Floriano Zambon, nuovo Presidente Città del vino

Floriano Zambon, nuovo Presidente Città del vino

E’ Floriano Zambon, sindaco di Conegliano, una della capitali del Prosecco Superiore Spumante, il nuovo presidente dell’Associazione Nazionale delle Citta’ del Vino che guiderà fino al 2018. L’assemblea di Genzano, in provincia di Roma, ha richiamato al timone un sindaco , a gran voce e con un consenso ampio e qualificato, che già si era speso dal 2004 al 2006 come presidente. Floriano Zambon, 53 anni, già assessore al turismo e vice presidente della provincia di Treviso, co-artefice della nascita del sistema-piramide del Prosecco docg-doc, illuminato e mai dimenticato presidente della associazione Altamarca, marchio d’area e meta distretto della Pedemontana Veneta, è manager in una industria meccanica prestato e innamorato di fare politica con trasparenza, in mezzo ai problemi e alla gente. Presidente, dopo 10 anni, cosa cambia e è cambiato?

<< I tempi sono cambiati velocemente, deve nascere una nuova fase, ci attendono sfide diverse e proiettate in alto, ce lo chiedono 450 sindaci associati rappresentanti di distretti enologici importanti, emblemi del made in Italy, simboli dell’alta qualità enologica tricolore nel mondo >>. L’assemblea è stato proprio l’occasione per discutere obiettivi e nuove frontiere della associazione.

Presidente, in particolare? << Da una parte dobbiamo rafforzare il turismo enogastronomico a vantaggio di tutti i nostri territori, dall’altra dobbiamo puntare a una riqualificazione generale attraverso il nuovo strumento dei Piani Regolatori delle Città del Vino. Con il nuovo ruolo europeo dell’Associazione, che entra a far parte di Recevin, la rete comunitaria dei territori vinicoli, cambia anche il peso delle nostre relazioni istituzionali. Si apre una nuova fase, oggi essere una Città del Vino è ancora più vantaggioso, si apre una porta in Europa>>.

Recevin è la rete comunitaria di tutti i territori a vocazione viticola e vinicola, quindi uno strumento istituzionale europeo che può rappresentare e portare istanze ai massimi vertici di Bruxelles, Parlamento e Commissione, per dare un impulso e una strategia nuova.

Presidente, in sintesi: << C’è una volontà comune di molti sindaci europei, dal Portogallo alla Grecia, mille e mille città del vino, a unire le forze per progetti politici condivisi a favore della salvaguardia, tutela, valorizzazione, sostenibilità, solidarietà. L’adozione generale e a tappeto dei piani regolatori delle aree vitate, ovvero tutto quello che lega produttività e ambiente, cura del territorio e rispetto del suolo per contribuire sempre più a sicurezza e garanzia per il consumatore finale. Il cambio di statuto, a distanza di 28 anni dalla fondazione, va in questo senso, cioè tutti i territori e i comuni iscritti alla associazione, da Barolo a Pantelleria, entrano a far parte del network europeo. >> La prima uscita pubblica della nuova fase di Recevin sarà a Bruxelles il prossimo novembre con l’elezione della Città del Vino Europea 2016, status di “Capitale Europea della Cultura Enologica” che verrà assegnato stavolta a un Comune italiano. A Genzano si è anche parlato di Food Urban Policy, branca della pianificazione urbanistica che parte dal cibo e dal vino per ridisegnare il futuro, nuova frontiera dello sviluppo sostenibile di città e aree metropolitane.

Presidente Zambon, un programma complesso e ambizioso da attivare: << Certamente, ma partendo da valutazioni e riqualificazioni ordinarie e locali in una ottica di sistema e rete. Il cibo è al centro della nostra vita, nutrizione e alimentazione sono anche componenti della nostra salubrità e sanità, ma il cibo ha evidenti connessioni con la biosfera e il paesaggio agrario e ambientale, pone questioni di abbondanza e di carenza, di risparmio o spending review dei costi sociali, di spreco assurdo di alimenti, di pirateria alimentare continua versi i Dop-Doc, di depauperamento di terreno agrario.>>

L’esempio di Langhe Monferrato e di Colline del Prosecco deve diventare un motivo di orgoglio condiviso e diffuso: il riconoscimento Unesco per il primo e l’inserimento in lista d’attesa per il secondo compartano regole e regolamenti di uso e conservazione del distretto produttivo che impongono anche ai sindaci scelte precise, strade nuove a iniziare dalla pulizia rurale, arredi urbani di accoglienza e servizi, co-partecipazione dei cittadini a una cultura di salvaguardia e rispetto, riduzione dell’uso di prodotti chimici nei filari che vuol dire sanità dell’aria a vantaggio della salute di tutti.

Redazione Newsfood.com

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