Fisco, Venturi (Confesercenti): «Ha ragione Draghi, si spende troppo e si investe poco»

Roma, 16 Ottobre 2007 – Dopo il forte miglioramento conseguito nel 2006, i progressi nella riduzione degli squilibri di bilancio sono modesti, la riduzione dell’indebitamento netto al di
sotto del 3 per cento del PIL pone le basi perla chiusura della Procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti dell’Italia; gli interventi necessari per raggiungere il pareggio sono rinviati
al triennio 2009-2011.

Questa in sintesi l’analisi di Bankitalia evidenziata oggi nel Bollettino economico dell’Istituto.

“Ha ragione la Banca d’Italia nel porre il problema dell’eccesso di spesa pubblica – ha dichiarato il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, -. Questa scelta comporta interventi sulle
entrate, producendo consistenti aumenti del prelievo fiscale su famiglie e imprese. Da questo ne consegue una situazione di difficoltà per i consumi, con inevitabili frenate della
crescita economica. Si spende troppo e si investe poco.Si continua a girare intorno, ma il nodo ineludibile rimane quello della spesa pubblica, riportata ad oltre il 43% del Pil”.

«Secondo nostre stime preliminari, – si legge nel Bollettino economico di Bankitalia, – in estate si sarebbe registrata una lieve accelerazione dell’attività produttiva. I
principali previsori indicano ora per l’economia italiana tassi medi di crescita al di sotto del 2 per cento nel 2007 e tra 1’1,3 e 1’1,5 per cento nel 2008». Questi alcuni dei dati
pubblicati oggi da Bankitalia nel Bollettino economico. «Sono aumentati ovunque i premi per il rischio e la cautela degli intermediari nell’erogare il credito- si legge sul sito
www.bancaditalia.it; sono caduti i corsi azionati e, soprattutto, gli scambi nel mercato monetario. Questi ultimi effetti sono stati contrastati dalla Riserva federale statunitense, dalla Banca
centrale europea e dalle autorità monetarie di altri paesi con iniezioni di liquidità; la Riserva Federale ha inoltre ridotto i tassi di riferimento. Ne è discesa
un’attenuazione delle turbolenze». «Pur con ampliate incertezze, la crisi non sembra nuora aver mutato nella sostanza la crescita attesa dell’economia mondiale, peraltro rivista al
ribasso per il prossimo anno, su valori ora al di sotto del 5 percento, dai principali previsori. «Dopo il rallentamento del primo trimestre, in primavera il PIL in Italia ha ristagnato.
In presenza di una sostanziale invarianza del tasso di cambio reale e diversamente da quanto registrato negli altri paesi dell’area dell’euro, le esportazioni hanno continuato a flettere,
risentendo della decelerazione dell’attività produttiva nei nostri principali mercati di sbocco. Beneficiando della ripresa del reddito disponibile dopo la stasi dell’ultimo biennio, i
consumi delle famiglie hanno mantenuto in entrambi i trimestri una crescita di poco inferiore al 3 per cento su base annua»… …Dal 2006 la situazione dei conti pubblici ha segnato un
progressivo miglioramento per effetto del forte aumento del gettito fiscale, connesso anche con il recupero di aree di evasione ed elusione. Nel 2007 la pressione fiscale supererà di due
punti percentuali quella del 2005. Nel 2008 rimarrà stabile, su un livello relativamente elevato nel confronto internazionale. Nel corso del 2007 le entrate inattese sono stare in larga.
parte utilizzate per finanziare aumenti di spesa. Scelte analoghe caratterizzano la manovra di bilancio per il 2008, che accresce il disavanzo rispetto al suo valore tendenziale. Dopo il forte
miglioramento conseguito nel 2006, i progressi nella riduzione degli squilibri di bilancio sono modesti. La riduzione dell’indebitamento netto al di sotto del 3 per cento del PIL pone le basi
perla chiusura della Procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti dell’Italia; gli interventi necessari per raggiungere il pareggio sono rinviati al triennio 2009-2011. Nel biennio 2007-08
l’incidenza della spesa primaria corrente sul PIL rimane costante sui valori massimi degli ultimi decenni. Il contenimento della spesa primaria corrente è il problema centrale della
finanza pubblica italiana. L’avvio dell’attività di revisione della spesa pubblica, la riforma del bilancio, il potenziamento dei meccanismi di responsabilizzazione degli enti decentrati
sono strumenti importanti per migliorare l’utilizzazione delle risorse nel settore pubblico. Gli studi diffusi dal Ministero dell’Economia e delle finanze mostrano che vi sono ampi margini per
ottenere risparmi senza compromettere il conseguimento degli obiettivi fondamentali dell’azione pubblica.

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