Firenze: Fancy Flair presenta Alberto Patrucco

Firenze: Fancy Flair presenta Alberto Patrucco

 

Un grande artista dalla risata «amara» questo Sabato ad Otel Varieté.

Alle ore 22 Fancy Flair ospiterà per la prima volta uno degli attori comici più completi e rappresentativi del nostro cabaret (come pubblico e critica testimoniano).

 Con un passato tra Zelig e Colorado Café, di scena sul palco di Otel Alberto Patrucco e le sue tragicomiche verità.

Chi conosce questo comico anticonformista, sa come si presenta: semplicemente con la sua faccia e la sua verve.

Classe 1957, abito di scena scuro, in omaggio alla scuola minimalista che imponeva massima attenzione alle mani e al volto.
Voce profonda, almeno quanto i temi che affronta, non vuole trasmettere messaggi, ed afferma di non sapere ciò che vuole. Di sicuro, sa ciò che non vuole.

È Alberto Patrucco, attore comico di prima grandezza, ben noto alle platee italiane per il suo incontenibile eloquio, fondato sulla capacità di plasmare il linguaggio e i
fatti. Nelle mani di Patrucco, le parole si trasformano in clava o fioretto. Tratta un argomento, lo rivolta creando vivissima attesa, per giungere, con arguzia e irresistibile
comicità, ad inaspettate conclusioni.
Niente gag di basso cabotaggio. Nei testi che scrive e recita anche in televisione, c’è sempre il filo di un ragionamento che, al di là dell’effetto comico, fa
meditare.

Il suo show è una panoramica al vetriolo sui tempi che stiamo vivendo, priva di retorica e tormentoni, ma al contrario intrisa di comicità vera, sostanza ed
argomenti.
Alla berlina le certezze di chi è convinto di possedere una verità assoluta e pertanto di essere superiore all’altro. Sul banco degli imputati la deriva culturale
della nostra società, fatta di politica strillata, televisione spazzatura e modelli imposti dal più ottuso consumismo. Alberto Patrucco, non risparmia nessuno e nemmeno se
stesso. Così, giusto per a ridere, seriamente…

PATRUCCO e IL SUO «PESSIMISMO COMICO»
Alberto Patrucco si avvicina al mondo artistico attraverso la musica, suonando prima il pianoforte, poi la chitarra.

Il «battesimo» nel cabaret avviene con Gianni Magni, il mitico Gufo scomparso nel 1992. Tra i suoi compagni di viaggio di quel periodo ricordiamo Gianni Cajafa, Roberto
Brivio, Walter Valdi e l’allora giovanissimo Maurizio Micheli.
La proposta artistica di Patrucco era semplice e in linea coi tempi: monologhi e ballate, eseguite al pianoforte o alla chitarra, per raccontare storie umoristiche con parole e canzoni.
Alla fine dei ’70 inizia un’intensa attività in molti locali milanesi, affrontando anche nelle nascenti tivù private le prime esperienze televisive (in
particolare, su «Antenna Nord» – l’attuale «Italia 1» – conduceva «Dedicomania», un programma comico ispirato dal vivace mondo delle radio
libere).

A partire dal 2000, Patrucco inizia un rapporto costante con la televisione passando prima da «Zelig» (2000 – 2003), poi a « Colorado Café» (2004 –
2006) e diventando un personaggio di punta richiesto come ospite anche in altre trasmissioni nazionali («Funari News», «Ballarò»…).

Dal 2000 al 2005 elabora «Tempi Bastardi» (libro MONDADORI e spettacolo) e nel 2006 «Vedo Buio!» (libro Mondadori e spettacolo). Nel 2005 gli viene assegnato il
«Premio Charlot (Cabaret con la K)», e nel 2007 il «Premio Walter Chiari», il «Premio Satiroffida» e il «Delfino d’oro».

Tutta l’opera di Patrucco si può considerare come un gigantesco work in progress che ruota attorno alla spiazzante tematica del «pessimismo comico», tema che
racchiude la sua visione del mondo. Sul palcoscenico e nei suoi libri Patrucco sviscera la realtà rivoltandola e trovando gli amari ed esilaranti lati comici.

Finito lo show, la serata proseguirà con il dj set happy-house e ’70-’80-’90 curato da Mirko Piacentini, Gabba e Fabien.

 

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