Formigoni: «nostro modello sanitario è vincente»

Milano – «Per la sanità oggi non servono proclami, serve responsabilità, è indispensabile avere il coraggio di intraprendere una strada innovativa, e per
farlo è necessario dare una maggiore responsabilità alle Regioni: è ormai un dato di fatto che il centralismo, oltre a produrre sistemi sanitari differenziati, ha dato
cattivi risultati, si tratta quindi di impostare un nuovo modello di governo della sanità, basato sull’incentivazione dell’efficienza e dei comportamenti virtuosi».

E’ quanto ha sostenuto oggi il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nel corso del suo intervento al convegno «La sanità alle elezioni».

Formigoni ha sottolineato come la Lombardia sia la regione che ha realizzato la più innovativa riforma del sistema sanitario, partendo da una situazione alquanto critica, con
«liste d’attesa lunghissime, ospedali per i ricchi e ospedali per i poveri, cittadini che non potevano scegliere l’ospedale o il professionista a cui sottoporre il proprio
problema». «Dall’1 gennaio 1998 – ha spiegato Formigoni – abbiamo riformato l’intero sistema sanitario regionale, ponendo al centro la persona, la sua libertà di scelta e la
possibilità per i professionisti di lavorare in un ambiente stimolante. E i risultati non si sono fatti attendere. Nel giro di qualche anno abbiamo messo in mostra la miglior
sanità italiana». Il 20% della mobilità sanitaria nazionale è oggi verso gli ospedali lombardi, che vantano oltretutto la soddisfazione dell’80% dei pazienti.
«Di più – ha aggiunto – abbiamo abbattuto i tempi di attesa, visite ed esami urgenti si fanno entro 72 ore, i bilanci sono in pareggio per il quinto anno consecutivo nonostante che
lo Stato ci trasferisca meno fondi pro capite rispetto ai due terzi delle altre regioni».

Tutto questo ha permesso alla Lombardia «di liberare risorse per

eliminare ticket, abbassare la tassazione sull’Irpef, fornire servizi sanitari aggiuntivi non previsti dallo Stato, investire moltissimo nell’edilizia sanitaria: ben 532 interventi tra nuovi
modernissimi ospedali e ammodernamento di padiglioni esistenti – ha concluso il presidente lombardo -. Ciò che abbiamo costruito è quindi un patrimonio prezioso, sia per il metodo
utilizzato, sia per i risultati ottenuti. Abbiamo realizzato un modello originale di ‘governo della sanità’ che rappresenta oggi un punto di riferimento, nel nostro Paese e anche al di
fuori».

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