Frutta, aumentano i pesticidi

Frutta, aumentano i pesticidi

La frutta presenta sempre maggiori quantità di pesticidi, e crescono così i pericoli per la salute, di consumatori e lavoratori nell’agricoltura.

Questa la conclusione cui è giunta una ricerca dell’Università La Sapienza (sezione Dipartimento di Scienze Anatomiche e Medico Legali) e dell’Arpa Lazio, diretta dal dottor
Simone De Sio e pubblicata su “Prevention &
Research”
.

L’indagine è partita da una premessa operativa: l’uso di pesticidi in agricoltura deve tener in equilibrio due necessità. La necessità di aumentare i raccolti e combattere
le malattie, che spinge ad aumentare le sostanze chimiche. Ma vi è anche la il diritto alla salute di agricoltori e consumatori, da difendere limitando l’impiego dei pesticidi e
compiendo verifiche

A tale scopo, gli esperti hanno svolto due fasi di controllo: nel 2008 hanno preso in esame un campione di 199 frutti, nel 2009 un campione di 203. In entrambi i casi, il campione aveva una
struttura precisa: 12,68% mele, 11,69% pere, 12,93% pesche, 6,46% uva, 5,72% fragole, 22,13% agrumi, 7,96% frutta esotica.

Come anticipato, i risultati non sono positivi. In generale, è diminuito il numero di campioni di frutta privi di residui di pesticidi, passati dal 72,36% nel 2008 al 65,51% un anno
dopo. Contemporaneamente, sono aumentati sia i campioni con tracce di almeno una sostanza chimica ( da 21,10% a 22,6%) e, soprattutto, sono cresciuti nettamente quelli con almeno due pesticidi
diversi. In questo caso, vi è un aumento superiore al 300%: 3,01% nel 2008 e 9,85% nel 2009.

Tra le varietà più interessate, anche per la loro diffusione nei campi e nei mercati, le mele e le pere, entrambe dentro il trend generale. Così, la percentuale di mele
inquinate aumenta del 18%, mentre quella delle pere nella stessa situazione cresce di più del doppio.

Unico dato positivo, la quantità relativamente limitata di pesticidi: secondo i ricercatori, “Le concentrazioni consentite dalla legge, tuttavia, sono state oltrepassate in un numero
estremamente limitato di casi: il 3,51% nel 2008 ed il 2,95% nel 2009”.

Detto questo, il tono della conclusione non cambia: il fenomeno deve essere controllato strettamente, come le sue potenziali negative conseguenze. Infatti, “”L’epidemiologia dell’uso di
pesticidi in agricoltura deve essere considerata non esclusivamente sotto il profilo dei consumatori, bensì nell’ottica di un rischio professionale da parte degli agricoltori. Una
tipologia di sostanze chimiche più frequentemente riscontrate, in particolare nella coltivazione di pesche, agrumi, uva e fragola sono Dimetoato e Clorpirifos, insetticidi appartenenti
alla categoria dei fosforganici, con una pericolosa azione neurotossica”.

Matteo Clerici

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