Fisco: Valentino Rossi, 35 milioni per tornare «in regola»

By Redazione

35 milioni di euro:questo l’importo complessivo che Valentino Rossi dovrà versare al fisco italiano a seguito delle irregolarità contestategli con riferimento agli anni 2001-2006,
a comunicarlo è stata l’Agenzia delle Entrate in occasione di una conferenza stampa.

La vicenda. Lo sportivo, finito del mirino degli ispettori dell’erario nel 2003, aveva ricevuto una notifica lo scorso mese di agosto sugli accertamenti in atto.
L’Agenzia rivolgeva a Rossi l’accusa di aver creato una residenza fittizia a Londra, sostenendo che il centro social-familiare di Rossi era sempre stata invece l’Italia. Un’accusa da cui il
pilota si è difeso mettendo a disposizione biglietti aerei, foto e testimonianze per dimostrare che almeno una parte della sua vita l’aveva davvero trascorsa in Inghilterra.
La scelta di chiedere la procedura di accertamento «con adesione» e la collaborazione fornita durante gli incontri con i funzionari dell’Agenzia delle entrate hanno infine permesso
di semplificare le indagini, rideterminare l’ammontare dei compensi percepiti e distinguere le prestazioni rese in Italia da quelle rese all’estero.

La sanzione. Nel dettaglio, per il periodo 2001-2004 Rossi verserà una somma pari a 18,9 milioni di euro, di cui 13,71 di maggior imposta e oltre 5 tra sanzioni e
interessi. Il pagamento avverrà in 12 rate trimestrali di 1,57 milioni di euro l’una. Ulteriori 16 milioni di euro consentiranno invece la regolarizzazione per il biennio 2005-2006.

Il commento dell’Agenzia delle Entrate. Quello compiuto sullo sportivo è stato il maggior accertamento con adesione relativo a persone fisiche concluso finora dall’Agenzia delle Entrate.
Nel definire «positiva» la conclusione della procedura, la stessa agenzia ha voluto puntualizzare come il suo unico obiettivo sia stato quello di «applicare con scrupolo le
leggi e garantire che tutti i cittadini, in base alle loro possibilità, concorrano alle finanze pubbliche». L’auspicio, ha proseguito, è che la vicenda dello sportivo, che
ha scelto di affermare in concreto la sua volontà di rispettare le regole fiscali, «possa rappresentare uno stimolo e un esempio per i tanti personaggi noti e meno noti che, spesso
fuorviati da cattivi consiglieri, hanno portato la residenza fuori dal nostro Paese solo per motivi fiscali».

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