di Sicilia secondo la sua personale ricetta, senz’altro è una conferma dell’intelligenza dei produttori di questo splendido vino siciliano di nominarla “Brand Ambassador”.

Gaetana Jacono e Carlo CasavecchiaE’ vero che la proprietaria – insieme ai fratelli e a Francesco Ferreri recentemente nominato presidente di Assovini Siclia  –  di Valle dell’Acate ha chiamato attorno al desco un gruppo di giornalisti per presentare la sua produzione enologica ma è anche vero che tra location, uno dei luoghi storici di Milano, l’elegantissimo Palazzo Serbelloni, i piatti, l’omaggio a Franco Ruta, e il distacco come se non ne fosse la produttrice – forse per il ruolo di brand ambassador – con cui ha parlato dei suoi vini per poi lasciare all’enologo Carlo Casavecchia il compito di entrare nei particolari della produzione di Valle dell’Acate, mentre lei si è dedicata ad elogiare i formaggi e i salumi che coprivano i tavoli sparsi nei saloni di rappresentanza del palazzo costruito tra il 1765 e il 1794 anche su impulso del poeta Giuseppe Parini e che suo marito, Andrea Gola, ha riportato agli antichi splendori dopo un certosino intervento di recupero e di restauro.

FrappatoUn luogo storico che ha ospitato Napoleone Bonaparte insieme alla moglie Giuseppina Beauharnais, il cancelliere Metternich e il maresciallo Radetsky, Napoleone III e Vittorio Emanuele II che apprezzarono la maestosità delle sale e la perfezione classica del luogo, che per un giorno ha ospitato la produzione enologica dell’azienda di Gaetana Jacono, dando l’avvio a quello che qualche settimana prima del Vinitaly, dovrebbe essere un appuntamento annuale per Valle dell’Acate  che esporta la quasi totalità delle 400.000 bottiglie che produce da 100 ettari di vigneti ubicati in provincia di Ragusa, nel lembo della Sicilia Sud Orientale che vanta un patrimonio naturalistico, artistico e architettonico unico al mondo. Il primo mercato che ha conosciuto la produzione dell’azienda siciliana è stato quello degli Stati Uniti. “Poi sono tornata in Europa – confessa Gaetana -. Conquistando il palato dei buongustai dei Paesi Scandinavi, della Svizzera e della Gran Bretagna. Stranamente, non siamo molto presenti in Germania”, forse per carenza di prodotto visto che nelle cantine del Feudo Bidini, ad Acate, dove la famiglia Jacono produce vino da sei generazioni, a quanto pare non sanno cosa siano le giacenze.
A Palazzo Serbelloni la raffinata signora siciliana, che dopo la laurea in farmacia decise di tornare alle origini, per coltivare la terra insieme al padre Giuseppe partendo da un’opera imponente, il restauro del vecchio palmento, per restituirlo alle antiche fattezze, per poi dedicarsi alla vigna con un  pensiero fitto “continua ricerca della qualità”. Impegno che nel tempo si ulteriormente rafforzato visto che i produttori del Cerasuolo di Vittoria l’hanno voluta come ambasciatrice del vino e del territorio ragusano per diffondere la cultura enologica della Sicilia. Poi è arrivata la nomina di Ambassador di “We Women for Expo”, un network internazionale di donne che insieme si impegnano per migliorare il diritto al cibo così come previsto dal progetto nato nell’ambito dell’Esposizione universale di Milano in collaborazione con il Ministero degli affari esteri e la fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.
Quattro i vini presentati a Palazzo Serbelloni: “Zagra doc Sicilia Grillo 2015” e “Frappato doc Vittoria 2015” che Gaetana ha abbinato ai formaggi e ai salumi che ha personalmente selezionato fra i migliori produttori della provincia di Ragusa. Ed è stato un abbinamento eccellente con il profumato Grillo che ha dovuto dividersi gli elogi con il rubino Frappato che sprigionava profumi di frutta rossa e belle note di rosa. Il compito di completare i paccheri è stato assegnato all’elegante Cerasuolo  che si è presentato con profumi di mora insieme ad una leggiadra speziatura di vaniglia. Invece per accompagnare il gigantesco e ricco filetto in crosta con caponatina, la signora Jacono ha scelto il “Moro doc Sicilia Nero d’Avola 2013” che alla degustazione ha evidenziato una bella concentrazione di frutta matura e spezie, tabacco e cioccolato e, in bocca, era caldo, vellutato ed elegante con un bell’intreccio di liquirizia.
Conclusione con i dolci dell’Antica dolceria Bonajuto e un omaggio di Gaetana Jacono a Franco Ruta, scomparso qualche settimana fa, che ha collocato nella categoria dei siciliani “grandi ottimisti che scommettono sulla Sicilia, sui suoi tesori preziosi, se ne fanno carico, li fanno fiorire per poi portarli nel mondo e, in una sorta di cerchio magico, fanno sì che il mondo venga a scoprirli. Franco Ruta era un siciliano luminoso che ha scommesso su un tesoro prezioso di questa terra – il cioccolato di Modica. Lo ha fatto suo, lo ha innovato con sapienti accorgimento che lo hanno reso, se possibile, persino più buono e con passione e grande capacità lo ha regalato al mondo”.
Un calore, sempre per quella delicatezza di non essere troppo “partigiana”, che Gaetana Jacono non ha profuso per i suoi vini. Che sono interessanti come valido è il progetto “7 terre per 7 vini, a ogni vino la sua terra”. Ne mancavano tre, però, alla presentazione milanese: i bianchi Insolia e Bidis ottenuti rispettivamente da Insolia e Chardonnay in purezza e il rosso Rusciano da Syrah in purezza.
Ogni bottiglia presente sulle tavolata dei mastodontici saloni di Palazzo Serbelloni, era in compagnia di un bicchierone contenente terreno proveniente dalle vigne di Valle dell’Acate.

Michele Pizzillo
Newsfood.com
Contatti

Leggi Anche
Scrivi un commento